Sono rimaste per più di due ore ostaggio di cavillosità normative, le oltre 55mile firme a sostegno del referendum abrogativo della legge regionale di riforma del sistema sanitario toscano numero 28/2015, raccolte in nemmeno due mesi dal comitato promotore con il sostegno di tutti i partiti di opposizione. Motivo? Formalmente, mancava il Collegio di Garanzia che secondo la legge doveva riceverle. E lì lo stallo, con conseguenti nervosismi montanti. Poi, però – grazie all’intervento compatto dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e Sì Toscana a Sinistra che hanno chiamato il Presidente del Collegio Stefano Merlini e con la presa di posizione decisiva del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani – la situazione si è sbloccata: firme accettate alle ore 13.30, con firma di Giani e Merlini accanto a quelle dei rappresentanti del comitato promotore, soddisfatti dell’esito.

«A quanto pare – hanno affermato i consiglieri regionali delle opposizioni dopo lo scioglimento del nodo che avrebbe teso le briglie alla volontà espressa da oltre 55mila cittadini – la buona politica può, se vuole, sconfiggere la cattiva burocrazia asservita alla cattiva politica, quella del Pd e della giunta regionale che cerca in ogni modo di evitare il referendum. Ringraziamo il Presidente del Consiglio Giani e il Presidente del Collegio Merlini per la loro decisione e il comitato per l’impegno nella raccolta delle sottoscrizioni».

Perfetta letizia, dunque? Beh la mattinata non si era svolta esattamente così. In guisa di cinque trolley rossi, il bastimento carico di firme era arrivato davanti al palazzo del Consiglio regionale intorno alle dieci del mattino. E già lì, come in una via crucis, prima stazione: non li facevano entrare. Sicurezza… tutti quei trolley… allora i consiglieri regionali li hanno presi loro, come fossero le loro cose. Primo step superato: le firme sono entrate nel palazzo. Poi non c’era la sala: quello facile, Sì Toscana e M5S hanno messo a disposizione la loro. Poi non c’era il funzionario, colpito stamani da improvvisa malattia. E lì… quello non era superabile. A quel punto si preparavano le barricate, con progetti anche di permanenza civica ma bellicosa. «Quello che sta avvenendo – osservavano consiglieri regionali e comitato – con il Pd e la giunta che letteralmente brigano per impedire o quanto meno rallentare la celebrazione del referendum, è una ferita per la democrazia».

Poi l’idea: telefonare al presidente del collegio di garanzia Merlini. Che era in banca, e pure senza cravatta, ma si è precipitato. E finalmente, con la benedizione anche di Giani, le firme sono state accettate. Soddisfazione del comitato e dei consiglieri regionali presenti Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Sì Toscana a Sinistra), Stefano Mugnai (FI), Giovanni Donzelli (Fdi), Claudio Borghi, Marco Casucci, Roberto Salvini ed Elisa Montemagni (LN), Giacomo Giannarelli, Andrea Quartini, Irene Galletti, Gabriele Bianchi ed Enrico Cantone (M5S).