Anche in Casentino si sta avviando il processo delle fusioni tra comuni, ora volontario e che dal 1° Gennaio 2016 potrebbe essere obbligatorio per i comuni sotto i 3.000 abitanti. Per non perdere un treno importante che ha come meta il futuro, e per cogliere un’occasione favorevole come quella della nascente fusione tra Bibbiena e Ortignano-Raggiolo, un gruppo di cittadini del Comune di Chiusi della Verna ha deciso di formare un Comitato che intende raccogliere firme per proporre una consultazione popolare che possa decidere sulla fusione con Bibbiena e Ortignano- Raggiolo.
“Facciamo appello a tutte quelle persone che, favorevoli o meno alle fusioni, credono tuttavia nella forza della democrazia e sull’importanza che siano i cittadini stessi a decidere qual è la migliore forma istituzionale per il loro territorio”, esordisce così Adolfo Zamponi coordinatore del neonato Comitato Cittadini Chiusi della Verna, un comitato che, come dice lo stesso Zamponi, vuole essere innanzi tutto un invito a tutti i cittadini a farsi artefici del proprio destino senza che lo stesso venga imposto né dal Consiglio comunale,né dallo Stato (vista la scadenza del 1° gennaio 2016).
I motivi di questa fusione a tre, come spiegano i rappresentanti del Comitato, partono da un fatto: il legame storico, geografico, territoriale ed economico con Bibbiena, vista da sempre come punto di riferimento per tutti i territori del comune di Chiusi della Verna. Ma la fusione rappresenta, secondo loro, anche l’acquisizione di una forza maggiore a livello economico e di promozione del territorio, oltre che un salvagente per territori montani sempre più isolati che, con la fusione, potranno avere più centralità, più collegamento facendo rete con un territorio più ampio.
Dal 2014 in Italia e in Toscana – per quanto ci riguarda- è iniziato un percorso di razionalizzazione dei territori finalizzato ad una nuova e più efficiente organizzazione amministrativa,
“Un comune tra Bibbiena, Ortignano-Raggiolo e Chiusi della Verna superando i 15 mila abitanti sarebbe il quarto comune della Provincia di Arezzo; attualmente i finanziamenti previsti, oltre 10 milioni di euro, e la deroga per 5 anni dal patto di stabilità, che in questo momento blocca la disponibilità di soldi pubblici, permetterebbero ingenti investimenti sul territorio” insiste Zamponi che tuttavia ribadisce un concetto per lui e il Comitato fondamentale: “I finanziamenti, in un momento come questo, sono importanti e non ce lo possiamo nascondere: ciò che però muove il Comitato non sono questi soldi anche se tantissimi; in verità le ragioni che ci spingono a promuovere una fusione a tre sono altre: il potenziamento e la modernizzazione degli uffici pubblici, più servizi e più qualità per il cittadino e una forte rappresentatività politico istituzionale a livello provinciale e regionale. Il nuovo comune avrebbe la possibilità di far fronte ai continui tagli ai trasferimenti agli enti locali, tagli che rischiano di incidere pesantemente sulla qualità dei servizi primari (scuole, asili, trasporti scolastici, mense, assistenza sociale e sanitaria) rendendo spesso inevitabile l’aumento della pressione fiscale sui cittadini”.
Per illustrare le ragioni della fusione e dei vantaggi rispetto all’attuale Unione dei Comuni – ribadisce Zamponi –ancora prima della consultazione popolare, il Comitato di Chiusi della Verna farà degli incontri pubblici il primo dei quali venerdì 12 Giugno al Corsalone presso la sala comunale.
Altri incontri pubblici seguiranno nei giorni di lunedì 15 giugno a Chiusi della Verna nella sala comunale e martedì 16 giugno a Corezzo nella palestra della scuola.
Il Comitato è formato dai seguenti componenti attivi: per il territorio di Chiusi della Verna Adolfo Zamponi, Gilberto Gabelli, Loris Tizzi, Giacomo Detti; per la Vallesanta Marco Corsetti, Alessandro Ridolfi; per il Corsalone Elena Tellini, Ilaria Maggi, Roberto Tellini, Massimo Vignali.

FUSIONE BIBBIENA ORTIGNANO-RAGGIOLO: UNA SERATA PER CONDIVIDERE IL PERCORSO
Martedì 16 Giugno alle ore 21.00 presso il salone comunale di Bibbiena, si terrà un incontro pubblico per presentare e condividere le prospettive relative alla fusione dei Comuni di Bibbiena e Ortignano-Raggiolo. La serata sarà l’occasione, tuttavia, per discutere e confrontarsi anche su altre possibili fusioni. “In questa fase – commenta il Sindaco Daniele Bernardini – riteniamo fondamentale un coinvolgimento della popolazione, delle associazioni di categoria, del mondo associazionistico, e della società civile in generale, visto che si tratta di un processo importante di cambiamento degli assetti territoriali”.
I prossimi passaggi saranno i rispettivi consigli comunali di Bibbiena e Ortignano-Raggiolo, poi il Consiglio Regionale e quindi i cittadini stessi.
I tempi ormai sono stretti se consideriamo che dal 1° Gennaio 2016, un processo che ora è volontario e supportato da finanziamenti ingenti, potrebbe diventare obbligatorio per i comuni sotto i 3.000 abitanti.