Quanto è emerso stamani nel corso della riunione in Prefettura, appare chiaramente già dalle conclusioni assunte dal Prefetto. Questi i punti principali.
1. E’ stato certamente preso atto delle difficoltà per Badia Prataglia di accogliere un numero di migranti come quello concordato nella trattiva privata tra la Domus Caritatis e l’ Albergo Bella Vista.
2. Gli interventi del Sindaco sono andati in questa direzione, rimarcando la necessità di allargare l’ accoglienza a tutto il Casentino, così spalmando i flussi di migranti in modo proporzionale su tutto il territorio, in linea con altre esperienze andate a buon fine nella provincia di Arezzo, ciò non facendone solo un problema di ordine pubblico.
3. Così l’ intervento di Alberto Ciampelli (in rappresentanza dei commercianti di Badia Prataglia e consigliere di minoranza) ha teso a rimarcare l’ impossibilità per Badia Prataglia di accettare un paventato arrivo di migranti, come nei numeri si è prospettato nell’ accordo privato ed anche proposto al ribasso dal Sindaco (25). Ciò tenendo in considerazione l’ impatto ed il danno sul tessuto economico sociale che un tale numero provocherebbe per l’ intera frazione, oltre alle ovvie necessità di ordine pubblico.
4. E’ stato così demandato al Comitato per la Sicurezza e l’ Ordine Pubblico l’ ultima parola sulla vicenda. Ne è attesa infatti per martedì la riunione, quando la Questura, unitamente alle restanti Forze dell’ Ordine interessate, farà pervenire un proprio parare tecnico circa il numero ritenuto congruo di migranti. Da tenere presente che per stessa voce del Prefetto, non potrà essere impiegato per Badia Prataglia altro personale oltre quello già operativo sul posto, quindi escludendo che potranno mai essere inviati interi reparti per garantire l’ ordine e la sicurezza, è sulla base delle risorse disponibili in loco che sarà affrontato il tema dell’ incidenza del rischio per la sicurezza pubblica conseguente.
5. La sensazione che si respira è pertanto quella che la soglia di migranti per la quale potrà essere tecnicamente garantita la sicurezza (a loro, come alla popolazione di Badia) non superi le poche unità. Da rimarcare che questa è solo la nostra impressione, non avendo il Prefetto fatto parola sui numeri, numeri che solo la Questura a questo punto potrà in definitiva indicare.
6. Posto che la cooperativa Domus Caritatis ben difficilmente potrà rientrare “nelle spese” a fronte di un numero così esiguo di migranti, il cielo pare oggi essere più sereno di ieri.
7. Un ultimo punto, ma non per importanza, è stato il richiamo fatto nel corso della riunione dal Prefetto, a tutti quei Sindaci che ai primi di maggio non hanno risposto alle lettere, che giustappunto dalla Prefettura gli erano state spedite. La sua sferzata, è stata tanto puntuale, quanto decisa, nell’ evidenziare come certi sindaci abbiamo addirittura fatto notare sdegnati di non potersi interessare della questione poiché impegnati in campagna elettorale.
8. Nel caso di Poppi, come ben sapete, invece di rispondere sdegnati, quantomeno si è deciso il più rassicurante silenzio (elettorale?).
9. Su questo tema, è nota la nostra posizione, ma ci ritorneremo.
10. Il nostro invito è quindi ora di mantenere vigile l’ attenzione e di continuare nel lavoro di squadra sin qui condotto, prima che della polemica, per il bene di Badia.

LISTA CIVICA POPPI LIBERA