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lunedì, 27 Giugno 2022

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Bernardini: solo quattro Comuni in Casentino

“Se riuscissimo ad andare nella direzione di quattro macro fusioni – che cambierebbero l’assetto istituzionale del Casentino – potremmo portare nella valle 5 milioni di euro all’anno per 5 anni. Una somma che cambierebbe le sorti di questa valle ma che è, come dire, a scadenza: ora o mai più. Chi si oppone a tutto questo per motivi personalistici, si prenda le proprie responsabilità”. Con questo commento risoluto, il sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini lancia un ultimatum ma soprattutto, una nuova era per la nostra valle presentando la fusione con la confinante municipalità di Ortignano-Raggiolo, per la quale è già pronto l’accordo, ma soprattutto il passaggio nei parlamentini locali per la ratifica del percorso.

“Per il Casentino questo è uno di quei momenti storici cruciali – commenta Bernardini – in cui, come dice un detto popolare “i nodi vengono al pettine”. Chi crede nel proprio ruolo, ossia quello di sindaco al servizio della propria terra, deve fare un passo indietro a livello personale e un passo avanti a livello politico. Il fallimento dell’Unione dei Comuni, come struttura sovra comunale, è ormai un fatto appurato e incontestabile. Per me e per il movimento delle Liste Civiche, l’obiettivo rimane il Comune Unico, unica forma che possa portare il Casentino davvero nel futuro e traghettarlo non solo al di là della crisi, ma portarlo su tavoli importanti, a pesare davvero in termini politici e strategici. In attesa che i tempi siano maturi, la strada che ci può avvicinare all’obiettivo in maniera concreta, è quella delle fusioni, percorso sollecitato anche dalla stessa Regione Toscana e dal Governo centrale”.

La semplificazione proposta da Bibbiena è quella di un Casentino con massimo 4 comuni. In questo modo non solo facciamo semplificazione, ma riusciremmo a convogliare nella nostra valle circa 30 milioni in 10 anni. Finanziamenti “a tempo”, nel senso che sono disponibili ora per quei territori che sapranno davvero fare sistema, mentre tra qualche anno, i comuni piccoli saranno obbligati a fondersi senza fondi a disposizione.
La fusione con il Comune di Ortignano-Raggiolo, per Bibbiena, rappresenta un primo passaggio significativo verso il Comune Unico. Allo stesso tempo, a Chiusi della Verna, si è costituito un Comitato per la fusione con Bibbiena, accolto da Bernaridni con grande favore per ragioni che lui espone così: “Innanzi tutto un comune tra Bibbiena, Ortignano-Raggiolo e Chiusi della Verna sarebbe, con i suoi 15 mila abitanti circa, il quarto comune in Provincia di Arezzo; in dieci anni potremmo ottenere contributi pari a 10 milioni di euro sul territorio del nuovo Comune istituito; ci sarebbe una deroga di 5 anni dal Patto di Stabilità. Attualmente i comuni di Chiusi della Verna e Bibbiena devono rispettare i vincoli dettati dal Patto di Stabilità che, di fatto, blocca soldi disponibili che non possono essere spesi per il territorio.
Ci sarebbe con tutto ciò un potenziamento e modernizzazione degli uffici comunali, con più servizi e più qualità per il cittadino e una forte rappresentatività politico istituzionale a livello provinciale e regionale. Con questa scelta, inoltre, il nuovo comune avrebbe la possibilità di far fronte ai continui tagli ai trasferimenti agli enti locali, tagli che rischiano di incidere pesantemente sulla qualità dei servizi primari (scuole, asili, trasporti scolastici, mense, assistenza sociale e sanitaria) rendendo spesso inevitabile l’aumento della pressione fiscale sui cittadini. Senza poi pensare a cose essenziali come il Regolamento Urbanistico Unico e le tasse comunali unificate”.

Bernardini – che ha attivato un percorso che a livello locale ha trasformato completamente la geografia politica, che si è posto contro il “sistema”, oggi è più determinato che mai e non usa mezzi termini: “Chi rinuncia al percorso delle fusioni è evidente che lo farà solo per mantenersi la poltrona, e non lo farà certo per il bene della gente. Questa volta non funzionerà il gioco della menzogna per portare i cittadini a convincersi che saranno privati di servizi, reti virtuose di aiuto, perché con le fusioni il comune, come istituzione verrà rafforzato dal centro alla periferia, con un’ottimizzazione dei servizi e a prezzi inferiori, ossia con meno tassazione. Per chi è diventato sindaco da poco rinunciare al proprio ruolo è difficile, lo capisco, ma qui si gioca con la coerenza e la correttezza e soprattutto con tanti soldi che sono di diritto per i cittadini”.
Un estate calda, quella del Casentino, almeno dal punto di vista politico ed istituzionale. Il prossimo passaggio a breve, sarà quello nei consigli comunali di Bibbiena e Ortignano-Raggiolo, per ratificare il percorso che porterà alla fusione, ma il processo ormai è partito anche altrove. A Chiusi della Verna spetterà alla gente esprimersi su questo: un si o un no al futuro che non ammetterà una seconda possibilità.

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