Oggi è il 30 settembre. Nel che, si badi, in sé per sé non ci sarebbe nulla di particolarmente interessante. Non fosse che per un particolare, ovvero il comma 2 dell’articolo 18 della legge regionale sulla riforma del sistema sanitario toscano numero 28/2015 che recita: «La Giunta regionale, entro il 30 settembre 2015, presenta al Consiglio regionale una proposta di legge che disciplina compiutamente il nuovo assetto istituzionale ed organizzativo del servizio sanitario regionale, con riferimento a tutti gli istituti, enti e aziende del servizio sanitario regionale, nonché agli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e alla direzione regionale competente in materia di diritto alla salute». Ecco: non è arrivato alcunché, ed è fondato disperare che la carenza si sani entro la mezzanotte.

Così, già che oggi per l’appunto c’era seduta della Commissione sanità del Consiglio regionale, ecco che il suo Vicepresidente Stefano Mugnai (Capogruppo di Forza Italia) non ha mancato di sollevare la questione brandendo il fascicolo della legge: «Già questa riforma voluta da Rossi in fretta e furia per farne trampolino alla propria ricandidatura alla presidenza della Regione dà il colpo di grazia a un sistema sanitario nel quale per anni, per tutti i quindici anni in cui Rossi è stato prima assessore alla sanità e poi governatore, si è grattato via fino all’osso non certo il grasso degli apparati bensì il muscolo dei servizi e del personale. Per di più – ha attaccato durante la seduta di Commissione – ora quella legge di riforma, brutta e che ci adoperiamo per abrogare tramite un referendum che a quanto pare preoccupa la maggioranza, viene persino disattesa nei suoi step fondamentali da chi l’ha pensata, scritta, votata».

Mugnai ha chiesto quindi che l’assessore alla sanità Stefania Saccardi riferisca proprio alla commissione nella prima occasione disponibile «cosa la giunta intenda realmente fare sulla legge di riforma sanitaria» e, stanti i rumors che si susseguono su imminenti e sostanziali modifiche, «quali siano le reali intenzioni rispetto alla celebrazione del referendum abrogativo». Questo nel particolare ma, ha sottolineato Mugnai, «ad oggi sono molti i temi di cui giunta e maggioranza parlano a mezzo stampa ma che invece hanno la loro sede di dibattito più opportuna e naturale nelle sale istituzionali, come nel caso dello sblocco delle graduatorie dei precari della sanità. Si tratta – ha concluso – anche di riaffermare le prerogative istituzionali della commissione.

Lo stesso Presidente della Commissione Stefano Scaramelli ha fatto sua l’istanza, e provvederà già domani a scrivere all’assessore per fissare urgentemente una audizione entro la metà di ottobre. Perché la questione, poi, si ripercuote anche sulla efficace gestione delle singole aziende sanitarie che rimangono in un limbo di transizione che poco si confà alla programmazione sia economico-finanziaria che gestionale per quanto attiene all’erogazione dei servizi di assistenza e cura: «Solo pochi giorni fa – ricorda Mugnai – abbiamo portato alla luce il caso della Asl 1 il cui bilancio è stato stoppato dai revisori per la troppa indeterminatezza. Ebbene, alle sollecitazioni del collegio sindacale la Asl apuana si è giustificata proprio asserendo che l’incertezza dovuta alla riforma è una delle concause che hanno prodotto sifatto bilancio, secondo una situazione che a Massa riporta per altro alla mente vicende giudiziariamente ancora aperte».