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sabato, 25 Giugno 2022

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Vivere Insieme Casentino

di Elisa Fioriti – “Non rubatemi la mia vita, date alle sottili dita dei miei piedi la forza di resistere al buio, la notte, all’amore che non fu, alle donne rubate, agli orchi che mi divorano giorno dopo giorno”. Radici nella vita di Roberto Braconi, a cui mi son permessa di rubare solo le parole. Radici che ballano, le sue e quelle degli altri attori e ospiti a Bibbiena del Centro Diurno Franco Basaglia dell’Unità Funzionale di Salute Mentale del distretto sanitario casentinese, i quali nell’àmbito del laboratorio teatrale frutto della sinergia tra l’Associazione “Vivere Insieme Casentino” e la Compagnia NATA, col prezioso sostegno di Miniconf, hanno messo in scena l’omonimo spettacolo, confluito, testi originali, emozioni, esperienza, nel cortometraggio di Stefano Dei, vincitore del primo premio a “Lo Spiraglio – Filmfestival della salute mentale” al Teatro del Lido di Ostia.

Ci accolgono nella loro sede, come in famiglia, la presidente Carla Manneschi e la vice Anna Franca Rinaldelli (Carlo Buffoni ne condivide il ruolo, par condicio di genere) di “Vivere insieme Casentino”, con gli attori-consiglieri Marta Franci, Silvia Biffi, Fabrizio Mariotti, Danilo Gambineri, in rappresentanza del gruppo di teatro che guida Andrea Vitali, presidente di NATA. Pronti tutti a ballare?

Carla: «La nostra è un’associazione piuttosto giovane, attiva nella vallata dal 2009, sorta come costola dell’aretina “Vivere Insieme”, su impulso dei servizi pubblici per la salute mentale: volevamo rispondere all’urgente bisogno dei famigliari di unirsi nell’affrontare tali problematiche, aprendo una breccia nel muro, fatto di sofferenze e paure, che si tende a innalzare dinanzi alle malattie psichiche. Chiamiamole col loro nome, basta tabù. Però siamo aperti a chiunque, parenti e amici, persone disposte a incontrarsi e confrontarsi in semplice armonia».

Franca: «Le iniziative che promuoviamo seguono questa filosofia di apertura, la filosofia del dialogo, continuo, tra le realtà presenti nel territorio (enti, istituzioni, associazioni), affinché vi sia l’effettiva integrazione di quanti per una diversità, una disabilità, uno svantaggio, un disagio, sono stati a lungo rilegati ai margini della comunità, consentendo loro una partecipazione piena e serena, dignitosa, alla vita sociale».

Marta: «I nostri progetti spaziano molto: includono attività legate al teatro, all’arte, la poesia, la lettura, la danza, la musica… attività divertenti, attività creative, organizzate sia dentro sia fuori il Centro Basaglia, che funge da principale luogo di ritrovo e aggregazione. Ciò è possibile grazie all’immenso lavoro dei volontari e ai finanziamenti di privati; oltre che Miniconf, Coop Centro Italia ad esempio. Gli anni scorsi, la donazione dei Soci Coop di Bibbiena ha permesso di realizzare SportivaMente, un corso di ginnastica a corpo libero per il benessere psicofisico, più numerose varie iniziative. Ricordo il laboratorio d’arte di Roberta Socci: con materiali di recupero abbiamo prodotto degli oggetti d’artigianato poi esposti nella galleria del Centro Commerciale. O i corsi di video e di fotografia tenuti da Enrico Gori, membro del CIFA e del Circolo Fotografico Avis di Bibbiena, da cui sono stati tratti mostre e un calendario».

Franca: «Scegliamo scrupolosamente i professionisti a cui affidare la gestione dei laboratori, figure esperte, idonee sul piano emotivo, che sappiamo ben relazionarsi con gli ospiti del Centro Basaglia».

Carla: «Collaboriamo spesso con Roberta Socci. In un’occasione, ha fatto fabbricare i burattini per la rappresentazione della fiaba popolare toscana La capra ferrata (il pittore Roberto Berra ha dipinto il fondale per la scenografia della “baracca”, foto in alto), che abbiamo portato tra i piccoli, nelle scuole dell’infanzia, e tra i grandi, alla Bocciofila, al Centro Creativo Casentino, e in contesti pubblici, tipo la Festa del volontariato e della solidarietà lo scorso luglio a Bibbiena».

Franca: «Per l’anno che verrà, invece, durante un laboratorio di Roberta Socci si costruiranno i cosiddetti “Mascheroni”, grandi maschere teatrali da utilizzare nello spettacolo di chiusura della rassegna “Tutti fuori/fuori tutti”, alla terza edizione, che ci vede tra i soggetti promotori insieme a NATA e le Associazioni “Quinte tra le Note” e “amICAREte”, coinvolgendo compagnie casentinesi e aretine per portare in scena al Dovizi e al Sole performance di teatro sociale».

Carla: «Il Comune di Bibbiena ci appoggia. Anche questa sede nel borgo del paese, vicino ai presìdi dell’Unità Funzionale e alle strutture per la riabilitazione e l’inclusione sociale (prima eravamo a Poppi al Centro Kontagio), ce l’ha concessa a uso gratuito e senza spese di consumo, che per un’associazione è assai significativo».

Marta: «Sempre a Poppi, comunque, verso il Colle di Fronzola, si svolgerà la prossima estate l’ottava “Marcia Lenta”, una sana passeggiata tra risate, canti e buona musica, che premia il primo come l’ultimo arrivato, perché riteniamo che la vittoria stia nell’arrivare, a prescindere dalle (dis)abilità fisiche, e nello stare insieme… con una super merenda per festeggiare!»

Franca: «All’ultima edizione hanno partecipato almeno un centinaio di persone. Credendo nell’iniziativa, Decathlon di Arezzo ha fatto da sponsor fornendo le magliette, ma avevamo anche il contributo del Cesvot: così abbiamo arricchito la manifestazione (e il suo banchetto), con tanto di simbolico lancio al cielo di palloncini. Immancabili i nostri soci e amici, tra cui il chitarrista fingerstyle Davide Mastrangelo e la cantante Masella Restuccia, che ci sono proprio affezionati: hanno coinvolto spesso altri big della musica, Giovanni Bailo per citarne uno, proponendosi di allestire un vero e proprio concerto per il 2017… che sorpresa quando lo hanno comunicato direttamente al microfono!»

Carla: «Chissà poi che in futuro non riallestiremo un nuovo ciclo di “Incontri ravvicinati”, perché le persone familiarizzino con le problematiche della salute mentale, ricevendo indicazioni pratiche su come gestirle nel quotidiano, ascoltando la voce autorevole degli specialisti, ma una voce adattata alle orecchie di quanti non conoscono bene l’àmbito. Per l’Associazione, l’Unità e il Dipartimento di Salute Mentale che raccoglie le provincie di Arezzo, Grosseto e Siena, realizzare in Casentino gli “Incontri ravvicinati” è stato un risultato notevole, con l’opportunità per i nostri attori di esibirsi tra una conferenza e l’altra, diretti naturalmente da Andrea Vitali. Con i collaboratori Cinzia Corazzesi e Lorenzo Bachini di Nata, lui si occupa del consueto e attesissimo laboratorio teatrale, dedicato quest’anno al tema…»

Andrea: «“Muro”, ecco la materia su e da cui, letteralmente, costruiremo lo spettacolo finale del laboratorio, attraverso l’apporto di tutti, liberi ciascuno d’esprimere sul palco il proprio talento, di dar corpo, voce, forma al proprio modo di essere e sentire le cose, alla sensibilità, alla fantasia, alla poesia che abbiamo dentro».

Danilo: «Sul palco siamo sinceri. Ci riscopriamo, ed è una gioia». Silvia: «Faticoso eh, richiede un profondo impegno: fare le prove insieme, tra scherzi e risate sapersi confrontare, ascoltare con attenzione e pazienza. Ma poi le emozioni, forti, che proviamo recitando, l’adrenalina quando ci esibiamo allo spettacolo… altroché se veniamo ripagati!»

Fabrizio: «Che soddisfazione, davvero. Il laboratorio di teatro con Andrea e gli altri per noi è essenziale. E ci divertiamo tantissimo».

Andrea: «Nel Teatro, che per antonomasia è il luogo della finzione, la vita difatti sta in ciò che rappresenti tu, e che tu, lì, senti reale. Ai partecipanti del laboratorio diamo gli input necessari a rendere il Teatro uno strumento di conoscenza, di sé stessi e degli altri, quindi di socializzazione: Le radici ballanti, D.R.E.A.M.S., lo spettacolo che partendo dal Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare rappresenta i nostri di sogni (ne appunto è l’acronimo), concretizzandoli nella realtà del palco e infrangendo la quarta parete, il muro invisibile tra attori in scena e pubblico in sala…

Perché, se ci riflettiamo, le mura sono o da erigere, quelle edificanti, che danno sostegno e protezione, custodiscono, tipo le mura di una casa, o da abbattere, quelle pericolose, le mura che se crollano addosso uccidono o feriscono, mura d’intralcio, che separano, ostacolano, isolano… E dove un muro lo abbattiamo, uno ne costruiamo da un altro lato. Appartiene alla vita. Lo rispecchiano l’arte, la letteratura. Tant’è la scenografia del nuovo spettacolo prevederà un muro di libri: la cultura arricchisce, è costruttiva, eppure non va dimenticato come le parole, scritte o dette, possano tramutarsi in armi.

Un muro di libri, la letteratura sul muro, ma con dei varchi: i vuoti del silenzio oltre la parola, il tempo dell’ascolto in un mondo di chiacchiere, lo spazio oltre gli eventi, per ciò che non accade, per ciò che faremo immaginare, per ciò che costruiremo insieme.

Vivere insieme».

(tratto da CASENTINO2000 | n. 278 | Gennaio 2017)

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