di Melissa Frulloni – Dopo mesi e mesi di rinvii, promesse dalla Asl, silenzi dei sindaci e addirittura una “finta” inaugurazione, apre finalmente le sue porte agli utenti casentinesi il Centro Riabilitativo di Cerromondo a Poppi. Aperto sì, ma purtroppo ancora non pienamente funzionante, visto che la “mitica” piscina riabilitativa (ormai è diventata un tormentone quasi come il trenino o le varianti di vallata) ancora non è utilizzabile… Voci ufficiose ci hanno riferito di un difetto all’impianto elettrico che dovrebbe scaldare l’acqua della vasca, la Asl parla invece di “lavori sull’impianto idrico che dovrebbero iniziare nelle prossime settimane per potenziarlo”.
Anche se alla nostra domanda su quando sarà possibile utilizzare la piscina, l’Azienda risponde che: “Al momento non ci sono da Arezzo pazienti trasferiti che ne abbiano bisogno.”
In realtà sappiamo che non è proprio così dato che noi un paziente in cura ad Agazzi e che potrebbe benissimo usufruire della piscina riabilitativa di Poppi, lo conosciamo molto bene… È Paolo Agostini, Sindaco di Castel San Niccolò, che nello scorso numero di CASENTINO2000 ci aveva parlato dell’esigenza di doverla utilizzare per migliorare le sue condizioni fisiche e di volersi schierare affinché possa finalmente essere attivato questo servizio riabilitativo anche in Casentino. Non capiamo comunque la pertinenza della risposta dell’Azienda, visto che al di là del numero di pazienti in cura, la piscina resta chiusa per problemi di funzionamento…
Comunque per saperne di più abbiamo contattato anche l’Istituto di Agazzi, che ha preso in carico la gestione dei servizi riabilitativi del Centro. A risponderci è stato il Direttore Sanitario, Giampiero Lapini, che ci ha confermato che per quanto riguarda l’apertura della piscina riabilitativa “sarà possibile attivarla anche se ci sono dei lavori da fare per renderla perfettamente funzionale allo scopo per cui è stata realizzata: tra questi, particolare importanza ha la regolazione della temperatura dell’acqua.”
Ed ha precisato: “Oggi sappiamo che l’utilizzo dell’acqua a scopo riabilitativo per patologie complesse è necessario che avvenga a determinate temperature, più alte di quelle di una normale piscina, ed è, per questo, necessario modificare, potenziandoli, gli impianti per il riscaldamento dell’acqua della piscina di Cerromondo. L’Istituto di Agazzi assicura tutto il suo impegno per rendere utilizzabile la piscina terapeutica, almeno entro fine anno. Attualmente gli uffici tecnici della Asl stanno verificando il miglior progetto per modificare gli impianti; non appena terminata questa ricognizione cercheremo di effettuare i lavori, con la necessità di rendere minimali le interferenze con l’attività presente nell’ambulatorio.”
Speriamo che questo ulteriore rimando si possa davvero concretizzare entro l’anno con la conclusione dei lavori di adeguamento della vasca e che a dicembre sia davvero possibile utilizzare questo importante strumento riabilitativo. In Casentino per fortuna ce lo abbiamo ed è assolutamente necessario farlo funzionare!
Ma il motivo che ci ha spinti a contattare nuovamente la Asl e anche l’Istituto di Agazzi non è solo la piscina di Cerromondo, ma il funzionamento dell’intero Centro Riabilitativo. Quello infatti che ci interessava capire era proprio come poter accedere alle cure previste all’interno della struttura che, lo ricordiamo, è possibile sia tramite l’Istituto, e quindi privatamente, che tramite la Asl e quindi in convenzione con il Sistema Sanitario.
Ma andiamo con ordine. Come ci ha spiegato il Dottor Lapini, l’attività di riabilitazione ambulatoriale di Poppi ha preso avvio dallo scorso 4 luglio, con la nuova gestione dell’Istituto di Agazzi.
“Il servizio riabilitativo a Cerromondo in precedenza era gestito dalla Asl, ma svolgeva una attività differente: le prestazioni erogate facevano riferimento a quelle della medicina fisica e riabilitazione, appropriate per il trattamento di disabilità minimali, segmentarie e/o transitorie, con un quadro clinico non complicato e che, perciò, non richiedevano una presa in carico più complessa e globale. L’ambulatorio gestito dalla Asl non è chiuso, ma solo trasferito presso l’Ospedale di Bibbiena, dove continueranno ad essere svolte le medesime prestazioni.” Precisa Lapini.
A Cerromondo quindi saranno svolti trattamenti riabilitativi di recupero e riabilitazione funzionale “per quei pazienti il cui quadro clinico risulta complesso, tale da richiedere che la riabilitazione sia accompagnata da una presa in carico globale e dalla predisposizione di un vero e proprio progetto riabilitativo, articolato anche con più programmi. Gli obiettivi di questa tipologia di riabilitazione sono rappresentati dal contenimento della disabilità, dalla gestione favorevole degli esiti e delle menomazioni secondarie, oltre che dal contenimento o evitamento dell’handicap, per consentire alla persona disabile la migliore qualità di vita e l’inserimento psico-sociale. Si tratta quindi di trattamenti convenzionati per le situazioni più complesse.” Spiega ancora il Dottor Lapini.
Gli utenti che volessero usufruire di questo tipo di riabilitazione, quale iter devono seguire?
«Come dicevo, si tratta di trattamenti per situazioni davvero complesse ed è per questo che l’accesso non è programmato direttamente dal medico di famiglia o, per quanto riguarda le terapie per i più piccoli, dal pediatra, ma, su segnalazione di questi, viene attivata un’equipe degli specialisti Asl a cui partecipano anche i medici specialisti di Agazzi, il paziente ed eventualmente il medico di famiglia ed i familiari: in questa equipe viene definito se è appropriato l’accesso all’ambulatorio di Cerromondo, altrimenti viene indicato un altro percorso più appropriato. Poiché il progetto riabilitativo del paziente può prevedere l’esecuzione di più programmi con più professionisti, la programmazione dei trattamenti NON avviene tramite CUP, ma è lo stesso Istituto di Agazzi ad assegnare gli appuntamenti, dovendo combinare e coordinare varie attività.»
Lapini ci conferma che la gestione di Cerromondo è stata richiesta all’Istituto di Agazzi proprio perché molti pazienti casentinesi si rivolgevano già all’Istituto, spostandosi ad Arezzo per fare queste tipologie di riabilitazione: “Il Casentino pertanto si arricchisce di un ambulatorio, perché non perde quello già presente (per intendersi quello della medicina fisica e riabilitazione che, come detto si è trasferito all’Ospedale di Bibbiena e che resta prenotabile tramite CUP con apposita richiesta del medico), che evita ai casentinesi faticosi spostamenti.” Prosegue Lapini.
Ma quali sono le patologie trattate nell’ambulatorio di Cerromondo?
«Presso l’ambulatorio di Cerromondo saranno trattati pazienti con patologie neuromotorie e muscolo scheletriche (soprattutto patologie da gravi traumatismi, interventi chirurgici per protesi delle grosse articolazioni e ictus, come patologie principali, ma non esclusive) e tutti i disturbi dell’infanzia fino alla maggiore età. In particolare l’ambulatorio agevolerà le famiglie di bambini con disturbi dello spettro autistico che, più volte alla settimana, erano costrette a recarsi ad Arezzo, ma l’ambulatorio tratterà anche tutte le altre patologie e disturbi dell’età evolutiva: dai disturbi del neurosviluppo, ai ritardi di linguaggio e disturbi della comunicazione, ai disturbi specifici di apprendimento, ai disturbi neuropsicomotori e neurologici per paralisi cerebrali infantili, sindromi genetiche, sindromi da deficit di attenzione ed iperattività… In particolare, nell’ambulatorio opereranno due equipe distinte dell’Istituto di Agazzi; quella per i disturbi neuromotori e muscoloscheletrici dell’adulto che sarà composta da medici (fisiatri o neurologi), fisioterapisti, logopedisti, eventualmente psicologi, figure che saranno attivate in base ai bisogni presentati dai pazienti; e quella per i disturbi dell’età evolutiva che sarà composta da medici (neuropsichiatri dell’infanzia), psicologi, neuropsicomotricisti, logopedisti e tecnici della metodica ABA (Applied Behaviour Analisys – analisi applicata del comportamento), anche questi attivati in base ai bisogni degli utenti.»
Quindi, per chi volesse accedere all’ambulatorio di medicina fisica e riabilitazione presso l’Ospedale di Bibbiena, basta una richiesta del medico e la prenotazione tramite gli sportelli CUP; mentre per poter accedere alle cure del Centro Riabilitativo di Cerromondo la prenotazione tramite CUP non è possibile e sarà una specifica equipe, su suggerimento del proprio medico curante, a decidere se attivare o meno le cure presso il Centro. Ovviamente a Cerromondo si può accedere anche in modalità privata, in questo caso basta prendere contatti con l’accettazione dell’istituto di Agazzi.
I servizi offerti a Cerromondo sono sicuramente importanti e di livello, ci auguriamo che presto anche la piscina possa essere operativa ed evitare a diversi casentinesi lo spostamento ad Agazzi per le medesime cure che potrebbero essere effettuate anche in Casentino.
Viene comunque da chiederci perché i problemi sul riscaldamento dell’acqua della vasca non siano venuti fuori prima… Chi ha fatto il progetto? Chi ha vigilato su come doveva essere costruita la piscina? Perché questi malfunzionamenti non sono stati affrontati al momento della costruzione? Perché aspettare tanto, addirittura inaugurare la piscina e solo dopo, rendersi conto di queste mancanze nel suo funzionamento?
Domande che sicuramente non troveranno risposta… Quel che è certo però è che siamo sempre noi cittadini a pagare per gli errori di chi ci amministra o di chi prende in carico la nostra salute, vuoi con le tasse o con i ticket, oppure con i continui ritardi, rimandi e disservizi a cui ormai ci hanno abituato.
La piscina c’è, vediamo di farla funzionare… presto!

(tratto da CASENTINO2000 | n. 298 | Settembre 2018)