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martedì, 22 Giugno 2021

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L’uomo del vento, obiettivo 600.000 kilometri in bici

di Federica Andretta – Luigi De Luca. Calabrese di origine, ma toscano d’adozione dall’età di quattordici anni. 74 anni e non sentirli. 1.600 followers. Idolo delle istituzioni, quali Carabinieri, Polizia, Finanza, Misericordia e Croce Rossa. Tutti lo salutano quando lo vedono passare per le strade, ogni tanto persino il treno del Casentino. Veloce con i piedi, forte come il vento, dinamico come la bici che lo accompagna sempre nei suoi viaggi. Macina km, Luigi, sulla sua sella. E niente lo spaventa. No. Entusiasta, sempre con un nuovo obbiettivo da raggiungere. Preciso, perfetto come un orologio svizzero, ma forse anche di più. Suo nipote Alessandro (di undici anni) ha la sua stessa passione e segue le sue stesse orme, perché desidera poter diventare un giorno proprio come lui.

Di contatti con ex professionisti come Moser, Fondriest, Bettini e Cancellara e molti altri ne ha avuti ma resta forse il rimpianto di non aver mai incontrato il grande Pantani. Ciononostante, nel 2017/2018 Luigi ha avuto modo di compiere la ripida salita che Marco era solito scalare nei suoi allenamenti, divenuta poi celebre: il Cippo di Carpegna. Ben 185 km con 4.400 metri di dislivello.

Nella vita Luigi ha fatto due carriere, una lavorativa e una ciclistica. Metalmeccanico per circa quarant’anni poi in pensione dal 2001, anno in cui ha superato anche il corso di BLSD con la Croce Rossa. Non solo ciclista, ma anche volontario della Misericordia di Soci. Un uomo, insomma, impegnato su più fronti. Ed è proprio da quella data in poi che è germogliata in lui l’idea di percorrere in 20 anni 500.000 km; un’idea folle? Chissà. Una decisione presa senza sapere a cosa sarebbe andato incontro, ma che tuttavia gli ha regalato e gli sta regalando enormi gratificazioni.

Quello che è ancor più incredibile è il fatto che Luigi anziché finirli in 20 anni, li ha terminati in 18 anni e 9 mesi! Ma è stato dal 2016 che è iniziata l’attività più impressionante della sua vita; da quando ha incominciato ad usare Strava, un’applicazione per atleti con cui Luigi ha avuto modo di mettersi in discussione e ancora più in gioco dimostrando al mondo e a chi magari non ci credeva di che pasta fosse fatto. Ha fatto il giro del mondo quindici volte ormai e non si stanca mai. Ogni preoccupazione sparisce ogni qualvolta Luigi sale in sella. La bicicletta è la sua migliore medicina, nel vero senso del termine. Ogni tre o quattro mesi Luigi ha dei sogni, sogni nei quali si ritrova in “una selva oscura ché la diritta via era smarrita” in cui cammina con la bici in tali pantani! La notte si sveglia due o tre volte pensando ai km che dovrà fare il giorno successivo, «perché senza idee in testa, la persona è un morto vivente».

Un uomo sempre in moto, insomma. Luigi tiene tre o quattro registri dove annota periodicamente in modo preciso e metodico tutti i km compiuti ogni giorno. Km che per il 99 per cento fa interamente da solo. Ma non c’è un momento in cui non sale in sella Luigi? No. Ad oggi è il 7.159esimo giorno da quando è partito tutto, da quando è incominciata questa titanica impresa su due ruote. Ben 583.270km percorsi (una media di 82 km al giorno). Ma non finisce qui. Restano ancora 16.730 km per raggiungere il tanto desiderato traguardo di 600.000 km, da realizzarsi il 4 ottobre.

Negli ultimi cinque anni dal 25 gennaio 2016 Luigi si è impegnato al massimo, anche grazie appunto all’applicazione Strava che gli ha dato ancora più input per dimostrare non solo a stesso ma anche agli altri il suo valore e rendere ancor più credibile la propria storia e le proprie imprese. Da quella data Luigi ha macinato 218.410 km (ben 1.934 giorni trascorsi da allora per una media di 113 km al giorno). Nonostante una caduta ad una gara a Cesena nel 2017 nella Nove Colli (che gli ha fatto perdere diversi giorni) e il lockdown, Luigi ha continuato a pedalare ottenendo quest’anno una media di dislivello di 125.000 metri. Da quei 1.934 giorni togliendone i 126 persi gli viene una media di 126 km al giorno, media che manterrà fino al 4 ottobre. Quest’anno dal 2 gennaio fino a fine maggio Luigi ha mantenuto una media di 131 km giornaliere per poi ritornare alla consueta media di 126 km.

Ma sua moglie cosa pensa di questa sua passione? Lo sostiene, perché le passioni non si possono abbandonare, ma si possono portare avanti conciliandole con la famiglia. Nessuno può togliergli la bici. E chi potrebbe? Ma qual è il suo segreto? Alzare l’asticella. E Strava, appunto, ha dato a Luigi la motivazione per spingersi ogni volta un po’ più in là, quel tanto per stabilire ogni volta un nuovo record. Ma non si tratta solo di numeri. Ma di determinazione e tenacia. E le soddisfazioni non sono arrivate solo in bici, ma anche sulla carta stampata. Sei volte sul giornale, tra cui La Nazione e la Gazzetta del Sud. E amatissimo sui social. Un altro grande suo desiderio sarebbe quello di organizzare una festa sportiva proprio il 4 ottobre, data in cui ricorre anche il suo compleanno. «Voglio qualcosa di eclatante».

Ma dove trova la forza? Non gli spaventano gli imprevisti? Si è mai trovato in una situazione difficile? Queste sono alcune delle domande che ognuno di noi si è posto almeno una volta quando si trova di fronte ad un ciclista. Ma la voce rassicurata di Luigi mi fa capire che sfidare la natura fa ormai troppo parte di sé. E sono anche le sue due fedeli compagne di viaggio, una Pinarello Dogma 65.1 (la più vecchia) e una Pinarello Dogma F10 (più recente), a testimoniarlo.

E noi da parte nostra non possiamo fare a meno di ascoltare ammirati il racconto di Luigi e non vediamo l’ora di poter festeggiare questo nuovo tassello della sua vita insieme!

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