di Riccardo Buffetti – Chi ha detto che per scalare il monte più alto del continente asiatico e della Terra si debba per forza andare nell’Himalaya, al confine fra Nepal e Cina? L’Everesting è un’attività in cui i ciclisti si cimentano a salire e scendere più volte da una precisa salita e scalare un percorso, per cercare di arrivare all’obiettivo di 8848 metri che altro non è che l’altezza del monte Everest. Roberto Patrocchi, ciclista amatore di Capolona, si è cimentato nell’esperienza martedì 30 giugno, ed è riuscito a portarla a termine: «L’idea è nata principalmente dall’anno orribile che ho avuto, a livello fisico. Nell’ultimo periodo ho scoperto il ciclismo e me ne sono appassionato; questa disciplina mi ha permesso di ritrovare la mia serenità, quindi ho deciso di cimentarmi in questa impresa. Per prima cosa mi sono iscritto, grazie ad un ente nazionale italiano, a “Everestitaly”, manifestazione di livello mondiale. Dovevo scegliere un percorso in salita, ripetendolo tante volte fino a quando non sarei arrivato al dislivello dell’Everest, per questo ho scelto “La Valle” di Capolona. Sono partito alle 4:24 di mattina e ho concluso la sfida alle 23.40, oltre 19 ore per un totale di 266 km sempre in bici, vissuti in modo bellissimo: un sacco di persone si sono date il cambio durante la giornata per accompagnarmi durante il percorso. Al termine ero esausto, mi sono accorto solo al mio risveglio di aver compito qualcosa di incredibile nel nostro territorio: i tanti messaggi e telefonate che ho ricevuto ne sono stati la riconferma. Prossime imprese? Al momento penso solo a riposarmi (ride, ndr), poi vedremo!»

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