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martedì, 5 Luglio 2022

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Orti botanici urbani

di Marco Roselli – Nel mese di dicembre 2021, pochi giorni prima di Natale, il Comune di Bibbiena, nella persona dell’assessore Daniele Bronchi, assieme a un gruppo di appassionati del verde (Horticola Casentinese) ed in collaborazione con la Proloco di Soci – ha realizzato due orti botanici con essenze rare e autoctone della Toscana, sia arbustive che arboree. Il progetto è nato dall’idea che nonostante il Casentino sia immerso nel verde e ci siano molte occasioni di visita nelle sue splendide aree naturali, sono sempre più importanti i momenti di condivisione della conoscenza. Tra l’altro, quella che un tempo era una vita “di paese” molto legata alla campagna, in tempi recenti si è alquanto rarefatta, stante l’aumento pressoché costante delle aree urbanizzate. Gli orti botanici urbani sono attualmente due: uno si trova a Bibbiena nel “bosco di Casina” e l’altro in località Soci, in via del Ponte. In entrambi è stato ripetuto un modello che ha previsto la messa a dimora di piante arbustive, frutti antichi, sistemati nel mese di gennaio, piante erbacee.

Cosa abbiamo piantato
Dal Ciavardello (Sorbus torminalis ) all’Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides); dall’Alaterno (Rhamnus alaternus) a varie specie di Cisto (Cistus), ma anche rose antiche e meli di varietà autoctone provenienti dal vivaio dell’Unione dei Comuni Montani del Casentino (vivaio di Cerreta) hanno trovato posto, insieme ad altre essenze, presso le due aree descritte. Tra queste ce ne sono alcune ormai diventate rare in ambito toscano e altre più comuni, che era comunque opportuno rappresentare.

Il ruolo degli appassionati del verde
Horticola casentinese nasce da un gruppo di appassionati del verde che si sono ritrovati attorno a progetti come quello di cui trattiamo in questo articolo, brevi seminari sulla gestione delle piante da frutto e da giardino, momenti di scambio di idee ed esperienze, il tutto con l’intento di condividere attività amatoriali in grado di offrire benessere individuale e socializzazione. Nel progetto degli orti botanici urbani Horticola si è occupata di piantumare e fare una prima giornata di manutenzione. A questa ne dovranno seguire necessariamente altre, ma se lo spirito con il quale sono state affrontate le attività precedenti sarà lo stesso, non si tratterà di un sacrificio, quanto di un piacere, quello di prendersi cura di esseri viventi e farlo come gruppo di amici. Con la stessa disponibilità la Proloco di Soci si è adoperata in quanto fatto fino ad ora e di questo non possiamo che essere grati.

Come evolveranno i progetti e possibili collegamenti con altre realtà territoriali
Come sopra accennato, gli orti botanici sono stati impiantati ma le essenze vegetali necessitano di manutenzione, pena il disseccamento delle stesse. Serviranno lavorazioni, sostituzione di fallanze, irrigazioni, concimazioni e molto olio di gomito. Oltre a queste azioni ordinarie l’obiettivo è quello di identificare le piante con un cartellino riportante informazioni di base; se ci saranno le risorse potrebbe essere interessante realizzare un sito internet dedicato. Sarebbe inoltre auspicabile, visto che esperienze analoghe stanno nascendo nella valle, realizzare una vera e propria rete di orti botanici pubblici.

Aule didattiche a cielo aperto
Vere e proprie aule naturali, gli orti in ambiente urbano, rappresentano ormai in molte parti in Italia dei luoghi di apprendimento non solo della proposta botanica. I giovani studenti potranno essere guidati verso lo studio di materie interdisciplinari, oppure realizzare piccole opere manuali con ciò che le piante offrono. Tra queste, solo a titolo di esempio, ci sono gli erbari, particolarmente raccomandati dai botanici per riconoscere le varie specie ed evitare di impiegare quelle non commestibili o tossiche. Ricerche e approfondimenti potranno riguardare vari aspetti connessi con le piante un tempo utilizzate dall’uomo per la propria sussistenza e per gli impieghi nella vita quotidiana.

Conclusioni
Chi scrive si chiede se si poteva fare meglio. Certamente si. Con più tempo a disposizione, qualche altra risorsa economica – oltre quella messa a disposizione dal Comune di Bibbiena e a quella offerta da una azienda agricola del territorio – sicuramente si sarebbero potute fare anche altre cose. Ad esempio, avremmo potuto lavorare il terreno, specialmente in un ambiente difficile come al bosco di Casina; mettere in opera una delimitazione in legno delle aree e realizzare un impianto di irrigazione. Tutto giusto, si direbbe, e con ragione.
Ma di questi tempi ci pare già tanto aver ritrovato un ingrediente che sembrava perduto, ovvero il piacere della condivisione. Stare attorno alle piante genera benessere, migliora la qualità della vita, restituisce dignità ad essenze dimenticate e ci rende nuovamente umani.
Se qualche pianta si seccherà la rimetteremo e ci sarà forse modo, infine, di ritrovarci un poco più ricchi di quanto non crediamo.

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