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lunedì, 10 Maggio 2021

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Unione dei Comuni: le riforme “radicali” di Cetto Laqualunque

Lettera di Luca Tafi e Giorgio Renzi – Non ci sono più le mezze stagioni, e nemmeno le mezze misure, tanto meno le mezze riforme. Nell’epoca dei civici tutti antipolitica e antisistema, ci sono solo le riforme “epocali” o “radicali”. Ricordate Di Maio che aboliva la povertà per decreto? O Bonafede che presentava la riforma epocale della giustizia, o Salvini che faceva la svolta epocale sulla sicurezza? Ma il vezzo della grandeur autoattribuita non c’è solo a livello nazionale, si sta diffondendo anche a livello locale.

Così il Sindaco civico (si fa per dire) di Bibbiena ha lanciato la sua proposta, o meglio, la sua idea di una riforma “radicale” dell’Unione dei Comuni. Ansiosi di essere illuminati su questa “rivoluzione culturale” siamo andati a leggere il comunicato ufficiale del sindaco Vagnoli. In soldoni ecco cosa dice il Sindaco (nostra traduzione dal Politichese):
– Non illudetevi che il Comune di Bibbiena rientri nell’Unione dei Comuni. E’ una esperienza fallimentare, quindi…da chiudere.
– E’  sufficiente fare delle convenzioni. Per che cosa? Ma per quei servizi che Bibbiena da sola non potrebbe gestire. Ovviamente in modo solidale… con noi stessi!
-E allora a che cosa serve l’Unione dei Comuni?
“Ciò che dovremo decidere e presto –  almeno entro il 2021 quando scadrà il percorso naturale dell’Unione – è cosa poter mettere all’interno di questo organismo di secondo livello. Agricoltura? Forestazione? In questa ottica Bibbiena può ripensare all’Unione.”
Così scrisse Vagnoli. Chiaro NO? Con due interrogativi se l’è cavata.
Ma la conclusione del Sindaco à un ulteriore modello di coerenza.
“Il problema della “montagna” e quindi del Casentino è al centro delle preoccupazioni del Sindaco che continua: “Stiamo assistendo di nuovo ad un fenomeno emigratorio verso le grandi città. E’ un problema che dobbiamo affrontare tutti insieme e in modo veloce. La cosa fondamentale è migliorare i servizi, renderli più efficienti ed efficaci, abbatter i costi degli stessi, aiutarsi in un’ottica territoriale e soprattutto dialogare con le aziende.”
Già “tutti insieme”. Con le convenzioni?
Si rende conto il nostro amato sindaco di quello che dice? Ci sembra che Cetto Laqualunque abbia sempre più seguaci ed imitatori. E meno male che questi erano quelli che volevano il comune unico o, in alternativa, la fusione con Ortignano. Ovviamente sempre alternative” radicali ed epocali”.

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