di Matteo Bertelli – Secondo il fior fiore degli studiosi contemporanei, la risorsa più ambita, la più scarsa e, quindi, costosa, è l’attenzione. Siamo martellati da contenuti di ogni tipo, in ogni momento, ovunque. E, per quanto a volte non ce ne rendiamo conto, siamo noi a scegliere (salvo quei noiosissimi pop-up indesiderati) dove puntare la nostra attenzione.
Ed è in questo mercato inflazionato che si sono inseriti questi ragazzi di Stia e Montemignaio. Anzi, per essere ancora più precisi, loro si sono inseriti in una nicchia ancora più affollata: quella dell’intrattenimento on-line. Sono entrati a piedi pari in questo mercato, forti di quella freschezza che ci porta a tenere gli occhi incollati sul piccolissimo schermo (del cellulare) per almeno quei sette secondi che servono per lasciarsi prendere dalla narrazione.
Ma se dovessi spiegare a parole cosa sono gli “Olsanka”, onestamente, avrei delle difficoltà. Artisti poliedrici? Geni dell’intrattenimento già pronti per il loro debutto in qualche film, come i migliori youtuber? La novità del secolo? Hanno battuto la testa da piccoli? È genio o è sregolatezza?
Nel dubbio, abbiamo chiesto direttamente a loro cosa sanno di sé, e ne è venuta fuori una discussione talmente no-sense che potrebbe essere anche complicata da seguire. E, prima di querelarci tutti quanti, prendetela sul ridere e andate a vedere il loro video. Vi assicuro che molte cose vi saranno più chiare.
Salve ragazzi, gli Olsanka! Ma, di preciso, chi siete e cosa fate? G: «Ciao, innanzitutto solitamente non lasciamo interviste, dovreste sentirvi onorati. Non ci piacciono molto i giornalisti come lei».
Un buon inizio, anche a me state simpatici. Passiamo avanti, com’è nata la vostra band non band? Posso definirvi così? G: «Si, direi che è proprio ciò che siamo. Era il 2016, ci trovavamo a Praga in una classica giornata piovosa, tipica di quel posto, e lì avemmo l’idea di formare una band. Dopo la carica iniziale però ci siamo accorti di avere un problema: non sapevamo né suonare né cantare. Girammo la città, convinti che il sogno fosse svanito, ma il mondo ci mandò un segnale: vedemmo quattro bretelle esposte in una vetrina, il giorno dopo eravamo diventati gli Olsanka».
Ottimo, sono sicuro che i lettori capiranno tutto… Ma perché il nome “Olsanka”? G: «Beh, abbiamo sempre avuto un debole per i cartoni giapponesi come Naruto (il nostro idolo) e quindi volevamo un nome orientale e ci siamo ispirati alla città di Osaka, ma l’abbiamo americanizzato, perché solo se sei americanizzato ti prendono sul serio, e noi tutto vogliamo meno che essere presi non sul serio!».
Sappiamo che avevate iniziato con un altro membro nella band, cos’è successo con lui?  G: «Notiamo che lei è informato! Si, inizialmente suonava la batteria un ragazzo di Stia. Ma, come spesso capita, aveva particolari problemi a socializzare, così abbiamo rotto con lui, sa come funziona in questi casi. A tutti i migliori gruppi è successo…».
Cioè? Che è successo?  G:« Il successo fa perdere la testa. Lui cominciò a fare uso di droghe, era sempre ubriaco in bagno prima dei concerti e, delle volte, portava delle prostituite in camerino. Così ci abbiamo parlato, abbiamo chiarito che così non poteva funzionare. Adesso lo trovate al circolino a giocare a scala 40».
Il ragazzo è stato poi sostituito da Omega, Perché? G: «Suonava il tamburello alla Sagra della Ranocchia, principalmente, e poi avete visto cosa fa alle donne? Che fai, te ne privi?».

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Tutti i migliori gruppi hanno degli ideali, mi vengono in mente, ad esempio, gli U2, i vostri? G: «Crediamo nella fatica e nel duro lavoro, anche se nel nostro caso non ci ripagheranno! Mi spiego meglio: perché faticare se quando esce qualcosa con il nostro marchio dopo 5 minuti è già sold out!? Un altro principio in cui crediamo molto è la f…». (Interviene il persico) P: «Gane le donne, si dice le donne!».
G: «Si vabbè, loro. Signor investigatore deve credermi, sono loro la nostra vera forza! Quando leggiamo i commenti ai video, seduti sul wc ci sentiamo amati e mi creda, signor investigatore, se le dico che non c’è sensazione più bella».
Bene, ottimo direi. Crederci è il primo passo. Nel futuro prossimo che progetti avete? G: «Abbiamo progetti importanti per i nuovi video. I nostri video maker e i nostri manager stanno cercando di farci fare il salto di qualità. Ci sarà una collaborazione con un ospite internazionale a breve, ma non possiamo aggiungere altro maresciallo». P: «Gane non siamo in caserma…».
Non vedo l’ora di vedere il vostro prossimo lavoro. Ora una domanda più complicata: se non foste gli Olsanka, cosa avreste voluto essere nella vita?
G: «Muratore! Nutro da sempre una grande passione per il calcestruzzo». P: «L’aiuto cuoco!». R: «Frank David».
O: «Il trapper. Da bambino guardavo sempre i video di Sfera e l’ho sempre visto come una seconda madre, un modello da seguire, un …».
Bene, basta così. I vostri video spopolano su social network quali Instagram e Facebook… Credo quindi di potervi chiedere: qual è il segreto per un video perfetto? G: «Sa a noi basta poco, qualche anno… Abbiamo persone incompetenti al punto giusto per montare e registrare i video, ci serve solo della buona musica ed una buona dose…». (Interviene Ridge) R: «… Di divertimento!». G: «Ah sì, certo…»
Ma se vi chiedessi di descrivervi in approssimativamente in 66 parole, senza contare la punteggiatura e la pubblicità? «Siamo dei ragazzi di Stia/Montemignaio che si divertono a fare finta di essere una band musicale, ricreando videoclip (con scene ideate da noi stessi) con l’intento di far divertire per qualche minuto chi ci segue sul nostro canale Instagram. Luca ci monta i video, coadiuvato da Leonardo e Giordano; tutti quanti ragazzi originari di questa magnifica vallata che cerchiamo sempre di valorizzare nei nostri video! Siamo disponibili per postazioni karaoke a qualunque tipo di festa e per il montaggio di video di qualunque genere, per chi fosse interessato contattarci sulla pagina Instagram “olsankaofficielsince1997”. Grazie CASENTINO2000!».

(tratto da CASENTINO2000 | n. 311 | Ottobre 2019)