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lunedì, 28 Novembre 2022

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Un Piano Interprovinciale Rifiuti cerchiobottista…

“Il indica l’atteggiamento di chi, trovandosi a dover scegliere tra più alternative o ad esprimere una propria opinione, assume una posizione non netta, intermedia rispetto alle possibili opzioni. Questo non “entrare nel merito” ha in genere la finalità di non scontentare altri o di non esporsi a critiche o a giudizi altrui.”. Il Piano in oggetto non è altrimenti definibile, con l’aggravante di essere stato scopiazzato da quello regionale. Lorsignori, nella conferenza stampa a reti unificate, asseriscono che non si procederà al raddoppio dell’attuale inceneritore di S. Zeno. Ma non è vero! Nel Piano si legge chiaramente che la potenzialità effettiva del nuovo impianto sarà di 55.000 t/anno di rifiuti da bruciare: 55.000 t. da raggiungere o con una ristrutturazione dell’attuale – che furbescamente “nasconde” sotto il necessario ammodernamento il notevole incremento della potenzialità termovalorizzatrice (adesso brucia circa 36.000 t/anno) – o con un impianto nuovo di zecca, da realizzare sempre nella martorizzata area di S. Zeno. La scelta tra queste 2 opzioni, tra l’altro, è demandata all’ATO Toscana Sud: ma non doveva essere il Piano Interprovinciale a dettare la linea, alla quale anche detta autorità si sarebbe dovuta adeguare? L’ennesima bugia!
Noi, la popolazione, i comitati e – fino a poco tempo fa – anche Fanfani e Dringoli, chiedevamo esclusivamente la messa in sicurezza, tramite l’adozione delle migliori tecnologie, dell’attuale S. Zeno, senza incrementi della quantità di rifiuti da bruciare (anche perché non ce n’è bisogno, dato che nel 2012 la provincia di Arezzo è tornata alla stessa quantità di rifiuti del 2002). Invece, le pressioni interessate dei “signori del fuoco” (cioè i privati facenti parte della ProgettoSei, sempre i soliti…) hanno prevalso sull’interesse pubblico, imponendo – almeno a parer nostro – la loro linea agli amministratori locali…Inutile dire che – per motivare la scelta di confermare il nuovo inceneritore – il Piano di che trattasi ha dovuto obbligatoriamente simulare per il futuro una stabilizzazione della produzione di rifiuti, non seguendo il secco trend di riduzione degli ultimi 10 anni…altrimenti il giochino veniva allo scoperto! Da oscar, poi, la dichiarazione di lorsignori riguardante il non ampliamento della Discarica di Podere Rota: ci sarebbe mancato pure questo, dopo aver da poco autorizzato nuovi lotti per 1.500.000 di metri cubi, che in totale trasformano Podere Rota in una delle discariche per rifiuti urbani ed assimilati più grandi in Italia (in totale oltre 5.000.000 di metri cubi di rifiuti)…

Federazione Provinciale PRC Arezzo

p.s.: vi scongiuriamo, smettete (Provincia, Comuni) di ciurlare nel manico. Se ammettete pubblicamente che – per contratti, convenzioni, patti parasociali ed altre diavolerie a suo tempo firmate – non potete tornare indietro rispetto al nuovo inceneritore, può essere che la chiudiamo qui…

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