Dobbiamo essere tutti pronti a far fronte all’epidemia che ci minaccia. Ma il rischio questa volta è quello di non sapere riconoscere il nemico da combattere. Tutti giustamente preoccupati del pericolo che viene dall’Africa: l’Ebola. Tutti come sempre pronti ad affrontare l’influenza di turno. Tutti ignari del virus che, invece, è già fra noi e si sta lentamente e subdolamente insinuando fino agli angoli più nascosti del Casentino: la Gattopardite.
I luoghi più colpiti sembra siano i centri principali dei vari paesi, in particolare le sedi delle singole Amministrazioni. Qualche caso pare sia stato segnalato anche nei locali che ospitano circoli o sezioni di qualche partito politico, in quest’ultimo caso però l’incidenza appare minima, considerato che questi spazi sono, quasi sempre, completamente vuoti.
Non sappiamo da dove sia arrivato, anche se alcuni ipotizzano che appartenga ad un ceppo caratteristico della penisola italiana.
Si trasmette per via aerea, nel senso che spinge i contagiati a dirigersi con convinzione nella direzione verso cui tira il vento. Produce forti amnesie e perdite di memoria, per cui è quasi normale osservare, in chi ne è colpito, comportamenti assolutamente impropri, rispetto a quelli consueti, o ascoltare affermazioni totalmente opposte rispetto a quelle sostenute anche poche ore prima. Essendo radicato soprattutto negli ambienti istituzionali, in cui colpisce in egual misura destra e sinistra, civici e tesserati, genera il moltiplicarsi di gruppi e commissioni che vengono costituite per affrontare i più improbabili argomenti, senza però che nessuna riesca mai ad arrivare a concrete conclusioni. Non sappiamo quali conseguenze potrà avere questo contagio nella nostra vallata, certo i segnali che arrivano non sono rassicuranti. Già una prima commissione si è insediata, quella promossa da Unione dei Comuni Montani del Casentino, Comune di Bibbiena e Comune di Pratovecchio Stia per predisporre proposte di governance e di assetto istituzionale per un Nuovo Casentino. Un clima da “volemose bene” che è ambiente propizio per la Gattopardite, una melassa incolore e insapore in cui tutti sono amici di tutti e non si distingue più da che parte stare e in cui il “bene comune” (di chi? forse di chi si deve ripresentare in Regione?) è la parola più usata e abusata.
Sembrano davvero concretizzarsi le parole del Principe di Salina di gattopardiana memoria: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. In Casentino sta succedendo proprio questo e ancora la cura non esiste; l’allarme merita davvero il CODICE ROSSO!