Primo episodio

6 ottobre 2016

La brina che quella mattina aveva sorpreso il fogliame tardivo, formava una cristallizzazione senza soluzione di continuità tra i campi coltivati, la ciclabile lungo l’Archiano ed il suo argine, stendendo un velo di carta da zucchero che, alle 10.00, persisteva ancora.

Quell’autunno somigliava più ad un inverno precoce, tuttavia, le basse temperature non avevano scoraggiato i frequentatori, perciò, quando una ciclista cominciò ad urlare come un ossesso, diversi sportivi arrivarono in suo soccorso. Tutti pensarono che si fosse fatta male o che fosse stata morsicata da un cane randagio. Nessuno avrebbe potuto immaginare quello che, invece, le era capitato. Alla donna ci volle del tempo per riprendere il fiato e la favella. Aveva il viso palesemente stravolto ed era in una iperventilazione così serrata che le parole le ritornavano dentro i polmoni.

Questi inspiravano solamente, consentendole solo di emettere suoni gutturali. Gli improvvisati soccorritori la costrinsero a sedersi, ma si dovettero sforzare alquanto, visto che aveva la muscolatura irrigidita come uno stoccafisso. Quando infine riuscì a calmarsi iniziò a fare ampi gesti con le braccia in direzione del fiume. A quel punto tutti alzarono lo sguardo senza capire, fino a che la sventurata non trovò la forza di gridare:

-Guardate laggiù!!!!!

Allora un paio di persone presero il coraggio a quattro mani e scesero verso la lama. Vicino alla sponda cercarono con lo sguardo senza alcun esito, poi, dopo circa cinque minuti, si fermarono in prossimità di un groviglio di arbusti. La suola di un paio di Adidas spuntava dai rovi sotto i quali si trovava il cadavere di un uomo. Riverso in posizione prona, aveva la faccia conficcata nel limo, perciò non fu possibile capire immediatamente chi avrebbe potuto essere.

-Chiamate il 118. Disse Paolo Neri.

-Ma non vedi che è morto? Rispose suo fratello.

-Certo che lo vedo, ma bisogna chiamarlo ugualmente.

Qualcuno intanto stava parlando con la stazione dei Carabinieri di Bibbiena:

-Si. Più o meno all’altezza dell’Omplaf, ma sulla ciclabile. No, nessuno ha toccato nulla. Va bene. Aspettiamo qui.

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Roselli, apprezzato scrittore casentinese, si cimenta qui con un genere nuovo per lui, il giallo.