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venerdì, 1 Luglio 2022

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Presunti attacchi del Lupo al bestiame domestico

Ringraziando il signor Paris per la preziosa lezione di giornalismo, vogliamo precisare, visto che non l’ha capito, che il pezzo in questione non è “un articolo a effetto”, ma è un comunicato della Coldiretti di Arezzo.

Devo, mio malgrado, rimarcare la leggerezza con il quale state trattando un argomento così delicato, dando voce solo alla categoria degli allevatori, con dichiarazioni spesso inesatte e sempre prive di qualsiasi riscontro scientifico. Pur esprimendo la mia solidarietà agli allevatori seri che svolgono con impegno e professionalità (purtroppo in pochi) questo importante mestiere, adottando le misure atte a evitare/minimizzare le predazioni (recinzioni, ricovero notturno sicuro del bestiame, cani da guardiania), sono tanti coloro che, invece, svolgono questa attività in maniera dilettantistica, senza adottare quelle minime misure atte a prevenire le predazioni, esponendo il bestiame al continuo rischio di attacchi, non solo del lupo ma anche di cani randagi. L’interesse pubblico, che vi ricordiamo, deve sempre e comunque prevalere sull’interesse particolare, esprime il bisogno di un ecosistema quanto più diversificato possibile, in cui il Lupo ha il suo ruolo al vertice della catena alimentare; peraltro il Lupo svolge una funzione fondamentale di controllo della popolazione di ungulati (cinghiali, caprioli, daini, cervi ), reintrodotti, questi si, in modo sconsiderato, non tanto per volere degli ambientalisti e delle loro politiche, quanto per le iniziative delle associazioni venatorie e delle loro connivenze politiche. I danni che gli ungulati (in particolare il cinghiale) arrecano alle colture agricole sono ingenti, rappresentano un costo elevato per le casse dello Stato e quindi per tutti noi contribuenti. Il rapporto tra danni provocati alle colture dagli ungulati e quelli provocati dal lupo agli allevamenti sono di 100 a 1!. Visto il numero di cinghiali, e visto che il cinghiale costituisce la preda principale del lupo, mentre invece il bestiame domestico lo è in misura irrisoria (tra il 3 e il 5% della sua alimentazione), ci sarebbe bisogno di un maggior numero di lupi per contrastare la crescita esponenziale delle popolazioni di cinghiali. Ritengo che, per il ruolo che la corretta informazione “dovrebbe” ricoprire, questi argomenti andrebbero trattati con maggiore attenzione, non cercando l’articolo ad effetto, ma valutando attentamente le conseguenze di certe affermazioni. Cordialità.

Giuseppe Paris

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