Caro direttore, benvenuto nel club degli scontenti, dei critici antinciuci! Non è mai troppo tardi. Il virus della gattopardite (come voi lo definite nel vostro articolo) che sta infestando il Casentino non è un virus nuovo, recente. In realtà si aggira per la vallata da anni. Ed eravamo sorpresi che un giornale tradizionalmente critico ed attento come il vostro fosse caduto nel tranello, nell’abbaglio delle liste civiche come elemento di grande novità, di rivoluzione dell’ultradecennale sistema di potere della nostra vallata.
Avevamo provato a mettere sull’avviso… ma siamo stati una vox clamantis in deserto, anche ricoperti a volte di ingiurie ed offese!
Bastava poco a capire che le cosiddette liste civiche servivano solo di copertura al mantenimento dell’esistente. Laddove sono all’opposizione (esemplare il caso di Poppi) solo strumento per salvare la faccia ad una minimo di democrazia formale. Laddove hanno vinto le elezioni sono servite a mantenere unito il sistema di potere con operazioni di puro trasformismo.
Da manuale il caso di Bibbiena. Se inizialmente la vittoria di Bernardini poteva apparire un vero rinnovamento, un abbattimento del potere che aveva regnato dal dopo guerra interrottamente, sarebbe bastata un attenta analisi delle prime mosse della nuova giunta per capire non solo che nulla era cambiato, ma che i gruppi di potere che prima avevano controllato il comune nell’era Ferri, erano tutte al servizio, anzi al potere, con la giunta Bernardini. Lui stesso imprenditore e parte del sistema.
Avete notato qualche differenza nelle scelte di Bernardini che differenziassero il Comune di Bibbiena dalle precedenti gestioni, o nel metodo o nei contenuti? Per il metodo, anziché la conclamata trasparenza e partecipazione, Bernardini si è caratterizzato per una gestione autoritaria, tutta decisa all’interno di una ristrettissima cerchia di fedeli, con un Consiglio relegato ad alzamano, completamente svuotato di qualsiasi ruolo. Per quanto riguarda le scelte, poi, al di fuori della propaganda, non solo non sono state messe in discussione le precedenti, ma sono state messe in pratica e peggiorate. Ciò è evidente nelle politiche urbanistiche (quelle attraverso cui passano gli affari veri). Le continue varianti che hanno stravolto e di fatto delegittimato il Piano Strutturale vigente (che una logica seria ce l’aveva), hanno agito nell’ottica di una liberalizzazione selvaggia che ha favorito gli stessi gruppi di interesse di sempre. E avete mai riflettuto sul fatto che la Commissione paritetica della regione Toscana, pur stralciando le parti più scandalose, alla fine ha avvallato le scelte più importanti della variante urbanistica, quelle che interessavano precisi soggetti? La Commissione paritetica è un organismo politico, non tecnico. Fatevi due conti.
Oppure, ci siete mai chiesti perché nessuno ha alzato un dito sulla vicenda Mabo?
Se poi doveste avere ancora dei dubbi, guardate alle vicende delle ultime elezioni di Bibbiena. Ma pensavate davvero che il PD fosse interessato alla vittoria del povero Volpi, che generosamente ma ingenuamente si è prestato ad un operazione di copertura, votata a sicura sconfitta?
In tempi non sospetti avevamo definito la giunta ed il consiglio comunale di Bibbiena un monocolore pd ed avevamo sottolineato la mancanza di opposizione, mancanza che dura tutt’oggi.
Bisogna forse entrare nelle dinamiche interne del PD casentinese per capire come Bernardini sia stato funzionale al mantenimento del sistema di potere locale. Pensate che chi conta davvero in quel partito puntasse su quel gruppetto di improvvisati renziani, staccati da tutti, sia dalla gente che dagli apparati rimasti del PD di zona e provinciale? Bastava guadare la composizione delle liste. Quella di Bernardini aveva più esponenti del PD di quella di Volpi e almeno alcuni suoi candidati hanno fatto la loro campagna proprio dicendo di essere loro gli esponenti della sinistra e del PD da votare. Ed avevano ragione!
Ora l’inciucio è diventato evidente con il lavoro della nuova Unione dei Comuni (sia chiaro: noi non siamo contrari ad una seria Unione cui partecipino tutti i comuni). Basta vedere la composizione della commissione per capire che i nuovi sindaci imberbi (politicamente) saranno in mano a vecchi arnesi della politica, tecnicamente e politicamente esperti, certo non molto innovativi!
La chicca finale, poi, quella che da sola conferma tutte le nostre opinioni e la nostra analisi sul ruolo di conservazione delle liste civiche, è stata la nomina di Lorenzoni a coordinatore e referente di quello che dovrebbe essere il nuovo piano strutturale di zona, insomma delle politiche del territorio! Che è come dire mettere Dracula a Presidente dell’AVIS.
Ma gli interessi sono interessi, il potere è il potere… e beati gli ingenui che ancora credono nello potere purificatore del civismo.
Capisco il vostro imbarazzo di giornalisti, fino a poco fa pasdaran del civismo anti PD nello scoprire che sono state il cavallo di Troia per conservarne il potere sotto civiche spoglie. Imbarazzo evidente nella genericità della vostra denuncia del virus della gattopardite che è talmente generica che solo gli addetti ai lavori lo possono interpretare (a proposito siano noi a non trovarlo o lo avete tolto o ben nascosto nel sito?). Attendiamo che, superato il comprensibile pudore, possiate dare nome e cognome dei nuovi gattopardi casentinesi..
Magari le prossime elezioni regionali di primavera ci aiuteranno a capire ancora meglio!

Luca Tafi, SEL Casentino

Caro Tafi, dal sito non abbiamo tolto nulla (trovate articolo nella prima pagina della categoria Politica, poi naturalmente la notizia scorrerà in avanti con il tempo, funziona così), quindi basta cercare. Per quanto riguarda poi la sua analisi forse dovremmo essere noi a essere colpiti dal fatto che SEL, sia a livello nazionale che regionale, ancora non ha fatto una vera e propria scelta di alternativa totale al PD e che fino alla scorsa legislatura ne era alleata anche a Bibbiena. Ancora non vi siete svegliati? O soffrite di Gattopardite cronica anche voi? Vedremo se alle sue vibranti parole seguirà, finalmente, la scelta di costruire una vera alternativa. Se sarà così non potremo che rallegarrci della cosa. Peccato che ad ogni elezione, quando c’è da decidere anche il più piccolo strapuntino, diventate subito i migliori alleati possibili.
Saluti e auguri.
Mauro Meschini