di Orazio De Luca – In questo periodo si parla molto di tutte quelle persone che scappano dalle zone di guerra per affrontare il fatidico “viaggio della speranza”. quella speranza che serve per assicurare a se stessi e alle proprie famiglie un futuro più roseo. A Bibbiena ci sono degli immigrati che hanno trovato accoglienza grazie all’Associazione Tahomà, nata nel 2016 e composta da persone che lavorano nell’ambito dell’ospitalità da molti anni, anche in collaborazione con altre associazioni. Il progetto di accoglienza degli immigrati è quello che attualmente sta impegnando maggiormente le risorse dell’Associazione. Infatti, da poco sono stati dislocati in due appartamenti, uno a Soci e l’altro a Bibbiena, 15 ragazzi provenienti dai paesi più poveri e disagiati del mondo.

I migranti vengono seguiti in toto dal momento in cui sono accolti nella nostra vallata dall’Associazione. Prima vengono inseriti negli appartamenti, gli vengono fatte le varie visite sanitarie, gli viene assegnato il medico di base, gli viene dato il codice fiscale e anche nell’ambito legale, vengono accompagnati e seguiti per gestire le varie procedure, come ottenere il permesso di soggiorno, vengono aiutati per presentarsi davanti alla Commissione territoriale che decide dopo un colloquio se dargli la “protezione” e quindi lo status di rifugiati politici. La protezione internazionale dura 5 anni e quella nazionale invece 2. Sono accolti, per migliorare la loro integrazione nella comunità casentinese, nelle squadre sportive della vallata.

Alcuni di loro fanno parte della squadra di atletica Atletica Futura di Bibbiena, altri giocano a basket e a tennis. Questo è stato possibile grazie all’intervento dell’Amministrazione Comunale che ha dato a questi ragazzi un’opportunità in più entrare a far parte della popolazione del Casentino. Inoltre, i migranti seguono un corso di italiano per tre mattine a settimana con lo scopo di “includerli “ nel tessuto sociale. Nei primi due mesi del permesso di soggiorno gli è vietato lavorare, mentre poi possono provare a cercare lavoro, ma che ha l’età per farlo deve continuare ad andare a scuola.

Melina Paluani dell’Associazione Tahoma e responsabile del Progetto Accoglienza ci ha dato maggiori delucidazioni sia sul progetto e sia su come l’associazione aiuta gli immigrati nel far parte della comunità in cui sono accolti.

Come è stata l’accoglienza da parte della comunità dei nuovi migranti? «Nel 2011 io lavoravo assieme ad altre cooperative che si occupavano dell’accoglienza, poi l’accoglienza è continuata con altre associazioni presenti sul territorio fino ad ora. All’inizio i ragazzi erano incuriositi, ma anche molto diffidenti, però con il passare del tempo si sono fatti conoscere e si sono integrati con la popolazione. L’Assessore Matteo Caporali ha incontrato i ragazzi e si è reso disponibile per ogni tipo di necessità, dimostrando che l’amministrazione è davvero generosa nell’ambito dell’accoglienza verso il prossimo.»

L’associazione come è formata? «L’associazione è attualmente composta da una ventina di soci molti dei quali volontari. È composta da persone sia di nazionalità italiana che straniera, che partecipano attivamente ai “progetti Tahomà”. Nel progetto di accoglienza sono coinvolte attivamente circa 6/7 persone, tra cui Lorenzo il Presidente, Carolin operatore legale e Giusi, Erisa Hitaj operatrice volontaria, diversi mediatori culturali ed uno psicoterapeuta.»

L’Associazione Tahoma grazie al progetto di accoglienza vuole far inserire i ragazzi nella realtà sociale che li circonda attraverso attività di volontariato nel comune di Bibbiena. È un modo per far conoscere questi migranti alla comunità, dimostrando che hanno voglia di mettersi in gioco e, soprattutto, crearsi un nuovo e migliore futuro.

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