di Muzio Cordo – Il Comune di Pratovecchio Stia, con il maggior numero di dipendenti pro capite, è anche quello che esternalizza a privati il maggior numero di servizi. Da un po’ di tempo non siamo più noi a cercare le notizie su cui parlare, sono tanti cittadini che in vari modi ci inviano le novità, dalle classiche lettere anonime, al sussurrare piano mentre ti offrono un caffè. Così anche questo mese ci ritroviamo a parlare di qualcosa che preoccupa due popolazioni accumunate dal subire un’amministrazione non molto “popolare”. Pratovecchini e stiani, volontariamente uniti, si sentono senza un’istituzione di riferimento, in questi tempi difficili le speranze che un po’ di soldi in più avrebbero potuto risolvere i problemi delle due comunità si infrangono sempre più di fronte ad una Giunta distante dai cittadini, o almeno da quelli che non fanno parte del “panno magico”.

Tra non molto le premialità regionali svaniranno e resteranno soltanto i debiti contratti e i nuovi dirigenti assunti a tempo indeterminato che renderanno più difficile gestire il neonato Comune. La cosa che amareggia di più tanti cittadini è che ogni volta che si termina un progetto ci si rende conto che si sono spesi soldi per opere non necessarie o incomprensibili come per esempio il rifacimento di Piazza Stazione a Pratovecchio, parcheggi perduti e viabilità peggiorata, senza prevedere, per esempio, un passaggio pedonale adeguato tra la Piazza e la zona Monte.

Questa miopia si amplifica se pensiamo che dalla fine di settembre (27/09) il ponte pedonale sul Fiumicello, che permetteva di far visita in sicurezza ai cari defunti, è stato chiuso per un restauro che diverrà un totale rifacimento. Ma la sicurezza non sembra essere una delle priorità della Giunta Caleri, illuminazione insufficiente sia a Pratovecchio, dove è gestita direttamente dal Comune, che a Stia dove il gestore è il famoso Project Financing delle scuole medie. Il tratto dal Palagio verso Papiano pericolosissimo, aspetta oramai da decenni un marciapiede, magari dritto e senza spigoli come quelli di arte cubista costruiti ultimamente a Pratovecchio.

Quello che ci rattrista è l’atteggiamento di demoralizzazione che hanno i cittadini che ci contattano, stretti tra un’amministrazione che persegue soltanto le cose che gli interessano, e una minoranza divisa e poco incisiva, se non a volte apparentemente “collaborazionista”. Oggi i due paesi, proprio per queste scelte discutibili, si sentono meno uniti di un tempo e un po’ delusi dai risultati della fusione, forse se potessero tornare indietro   lo farebbero volentieri, ma anche questo sarebbe un errore.

Intanto siamo in attesa di un altro dirigente e questa volta in area tecnica, chissà se il progetto del ponte pedonale sarà redatto proprio dall’Ufficio Tecnico o sarà dato l’ennesimo incarico ad un tecnico esterno. Il Comune con il maggior numero di dipendenti pro capite è anche quello che esternalizza a privati il maggior numero di servizi, dagli incarichi professionali (una media di circa 100.000 € l’anno) alla gestione dei cimiteri, per questo siamo certi che il costo del ponte assomiglierà a quello sullo stretto di Messina, tornerà più utile a progettisti e costruttori che ai cittadini, visto che dopo oltre quattro mesi ancora non si sia neanche dato l’incarico per la progettazione.

Anche Papa Francesco ha detto che gli uomini da bene costruiscono ponti e non muri, di fatto l’operato della Giunta d’oro non ha fatto altro che alzare un muro di diffidenza tra i due paesi e non basta certo la riuscita di manifestazioni lautamente sovvenzionate a far percepire il contrario.

Pare oramai che il bambino abbia scoperto che gli assessori e il loro comandante siano nudi e che le cose che hanno cercato di vendere come broccati e sete rare, sono soltanto il tentativo maldestro di mascherare improvvisazione e mancanza di senso pratico, ieri con la pessima gestione delle risorse umane, oggi con la realizzazione di progetti di pessima qualità in opere di cui non si sentiva veramente il bisogno.

A noi viene un dubbio, ma il nuovo ponte sul Fiumicello sarà solo pedonale, o sarà anche parte del tragitto della ciclopista? Non è che poi si farà un altro ponte a valle del Fiumicello? Quindi se sarà solo pedonale va bene come quello attuale, ma se servirà anche la ciclopista dovrà essere maggiorato in portata e dimensioni. Ma sì, per ora la ciclopista pare nata per far effetto alle campagne elettorali, vedremo cosa accadrà di qui al 2019 e in fondo due ponti sono meglio di uno.

Non so se siamo riusciti a tradurre i sentimenti di tanti cittadini delusi dall’attuale amministrazione che ci fanno pervenire il loro disagio, noi cerchiamo di metterci al servizio di chi non riesce ad avere voce, di chi non trova ascolto, quello che non si perdona ad un amministratore non è l’errore che chiunque, anche colui che è in buona fede, può compiere, ma l’atteggiamento alla Marchese del Grillo.

E chi sa a che partito si appoggeranno alle prossime elezioni i socialpiddini della Giunta Caleri per mantenersi la poltrona, nei prossimi due anni ne vedremo delle belle e noi saremo sicuramente qui a raccontarvi le ultime avventure di un popolo che non sa essere ancora protagonista del proprio futuro.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 280 | Marzo 2017)