Quando sono stato eletto sindaco, la prima cosa che ho messo in conto, pur non conoscendo ancora le logiche politiche, è stata quella di essere attaccato personalmente sul fronte lavorativo. Il fatto che io non sia un politico di “professione” bensì un imprenditore, è stato fin da subito preso di mira, quasi fosse un impedimento allo svolgimento delle funzioni istituzionali.

In queste ultime settimane mi si attacca facendomi apparire come il sindaco nemico dell’ambiente e del territorio. Nonostante la gravità delle accuse, sono assolutamente tranquillo nella consapevolezza che coloro che sanno guardare alle cose nella loro verità, capiscono perfettamente che lo spirito da cui sono animato nello svolgimento del compito che mi è stato demandato dai cittadini, è di tutt’altro tenore e spessore.

Le varianti proposte non vanno contro la legge e se analizzate correttamente, portano proprio alla conclusione opposta. Prova ne è anche il fatto che le perplessità mosse nei loro confronti non sono specifiche, ma assolutamente generiche. Le osservazioni della Provincia e della Regione verranno analizzate con cura e decideremo – perché è nella nostra funzione – se accoglierle o meno. Il risultato sarà una vera e propria concertazione tra noi e gli enti di pertinenza. In tutte le amministrazioni è avvenuto e avviene questo, è in sostanza una prassi. Il fatto che qualcuno, per interesse, abbia voluto stigmatizzare questa cosa è un problema che non riguarda il bene comune.

Ciò che mi preme evidenziare sono alcuni punti di indirizzo proprio sulla politica ambientale. Innanzi tutto l’amministrazione che rappresento, fin dal suo insediamento, ha deciso di avere un riguardo assoluto verso le aziende. In un momento come quello che stiamo vivendo, dobbiamo mettere le realtà produttive del nostro territorio in condizioni di investire e di lavorare. Dobbiamo essere propulsori di sviluppo e non intralci allo stesso. Inoltre, senza stravolgere il territorio ma nel pieno rispetto dello stesso e delle regole che lo tutelano, abbiamo voluto invece cambiare la politica messa in atto fino ad oggi, ossia quella di convogliare nelle mani di pochi le aree edificabili; al contrario cerchiamo di aiutare anche coloro che hanno solo un piccolo sogno legato alla propria famiglia, magari quello di costruire una casa ai propri figli. Nelle varianti da noi proposte non si vanno ad intaccare porzioni di territorio di pregio, ma situazioni in cui esistono già agglomerati, sostituendo spesso volumi già esistenti.

Le critiche sono importanti, fanno crescere tutti sia chi le fa che coloro che le ricevono. Per me essere sindaco non prescinde dall’essere l’uomo che sono: continuerò dunque a mostrarmi con una sola faccia e mosso da un solo spirito.

Daniele Bernardini, sindaco di Bibbiena