La valanga di comunicati e notizie che ci ha sommerso in questi ultimi giorni lascia davvero senza parole. Nel “Paradiso” della politica casentinese, l’oasi dove si sarebbe dovuto elaborare il futuro di questa vallata regna il caos più completo.
Non si era finito di sistemare le scrivanie per accogliere i nuovi “eletti” ascesi alle 13 nuove posizioni organizzative previste all’Unione dei Comuni, che tutto sembra andare praticamente in malora con sindaci che lasciano il carrozzone, altri che sono felicissimi del loro abbandono e un livello di discussione che rasenta il chiacchiericcio da bar (con tutto il rispetto per i bar e i loro clienti).

L’Unione è morta, sepolta, scomparsa, disintegrata… la creatura del megadirigente Paolo Grifagni, che per anni ne ha sapientemente guidato i destini, non c’è più.

Sono rimasti in cinque, cinque piccoli comuni che insieme contano appena 6.000 abitanti. Pochissimi per pensare di poter gestire in modo adeguato i servizi necessari ai cittadini. Pochissimi per poter pensare che qualcuno si accorga della loro presenza a livello provinciale, o di area vasta pensando al futuro della sanità, e ancora meno a quello regionale. Pochissimi per continuare testardamente a pensare che questa delle gestioni associate possa esser ancora una strada da seguire.

Dal 1° gennaio 2016 la Regione Toscana avrà la facoltà di imporre scelte diverse, e in Casentino si potrebbe vedere nascere il Comune Unico che già avrebbe dovuto esserci, ma questa volta senza incentivi e senza coinvolgimento dei cittadini nelle scelte.
Sarebbe un pessimo risultato, perché pur essendo da sempre sostenitori del Comune Unico, siamo anche convinti che questa scelta sarebbe più forte se condivisa e costruita insieme.

Allora cari sindaci, quelli rimasti e quelli fuori dalla porta. Non è c’è più tempo da perdere, nonostante le tante parole degli ultimi mesi avete dimostrato di non essere capaci di costruire niente di nuovo quindi fate l’unica cosa che rimane da fare: avviate il percorso per creare fusioni che portino alla creazione di uno, al massimo due comuni (da Bibbiena verso il sud e da Poppi verso il nord). Due comuni con più di 15.000 abitanti, grandi per superare tutte le imposizioni delle gestioni associate e dell’Unione dei Comuni. Due comuni in cui sindaco e consiglio comunale sarebbero eletti con una legge elettorale che prevede il ballottaggio e che permetterebbe una maggiore selezione della classe amministrativa, che, visti i risultati, è una pressante e indispensabile necessità.

Naturalmente questo esito sarà facilitato se anche i tre comuni che per numero di abitanti non sono soggetti alle gestioni associate (Bibbiena, Poppi, Pratovecchio Stia), faranno la loro parte rimettendosi in gioco. Per adesso sono stati molto alla finestra o hanno subito passivamente le indicazioni e i segnali di sbando venuti dal palazzo di Ponte a Poppi.

Ancora ci sono i margini e il tempo per decidere in questo senso, poi vi assumerete – tutti – la responsabilità di portare il Casentino ancora più a fondo.