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martedì, 28 Giugno 2022

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Cosimo, a 18 anni apre la sua azienda agricola

di Francesco Benucci – L’uomo di oggi perde lo sguardo nella vastità del mare, innalza i propri pensieri ed i propri occhi fino alla volta celeste, abbandona le proprie sensazioni tra aria e venti. Solo raramente, sempre più raramente, “immerge” le proprie mani nella terra, l’elemento che più di ogni altro ci vede nascere e crescere, che ci “sorregge” ogni attimo della nostra vita, che fa parte della nostra storia, che ci stringe in un vincolo di reciproca complicità.
Ma c’è anche chi va controcorrente, simboleggiando anzi un “movimento di ritorno” alla realtà rurale che sembra prendere piede in Casentino e non solo: stiamo parlando di Cosimo Boschi, un giovane ventenne che ha avuto l’ardire di aprire, a soli 18 anni, un’azienda agricola a Campolombardo nel comune di Pratovecchio Stia. Che il nostro avesse le “mani in pasta”… nella terra, lo dimostrano già le attitudini palesate sin da piccolo quando si dilettava con animali finti per poi, alla precoce età di 10 anni, passare alla cura di galline e conigli che successivamente provvedeva ad ammazzare, spellare e cucinare.

E quello che era divenuto l’appuntamento fisso del doposcuola, assorbì completamente Cosimo finché finì di “scaldare il banco” in III superiore ed una sua vicina di casa, che possedeva degli animali, gli lasciò un cantuccio dove esercitare la sua crescente passione. Passione che, come già detto, ha trovato il suo sbocco appena varcata la soglia della maturità quando si è iscritto alla Coldiretti di Bibbiena e con il loro sostegno ha aperto l’azienda agricola “Il Casone” presso il podere del nonno in località Capannuccia. Nel frattempo il parco animali si è notevolmente ampliato e oggi può contare una trentina di maiali Large White (comprensivi di due scrofe Large White e un verro di Cinta Senese che con l’incrocio diventa un Grigio del Casentino), dieci capre, dieci pecore, una mucca, un centinaio di conigli a cui vanno aggiunte le galline. Sono trascorsi in fretta i tempi dei peluche!

Cosimo 2

Tuttavia, ad essersi modificati, non sono solo i “numeri” ma anche le abitudini lavorative di Cosimo che nel giro di pochi anni è passato dalle aule al campo spendendo le mattine a governare gli animali, a tagliare il bosco e ad adempiere alla manutenzione del podere, i pomeriggi del fine settimana a macinare i cereali e a preparare il mangime e le sere a governare, una seconda volta, gli “inquilini” dell’azienda.
Alle attività ordinare si aggiungono poi vari “extra”; si va dalla raccolta e dalla vendita delle patate al periodo del fieno con tutti gli annessi ed i connessi, dalla vendita di agnelli e capretti ai macellai al momento in cui, in inverno, sono ammazzati i maiali: di questi, cinque sono destinati ad uso familiare, cinque sono venduti interi, e con tanto di fattura, a terzi, una trentina sono destinati ai macellai.
Chiaramente, affinché tutti questi lavori vadano a buon fine, è necessario un rapporto genuino, verace, con la terra e con gli animali, rapporto che nell’impresa in oggetto non viene mai meno: i maiali, fuori, sono allo stato semibrado e vengono alimentati con materie prime “locali” (orzo, granturco, fave), le capre e le pecore “escono” la mattina, “rientrano” la sera e si nutrono col fieno prodotto nel medesimo luogo. Il giovane casentinese ne ha fatta di strada e, con abnegazione, col sudore delle proprie mani, sta cercando di tracciare altresì il sentiero futuro: a tal proposito una bella soddisfazione è giunta con la partecipazione (e seguente accettazione) ad un bando riservato a giovani con aziende agricole aperte da sei mesi; dovendo fornire un progetto che illustrasse le modalità d’uso del denaro eventualmente erogato, il nostro vi ha inserito attrezzatura varia, un carrello per trasportare gli animali e un tunnel 24 x 12 adibito a stalla con una parte in fondo, di sette metri, per il fieno e con all’interno gli abbeveratoi e le catture per mungere gli animali.

Cosimo 5

Anche questo successo testimonia l’impegno profuso da Cosimo in una scelta che comporta sì sacrifici e un lavoro duro quanto costante ma che, al contempo, vede il sostegno concreto della famiglia e quello morale di amici e conoscenti, coinvolge sempre più giovani casentinesi, spesso solidali tra loro, schiude la porta ad altri obiettivi come quello di aprire un caseificio per la trasformazione del latte. Soprattutto però, Cosimo ha fatto di ciò che gli piace la propria missione di vita, addolcendone così affanni e problematiche, ha trasformato una passione nel lavoro con la “L” maiuscola, “ha immerso” le mani in quella terra che lo ha reso completo, lo “ha realizzato” gli ha prospettato traiettorie felici.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 283 | Giugno 2017)

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