Nell’ambito della mostra “Inscriptus Catalogo S. Eremi Camaldoli”, che si tiene a Poppi (AR) dal 14 luglio al 2 novembre 2012 presso il Castello di Conti Guidi, verrà esposto il dipinto su tavola “Madonna di Camaldoli” che raffigura la Vergine col Bambino opera di Andrea del Verrocchio e bottega della fine del XV secolo. L’attribuzione alla prolifica cerchia del Verrocchio avviene dopo che importanti storici (Grossman, Maetzke, Starnazzi, Refice, Pedretti) ne hanno trattato la paternità che oggi, anche in seguito al restauro e alla completa campagna diagnostica condotta da Tiziana Conti e Tommaso Sensini di Arezzo, appare indiscutibilmente attribuibile al Maestro fiorentino non senza il probabile contributo degli artisti che in quegli anni lo frequentavano, tra tutti Lorenzo di Credi e Leonardo da Vinci.

Il quadro giunge all’Eremo probabilmente grazie al veneziano Pietro Dolphin, generale dell’ordine camaldolese dal 1481 e il 1514 e frequentatore della corte medicea ed in particolare di Lorenzo il Magnifico presso cui erano attivi Verrocchio e la sua cerchia. In mostra un video racconta la storia dell’opera e conferma come i richiami agli illustri pennelli della polivalente bottega non siano da escludere per una serie a dir poco impressionante di similitudini ed invenzioni che si riscontrano in altre opere degli artisti citati ed in ultimo, grazie alla traccia di un disegno presente sul retro, anche Sandro Botticelli può avere qualche relazione con la tavola di Camaldoli.

Il dipinto mostra la Vergine che tiene il Bambino in piedi sulle ginocchia, dove il gesto intimo del contatto tra le mani è rimarcato da quello protettivo della madre che impedisce al figlio di cadere, cingendolo; gli sguardi teneri di Maria e quello di Gesù già proiettato altrove, dimostrano uno studio non frutto della casualità; il brano che si apre sullo sfondo è assolutamente straordinario, con colline e paesi condotti in punta di pennello, immersi in una luce soffusa che accentua il senso di profondità. Le suggestioni che il dipinto propone, forse destinate a non essere mai definitivamente risolte, ne fanno un oggetto affascinante che ritroverà, dopo l’esposizione al castello dove potrà essere osservata da vicino potendone apprezzare anche i segni sul retro, la definitiva collocazione nel futuro museo di Camaldoli proprio nel millenario della fondazione dell’ordine.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00