La storia, arricchita da numerosi ritagli di giornali dell’epoca, è quella di tre grandi occasioni che il Casentino ha avuto, nel corso dei decenni, per uscire dal tragico isolamento in cui si trova oggi. Rinunciare a una superstrada ha infatti isolato il Casentino lasciandolo fuori dai flussi nazionali, sia turistici che produttivi e ha causato nel tempo gravi danni economici per tutta la vallata. Nella nostra inchiesta potrete leggere “di come la miopia di una classe dirigente abbia fatto dei danni enormi al Casentino. Ci sembra di rivedere l’avversione, della stessa parte politica, al Comune Unico; stesse occasioni perse e, già oggi, stessi rimpianti. Si è tentato negli anni successivi, quando ormai il treno (anzi la strada) era perso di rimediare con varianti e variantine (alcune ancora da finire cone quella parabolica di Santa Mama), costate milioni e milioni di euro e che non hanno portato alla martoriata viabilità casentinese quasi nulla, nè in termini di scorrimento del traffico, nè tantomeno in sicurezza… Resta davvero l’amaro in bocca per tutto quello che poteva essere e che non è stato e la rabbia di fronte a chi è riuscito, mettendoci anche tanto del suo, a rovinare questa bella terra. Naturalmente, e come se niente fosse successo, gli epigoni di quelli di allora, alle prossime elezioni, chiederanno per l’ennesima volta il vostro voto…”

L’inchiesta è stata pubblicata su CASENTINO2000 nel numero 254 del gennaio 2015.

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