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domenica, 21 Aprile 2024

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Camionisti 2.0 «Quando si transitava nel vecchio percorso della Strada Statale 71…»

Il gruppo “Camionisti del Casentino”, nato nel 2019, ha concluso il suo primo lustro con un pranzo celebrativo che ha visto la partecipazione dei membri più attivi in una location che ha riportato gli autisti indietro negli anni a quando si transitava nel vecchio percorso della Strada Statale 71 e ci si poteva ancora fermare a pranzo all’altezza di Marcena, in una di quelle trattorie che per anni sono state viste come il più classico degli stereotipi sul settore, “se ci si fermano i camionisti vuol dire che si mangia bene” ed era vero, come erano vere tante altre etichette che venivano date agli autisti dell’epoca.

Proviamo ora ad immaginare cosa potesse essere affrontare un viaggio in camion anche solo 30 anni fa, senza l’ausilio della tecnologia e con dei mezzi che, come abbiamo visto nelle immagini dei precedenti articoli, non erano assolutamente all’altezza degli attuali in quanto a comfort e prestazioni, senza poter essere rintracciati ne contattati telefonicamente se non all’arrivo presso la destinazione prestabilita.

Qualsiasi inconveniente durante il percorso poteva mettere a dura prova l’autista dal punto di vista fisico ed emotivo, questo se da una parte ha formato generazioni di autisti pronti a tutto e preparati a qualsiasi evenienza, dall’altra ha messo in difficoltà uomini che per affrontare il proprio lavoro dovevano rinunciare a qualsiasi tipo di comodità. Tutti aspetti che hanno creato una base umana che ha privilegiato i rapporti interpersonali e la solidarietà tra colleghi, un insieme di elementi che hanno permesso di alimentare il mito del “camionista eroico” pronto ad ogni sfida ma che nell’ombra celava innumerevoli problemi legati alla solitudine, alla lontananza dagli affetti familiari ed all’alienazione sociale che si poteva creare in una vita totalmente assorbita dal lavoro, c’era bisogno di qualcosa che riportasse un più alto livello di umanità nello svolgimento del lavoro.

La connettività e l’analisi dei dati ci sono venute incontro rendendo più facile identificare potenziali miglioramenti, offrendo alle aziende e agli autisti l’opportunità di personalizzare di conseguenza l’esperienza lavorativa.

Gli autocarri di oggi producono grandi quantità di dati ogni volta che sono in viaggio e sempre più spesso tali dati possono generare informazioni utili, ad esempio su un percorso specifico da seguire o un tratto di strada in cui il consumo di carburante è ottimale, o certe situazioni in cui la frenata brusca è più frequente. A prescindere dal fatto che gli autisti siano principianti o esperti, il giusto tipo di guida, unito alla connettività e all’analisi dei dati, potrebbe aiutare qualsiasi autista a perfezionare la propria tecnica e avere un impatto su qualsiasi attività. L’avvento della tecnologia nel settore dell’autotrasporto ha inesorabilmente alzato l’asticella su quelli che sono i ritmi dell’attività lavorativa, essere più connessi e maggiormente raggiungibili vuol dire però poter essere messi maggiormente sotto pressione della committenza che richiede prestazioni sempre più veloci e precise, fortunatamente il maggiore controllo da parte delle autorità ed una normativa più restrittiva hanno impedito che l’autista potesse diventare schiavo del proprio lavoro e del proprio mezzo in una società sempre più veloce.

Al giorno d’oggi ogni aspetto della vita lavorativa dell’autotrasportatore è sotto la lente della tecnologia, ogni camion moderno è dotato di un cronotachigrafo che registra tutte le attività del camion e dell’autista, tempi di guida, tempi di riposo e nelle versioni più recenti perfino le coordinate satellitari del veicolo in tempo reale, sono lontani i tempi in cui si viaggiava con l’atlante stradale al proprio fianco, oggi sempre di più ci si affida a navigatori satellitari dettagliati e precisi dedicati specificatamente a chi guida mezzi pesanti ed ingombranti.

La tecnologia “smartphone” ci permette inoltre di poter rimanere in contatto con l’azienda che può organizzare la vita lavorativa dell’autista utilizzando applicazioni dedicate e mirate all’ottimizzazione dei tempi di lavoro, la stessa azienda che può monitorare tutte le funzionalità del camion potendo addirittura indirizzare il proprio autista verso le migliori soluzioni possibili in caso di guasti o di emergenze quali una foratura, necessità di riparazioni, carburante o luoghi di sosta adeguati al riposo giornaliero. Questo ci aiuta anche a superare i momenti di pausa e riposo facendo una videochiamata con la propria famiglia quando si è lontani da casa, ma anche potendo usufruire di piattaforme audio e video, culturali, di lettura, potendo accedere ad informazioni utili o di svago, fino addirittura arrivare a collegarsi con altri colleghi che dal proprio camion sono diventati creatori di contenuti utili per tutta la categoria.

Trovarsi in un luogo lontano da casa e poter sapere cosa c’è intorno ti permette di rimanere in contatto con la realtà e anche di venire a conoscenza di posti che meritano un’ulteriore visita di piacere nei giorni liberi dal lavoro, insomma una specie di occhio che non guarda solo alla finalità lavorativa ma anche a quella personale. In tutta questa offerta tecnologica c’è anche l’utilizzo del nostro gruppo WhatsApp, avere quasi 180 autisti che dal Casentino tutti i giorni si spostano in tutta Italia permette di condividere informazioni sul traffico in tempo reale, consigli sui percorsi da seguire per cercare i luoghi di destinazione, luoghi per le soste e tutto quello che riguarda l’esperienza che ognuno di noi ha immagazzinato durante i suoi viaggi di lavoro, dai tempi in cui si sfogliava l’atlante fino ad arrivare ad oggi, tempi in cui in alcuni camion ci sono più monitor che ruote.

Questo dimostra quanto la realtà sul nostro lavoro sia cambiata, senza esprimere un giudizio possiamo dire che i vantaggi portati dalla tecnologia superano di gran lunga gli svantaggi in termini di sicurezza, connessione e vivibilità, sta a noi riuscire a mantenere quelli che sono i legami umani che i nostri predecessori hanno creato quando l’unione faceva la forza ed era soprattutto indispensabile per andare avanti.

Possiamo comunque decisamente affermare che siamo passati alla nostra versione più recente ed aggiornata di CAMIONISTI 2.0, lontani dallo stereotipo di persona gretta ed ignorante e più vicini a criteri di professionalità e civiltà, guidare un camion tutti i giorni richiede preparazione, conoscenze tecniche, serietà nei rapporti tra azienda e committenza ma sempre e comunque passione, quella che speriamo possa muovere le nuove generazioni verso una professione che regala ancora grandissime soddisfazioni.

Come sempre buona strada e massima attenzione per le insidie invernali, tenete sempre i vostri veicoli nella massima efficienza e tutti insieme potremo contribuire al migliore utilizzo delle nostre infrastrutture, rispettandoci.

“Trasportare Il Casentino” Storia, cronaca ed attualità dell’autotrasporto di vallata a cura di “Quelli della SS71”

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