L’urgenza di ottenere una proroga e con essa un nuovo finanziamento è dovuta alle difficoltà del gestore di riuscire a rispettare i termini per la restituzione del prestito di 40 milioni alle banche che evidentemente non sono disposte a rinegoziare il debito allungando i tempi di rimborso. Senza la proroga, la società di gestione, per poter onorare le rate del rimborso alle banche, è costretta a fare economia, a non elargire prebende milionarie ai propri soci industriali, a non distribuire dividendi e ad attingere dalle riserve straordinarie. Peraltro non è vero che se non si approva ora la proroga non si potranno fare investimenti negli anni a venire perché sono decine di milioni quelli già previsti.

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Non è vero che ai cittadini convenga che sia concessa la proroga con relativo nuovo PEF poiché già con il piano attualmente vigente le bollette, dopo un iniziale incremento, diminuiranno fino a scendere del 35%.

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Comitato Acqua Pubblica, Arezzo