Mugnai e Antichi (Pdl): «Poltronificio conclamato, altro che semplificazione». Unione dei Comuni del Casentino priva di funzioni: e la Regione la boccia, negandole i contributi a meno che non si metta in regola entro il 30 settembre prossimo. Lo dice il decreto della giunta regionale della Toscana n. 2485 dell’11 giugno 2012 che, nell’effettuare una ricognizione complessiva su statuti e atti costitutivi delle varie Unioni dei Comuni della regione per attribuire i contributi previsti dalla legge regionale 68 del 27 dicembre scorso, esprime rilievi per varie Unioni tra cui, appunto, quella del Casentino. A diffondere la notizia sono oggi i Consiglieri regionali del Pdl Stefano Mugnai e Alessandro Antichi (Vicepresidente Commissione I – Affari istituzionali). Il Pdl in realtà un po’ – un bel po’ – se lo aspettava: «Più volte abbiamo ripetuto che l’Unione dei Comuni del Casentino rappresenta solo l’ennesimo carrozzone – ricordano – un poltronificio buono solo a consolidare il potere senza restituire funzioni e servizi per la comunità. I sindaci del Pd sono degli specialisti in questo meccanismo: sotto la bandiera della semplificazione si moltiplicano i posti da attribuire qua e là, ma poi i costi, anziché ridursi, lievitano a dismisura». E’ proprio quanto parrebbe accaduto con l’Unione dei Comuni del Casentino, giacché il decreto di giunta imputa proprio quello: mancano le funzioni che l’Unione esercita: quali? Quante? In che misura? Manca tutto e dunque: niente contributi per quella che ad oggi è sostanzialmente una scatola vuota, a meno che non la si ‘riempia’ entro il termine ultimo, e risicato, del 30 settembre prossimo.

Ecco i passaggi salienti del decreto che, nella seconda pagina dell’allegato 1, espone i rilievi per l’Unione dei Comuni del Casentino: «L’art. 6 comma 3 dello statuto – si legge – rimanda a un atto della giunta dell’unione l’attivazione delle funzioni in esame, con l’individuazione del termine di attivazione e dei Comuni che intendono conferire la funzione. Ad oggi tale atto non risulta agli atti dell’ufficio». Ancora: «Lo statuto non individua i Comuni per i quali l’Unione esercita tali funzioni. Secondo, invece, quanto disposto dall’art. 90 comma 3 della l.r. 68/2011 l’esercizio delle funzioni deve essere accertabile direttamente dallo statuto». E così via, fino a entrare nel dettaglio: «Non è inoltre possibile – bacchetta la Regione – appurare dallo statuto quali siano le funzioni ricomprese nella funzione “gestione delle risorse umane ed altri servizi generali dell’amministrazione”, né si può ipotizzare una corrispondenza con l’insieme di funzioni fondamentali “funzioni generali di amministrazione”. Infatti la funzione relativa a “progettazione e procedure di affidamento dei lavori pubblici”, pur facendo parte dell’insieme di funzioni fondamentali “funzioni generali di amministrazione”, risulta individuata distintamente nello statuto».

Insomma, un pasticcio di prim’ordine: «Ora che la bocciatura arriva da un ente al di sopra di ogni sospetto politico come la Regione – concludono Mugnai e Antichi – si rende opportuno un robusto ripensamento sulla configurazione e sulla stessa esistenza dell’Unione dei Comuni del Casentino. Noi torniamo a rilanciare la nostra soluzione: un Comune unico che realmente tagli i costi accentrando funzioni per il bene della collettività. In barba agli appetiti di un Pd che punta solo a mantenere il controllo del potere sul territorio».

decreto 2485

allegato decreto