di Francesco Benucci – Nello sport di squadra, nello specifico nel calcio, tanti aspetti contribuiscono alla crescita dei protagonisti: se state pensando ai gol e alle vittorie non siete certo sulla strada sbagliata; eppure, ancor prima di cifre lusinghiere e risultati, c’è dell’altro. Come lo spirito di gruppo e la voglia di divertirsi. E là dove questi albergano, il successo, umano oltreché agonistico, è assicurato. È il caso dell’U.S.D. Stia, una squadra che, sotto il profilo dello spogliatoio compatto e unito anche al di fuori del campo, non ha nulla da invidiare a nessuno! Questo approccio, sentito, divertente e divertito, ha un’accelerazione nel giugno scorso, quando Paolo Checcacci, su invito di un caro amico, assume la presidenza della storica società casentinese. Il nuovo dirigente, anche in virtù di un cuore da sempre dedito allo sport, come testimoniano le precedenti responsabilità presidenziali nel circolo tennis di Pratovecchio e, per ben 10 anni e con 240 ragazzi al seguito, nella società di calcio giovanile ACD Falterona, non solo accetta con entusiasmo la proposta ma, di concerto con il direttore sportivo e gli altri dirigenti, cerca altresì di portare un concetto del pallone come un gioco e quindi, in primis, come una fonte di puro e spensierato divertimento. Punto di partenza del nuovo corso è l’allestimento di una rosa che si poggia su una base fatta di giovani, soprattutto del luogo, con alcuni innesti mirati a conferire al tutto ulteriori vertici di qualità. Non solo, l’importanza concessa ad un aspetto di crescita umana oltreché sportiva, dà vita anche ad iniziative più originali come le puntuali e solerti “tortellate”, anche direttamente al campo sportivo, con cui i nostri celebrano i risultati raggiunti, ricaricano le pile, consolidano lo spirito di gruppo.
Quest’ultima iniziativa non incontra ostacoli o scetticismo, anzi, è subito accolta con entusiasmo dal mister, dalla rosa… e dalle ottime cuoche paesane!
E i risvolti sono positivi anche a livello di risultati perché l’assunto di partenza (giovani entusiasti e agonisticamente agguerriti) e la spensieratezza di momenti ad uso e consumo del concetto di gruppo (vedasi il binomio “tortelli e vino”) vanno di pari passo con la professionalità e l’impegno di una squadra che, rendendo fiero chi la gestisce e chi la segue, sta rispettando gli obiettivi stagionali con un campionato tranquillo e la crescita esponenziale di tanti ragazzi che hanno la possibilità di giocare con continuità acquisendo esperienza e sentendosi importanti. In questo contesto si inseriscono, inoltre, ulteriori eventi che contribuiscono a formare e cementare un fedele gruppo di tifosi soprattutto casalinghi e che rendono l’annata in corso davvero speciale: dalla presentazione del team, in una splendida serata, quando si era ancora ai nastri di partenza, alla riuscitissima cena per festeggiare il Natale, senza dimenticare la visita dell’emittente inglese BBC, per realizzare un servizio su Sarri, che ha incentivato ancor di più i calciatori stiani ad abbracciare uno spirito “british” consistente nel dare il meglio di sé senza risparmiarsi sul terreno di gioco per poi stare tutti insieme, serenamente, magari intorno ad una tavola, al termine del match o dell’allenamento. E se, vista la riuscita, c’è da ringraziare di cuore chiunque abbia dato il suo contributo, mister, direttore sportivo, giocatori, dirigenti, tifosi, cuoche, al contempo la gloriosa società stiana può guardare con fiducia al futuro, sulle ali di un progetto che continui a salvaguardare i ragazzi e lo spirito di fondo di un’esperienza di vita fatta di affetto, divertimento e condivisione e riassumibile in una massima presidenziale: “A volte si vince, tutte le altre volte si impara”. Se poi lo si fa in compagnia, in un gruppo fatto di giocatori e ragazzi veri, tra un bicchiere di vino e un piatto di tortelli… ancora meglio!

Tortelli H

(tratto da CASENTINO2000 | n. 305 | Aprile 2019)