da PC Arezzo – Fanno sinceramente inorridire le reiterate dichiarazioni del Direttore generale dell’AUSL Sud est Antonio D’Urso, che è profumatamente pagato dalla collettività non solo per salvaguardare la salute della popolazione, ma anche per tutelare la sanità pubblica…

Le sue frasi, come “spostare strutture interne”, oppure “questa collaborazione con le strutture private prosegua”, o ancora “diminuire i posti letto attuali”, fanno sinistramente pensare al best seller di Naomi Klein “Shock economy. L’ascesa del capitalismo dei disastri”: nel libro si dimostra che il capitalismo nella sua forma attuale, quella del neoliberismo globalizzato, approfitta di cataclismi, disastri naturali, traumi, epidemie che colpiscono le popolazioni, per far diventare politicamente inevitabile tutto quello che – prima dei disastri – era socialmente inaccettabile. Nella sostanza, viene da pensare che ci si serva della pandemia da coronavirus come una clava per continuare imperterriti – si, continuare – a spostare pezzi interi di strutture e servizi sanitari pubblici verso il sistema sanitario privato, realizzando finalmente i sogni dei pescecani del mercato, che hanno già l’acquolina in bocca pensando ai profitti che potrebbero riempir loro le tasche…

E’ vero, non abbiamo la pistola fumante per dimostrare quanto sopra, ma – come diceva un politico della Prima Repubblica – a pensar male si fa peccato ma a volte ci s’azzecca…

Occorre invece, all’esatto contrario, invertire completamente la rotta perseguita negli ultimi decenni, tornando a finanziare massicciamente il Servizio Sanitario Pubblico e finendola – una volta per tutte – di veicolare risorse della fiscalità generale verso il sistema privato, come quello delle cooperative laiche in Toscana e quello clericale nel Lazio, regioni entrambe a guida PD. Ovviamente – perché per noi sono uguali…trattandosi di due facce della stessa medaglia neoliberista – non sono da meno i “Governatori” della Lega della Lombardia, del Veneto, del Piemonte…

(Partito Comunista Federazione provinciale di Arezzo)