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mercoledì, 6 Luglio 2022

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Lettera aperta su trasporti e disabilità

Mi chiamo Lorenzo Puopolo. Sono una persona che dal 1987 si sposta su una sedia a rotelle.

Lavoro come docente presso un Istituto secondario di primo grado e conduco una vita attiva ordinaria.

La mia esperienza mi ha portato a confrontarmi con tantissime situazioni legate ad ostacoli sia fisici, sia burocratici e, ogni volta, ho cercato di affrontarli e di superarli.

Il mio carattere mi spinge a non tirarmi mai indietro e tante volte sono riuscito, con l’aiuto delle persone che ho intorno, a risolvere i disagi che le attività quotidiane mi hanno messo di fronte.

In questo caso, vorrei portare all’attenzione una tematica che può sembrare poco rilevante, ma in realtà è molto discriminatoria.

Mi trovo sovente sia per attività lavorative (accompagnare gli studenti in gita scolastica), sia nella pratica quotidiana della mia vita (viaggi in comitiva), nella necessità di usufruire di pullman turistici. Naturalmente, per poter essere adeguati alle mie necessità, tali mezzi devono essere attrezzati per il trasporto dei disabili. Ho rilevato che non tutte le compagnie hanno nella loro flotta autobus idonei e, qualora li avessero, il costo per il loro noleggio risulta significativamente più alto. Tale tariffa va a gravare su tutta la comitiva che dunque risulta penalizzata da un punto di vista economico ed è, per quello che mi riguarda, evidentemente discriminatoria.

Penso che le poche compagnie che hanno a disposizione mezzi attrezzati non possano farsi carico di costi di gestione e di acquisto naturalmente più alti, ma nemmeno i fruitori del servizio debbano subire tariffe maggiorate a causa della presenza di passeggeri con mobilità limitata.

Il muoversi liberamente è un diritto di ciascun cittadino e lo Stato deve intervenire per garantire eguali condizioni del servizio in quanto il concetto di disabilità non si riferisce tanto alla persona che ne è portatrice, ma dipende dalle strutture che dovrebbero essere messe a sua disposizione nello svolgimento della sua quotidianità.

Un individuo, quindi, si trova nella condizione di disabilità se, ad esempio, deve scendere da un treno e la banchina non è all’altezza del vagone o se un ascensore che dovrebbe permettere di raggiungere i binari non funziona. Diversamente non lo è se le strutture sono adeguate e operative nel momento della necessità.

Chiedo pertanto che il legislatore prenda in considerazione questa situazione discriminatoria e agisca per equiparare i costi di utilizzo di un autobus attrezzato a uno che non lo è e, in qualche modo, favorisca quelle compagnie che scelgono di mettere al servizio del cittadino mezzi idonei.

Lorenzo Puopolo

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