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lunedì, 23 Maggio 2022

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Riaccendiamo la musica

di Matteo Bertelli – La primavera è alle porte, almeno metaforicamente. La metafora dei fiori che sbocciano in mille colori, dando gioia e riempendo le narici dei passanti (almeno ai non allergici) è un’ottima analogia per accompagnare il crescente ottimismo governativo nei confronti del Covid-19. Una rinascita, un’uscita dal letargo. Un’assenza di mascherina all’aperto dal 31 marzo. E via di odori, raffreddori ed allergie.

Da adesso in poi la situazione migliorerà, sempre di più. Queste le parole della maggioranza degli intellettuali chiamati a parlare del virus; un vero e proprio raggio di luce e di speranza. Ci dovremo truccare nuovamente, le mani torneranno davanti agli sbadigli per nascondere le tonsille, adesso nude, e niente più cipolla ed aglio abbondanti nel kebab prima di un’uscita con il gruppo di amici in cui c’è anche il ragazzo che ti piace. O la ragazza.

Ma la cosa che più fa piacere, anche a chi odia il settore, è la riapertura delle discoteche. Gli amanti delle ore piccole passate sotto cassa vedranno finalmente la luce in fondo al tunnel e potranno tornare a vivere, seppur con pesanti limiti. Per tutti gli altri, comunque, è un’ottima notizia: ormai le discoteche erano quasi diventate il simbolo più visibile della mancata possibilità di fare eventi. Adesso sembra esserci un’apertura, pare ci sia spazio per tornare a credere che un evento di grandi o medie dimensioni sia possibile, anche e non solo in piazza.

E le associazioni nostrane non stanno certo a guardare. Casentino Musica, in particolare, sta monitorando il terreno per lanciare progetti interessanti nei mesi a venire. E intanto ristruttura le cucine, per poter essere in grado di gestire quel bisogno di fame che nasce tra una birra e una canzone, una necessità che non può essere appagata con patatine soffocate in un sacchetto di plastica (che poi qualcuno dovrà pure raccogliere da terra).
L’attesa è per l’estate, per i mesi in cui il Covid-19 sarà (speriamo!!!) solo uno sfumato ricordo. Già nei due anni precedenti si è visto come il bel tempo abbia portato anche un po’ più di tranquillità; in particolar modo oggi, dopo qualche dose e molte positività, le prospettive sono piuttosto rosee.

Se guardiamo ai grandi possiamo vedere nuovi tour lanciati: Jovanotti, per i fans, ha dichiarato l’arrivo sulle spiagge scaldate dal sole della ventura estate 2022 del Jova Beach Party, che non si ripeteva dal 2019. Per ovvi motivi. Blanco ha fatto sold out dei biglietti del proprio tour in qualche minuto. I Pinguini Tattici Nucleari hanno smesso di spostare le date dei concerti che inizialmente avevano programmato per lanciare il disco uscito pre-Covid. Qualche problema in più per i concerti rock e metal, fermati dalla difficoltà di creare deathwall e poghi. Ma intanto i Red Hot Chili Peppers richiamano alle armi John Frusciante – quello che era uscito dal gruppo – per un nuovo album e portare avanti il progetto.

Ma noi, in Casentino non stiamo certo a guardare. Voci interne parlano in sordina – forse più per scaramanzia che altro – di eventi interessanti e coinvolgenti. Stiamo in attesa e incrociamo le dita, perché ne abbiamo estremamente bisogno.

E si apre un altro spiraglio interessante, da non sottovalutare. Citando direttamente il sito della protezione civile: “Gli eventi organizzati aperti al pubblico, tra cui anche sagre e feste di paese, possono svolgersi all’aperto in aree delimitate, nel rispetto delle misure di sicurezza […], e previa presentazione della Certificazione verde rafforzata”.

Le sagre, cari lettori, ve le ricordate? Probabilmente, ma non diciamolo, sempre per scaramanzia, possiamo tornare a gustarci il nostro tortello alla lastra. Bibbiena si ripopolerà a luglio, piena di ragazzi di ogni età, festanti e allegri per il vino e il buon cibo. Magari tornerà anche la festa della birra a Pratovecchio.

Adesso sembra che qualcosa si stia muovendo, per la prima volta in realtà. Perché si, abbiamo detto che già nelle due estati precedenti, per citare un triste tormentone, “non ce n’era coviddi”, ma in realtà molte cose ci sono state negate, soprattutto ai giovani, la categoria moralmente più colpita, forse, dalla pandemia. Forse questa volta qualcosa si sta muovendo sul serio. Con il teatro che già, in parte, è tornato a lavorare. Ora aspettiamo e, magari, sogniamo ad occhi aperti.

Ci informiamo con i TG, con un po’ di paura per la guerra, leggiamo ciò che dice il Governo, passo dopo passo. Ci vacciniamo e aspettiamo. Ma con una voglia matta di ripartire, che ormai non si trattiene più.

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