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venerdì, 7 Ottobre 2022

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Turismo, ognun per sé

di Anselmo Fantoni – Che sul turismo si investa poco e male, soprattutto male, salta agli occhi di tutti. Privati in ordine sparso e istituzioni in altre faccende affaccendate, infrastrutture mal realizzate, un vero e proprio disastro, ma a discapito di tutto ciò i turisti pare vogliano venire in Italia, anche nella nostra valle. Partiamo dalle infrastrutture, la pista ciclopedonale, con tratti suggestivi e momentanee scomparse, a volte innestata in marciapiedi come in nessuna altra parte del mondo.

In Casentino non fa certo eccezione e ne abbiamo parlato molte volte; strade da terzo mondo, strette e tortuose di montagna più moderne ma dissestate a valle, cantieri infiniti per soluzioni parziali e discutibili come il tratto delle cento fontane a Santa Mama e l’ultima bretella tra Calbenzano e Santa Mama. Vedremo cosa ne sarà della rotonda del Pollino, occasione mancata per dare respiro a Santa Maria del Sasso e un più agevole accesso verso La Verna e la E45, magari con un piccolo traforo.

Rimane una piccola ferrovia, quella di treni che viaggiano per lo più vuoti, soprattutto quando le scuole sono chiuse e spesso sono sostituiti da pulman di capienza più contenuta; il progetto dei tronchetti abortito miseramente dopo ingenti investimenti anche di privati e merci che di venire e uscire dal Casentino in treno se ne guardano bene.

Ma i Comuni? Ognun per sé, non c’è concertazione e si procede in ordine sparso, qualche progetto con istituti di promozione aretine c’è ma per esempio anche sulle Vie di Francesco si poteva fare meglio, nel senso che prima i privati hanno dato vita al progetto e poi la Regione ha tentato di scombinare le carte, ma i pellegrini sono gente testarda e continuano a venire al Sacro Monte, in un modo o nell’altro.

C’è l’Ecomuseo, con piccole strutture originali e interessanti, come il museo archeologico di Bibbiena e il piccolo polo di Stia con i musei della lana, del ferro battuto e della montagna.
Abbiamo allevamenti di trote, allevamenti di galline da uova, di maiali allo stato brado, chianine e limousine che producono carni eccellenti, conigli di altissima qualità, qualche pastore eroico che combatte contro la burocrazia, predatori e fatica ma udite udite, ben 13 produttori di vino da Subbiano in su, con il nostro trainante Sassicaia locale e il Civettaia nel territorio di Pratovecchio. Anche qui si potrebbe fare di più, supportare con maggior vigore le attività che sono quasi sempre di qualità e a volte raggiungono o sfiorano l’eccellenza.

E i turisti continuano a venire lo stesso, perché chi cerca il bello e il buono prima o poi deve venire da noi, a Stia per esempio qualcosa di più particolare si sta muovendo, i giardini di Piazza Mazzini sono finalmente tramontati mettendo fine alla deprimente stagione della valle degli orti e inaugurando la nuova era del ferro battuto trasformando un luogo vissuto e accogliente in qualcosa di culturalmente interessante che costerà sicuramente meno in termini di manutenzione e potrà divenire luogo di elevazione culturale anche durante una pausa di un percorso turistico e abituare i nostri bambini a giocare all’ombra dell’arte.

Anche Piazza Paolo Uccello a Pratovecchio ha visto un piccolo restyling più a misura di famiglie che come richiamo turistico. Ma, con le storiche lentezze burocratiche, finire un lavoro pubblico richiede tempi lunghissimi, così la nuova area giochi è terminata ma i giochi ancora non ci sono e vedremo i bambini costretti a inventarsi qualcosa anche senza di essi.

A Stia poi, pare che ormai in autunno prenderà vita la lussuosa struttura realizzata nell’edificio ex Fattoria con un privato che sta iniziando un percorso di residenze di lusso all’interno del paese, come fu per i pionieri dell’agriturismo, i successi nella ricettività sono contagiosi e forse piano piano i cartelli “Vendesi” potranno essere sostituiti da “Ospitasi”.

C’è anche il progetto per la realizzazione dell’area camper nella zona del Mulino di Pratovecchio (dopo che gli interventi previsti nel project financing per quelle esistenti non si sono visti nonostante il tempo trascorso…). L’iter di appalto dei lavori è partito e l’Amministrazione spera di poter inaugurare l’opera per questo luglio, sessanta piazzole in un’area attrezzata con servizi per i camperisti, turisti slow che amano scoprire gli angoli più nascosti e le chicche enogastronomiche dei territori che visitano. Vedremo se i tempi di realizzazione saranno rispettati e cosa ne sarà delle attuali aree, che più che richiamare turisti, intristiscono il territorio, anche se, nonostante tutto, i camperisti continuano a venire lo stesso.

Ultima nota sul turismo dell’alto casentino è il Parco; una questione non ancora risolta, un vorrei ma non posso, con alcune cose realizzate ma tante ancora nemmeno in embrione. Non ci sono marchi per prodotti coltivati o realizzati all’interno del territorio dell’ente, vincoli ancora non consoni a uno sviluppo degno di questo nome, gestione della selvaggina ancora sbilanciato a beneficio dello Stato e non certo degli agricoltori e allevatori anche limitrofi ai confini. Potremmo avere un parco fluviale, nasce qui l’Arno, il più importante fiume italiano, non certo per lunghezza ma per la sua collocazione geografica al centro della regione che creò il Rinascimento, con itinerari culturali che potrebbero collegare il Casentino a Firenze e Pisa.

In sintesi potremmo dire che qualcosa si è fatto ma ancora tanto c’è da fare, abbiamo voluto fare una foto per fissare dove siamo soprattutto in quel di Pratovecchio Stia, attenti a sottolineare il bene e il male sperando che tanti giovani possano inventarsi un’attività che gli permetta di rimanere in Casentino contribuendo a formare un gruppo di imprenditori che creino sviluppo economico, sociale, culturale e demografico rilanciando la nostra valle, per questo dovremmo essere grati a quei turisti che continuano a venire a visitarci, costringendoci a investire sul nostro territorio pensando a un futuro possibile. A volte insistere conviene. Buona fortuna.

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