di Monica Prati – Stazione climatica situata in una posizione strategica tra il Monastero di Camaldoli, il Santuario della Verna e il Castello dei Conti Guidi, Badia Prataglia è sempre stata sin dai tempi antichi lungimirante per le sue attività legate all’espansione, alla conservazione delle foreste attorno, giunte rigogliose sino ai nostri giorni. L’industria artigianale del legno era rinomata sin dal medioevo.
Oggi l’economia si basa soprattutto sul turismo e proprio grazie alla voglia di un gruppo di volenterosi commercianti si è scongiurata la chiusura di un’attività un tempo fiorente. Ce ne parla uno di loro: Lucio Marri (per gli amici Sabo).
Ci racconti di come ha rilanciato questa attività commerciale del paese e scongiurato la chiusura.
«Un po’ di tempo fa il negozio di fiori e frutta del paese stava chiudendo perché i proprietari, raggiunta l’età pensionabile, non avevano più interesse a continuare l’attività. Ho pensato che sarebbe stato un vero peccato lasciar morire un’attività che da più di quaranta anni era stata il fulcro del paese. Sarebbe potuto accadere che, nel caso il negozio fosse stato messo in vendita, i nuovi acquirenti avrebbero avuto solo interesse a tenerlo aperto quattro mesi all’anno e poi d’inverno sarebbe rimasto chiuso. Ciò avrebbe comportato dei disagi per gli abitanti, soprattutto più anziani che sarebbero stati costretti ad andare giù a valle, anche solo per comprare un chilo di mele o anche solo un limone. Disagi anche per gli studenti della scuola che non avrebbero saputo dove procurarsi la colazione, disagi per i turisti sempre più numerosi grazie alle tante iniziative presenti tutto l’anno a Badia Prataglia.
Oltretutto, visto che gli affari non andavano tanto bene neanche agli altri negozianti, e che il paese ormai è popolato da poco più di cinquecento anime e un’altra chiusura non avrebbe giovato a nessuno, mi è venuta l’idea di proporre un accordo: unire tutte le categorie merceologiche in un unico supermarket. Ci siamo riuniti io; Sara Bigiarini, figlia della fornaia e Franco Ciampelli ex proprietario del Despar per creare una società. In questo modo abbiamo scongiurato non solo la chiusura di uno dei negozi più importanti di Badia Prataglia, ma abbiamo anche creato nuovo lavoro e dimostrato che l’unione è più forte della concorrenza tra commercianti.
Adesso in paese, ma ciò vale anche per i numerosi visitatori, le persone sanno che possono contare sul nostro supermarket o emporio per ogni necessità, che va dal mazzo di fiori da portare al camposanto, da regalare nel giorno di San Valentino o in quello della festa della mamma, al barattolo di funghi porcini, alla crostata di mele per la merenda etc. ai beni di prima necessità, agli oggetti da souvenir, ai vini. In pratica è come se noi avessimo riunito quattro negozi sparsi in punti diversi del paese in un unico locale. Dove c’era la vendita dei prodotti da forno, oltretutto molto rinomati, ora c’è solo la produzione, mentre la vendita dei prodotti si fa nel supermarket.
Il risultato è che noi siamo contenti che si sia formato un gruppo di lavoro unito e ciò sarà un bene per tutti. Purtroppo in diverse altre realtà locali, molti negozi e botteghe stanno chiudendo, la gente è costretta a recarsi nei grandi centri commerciali per gli acquisti, mentre noi vorremmo vedere un’inversione di tendenza, ed essere una realtà da prendere come esempio anche per i borghi più piccoli del Casentino, perché se i commercianti, anziché farsi la guerra tra di loro, pensassero a unire le loro forze e risorse, allora ne gioverebbero loro stessi, gli abitanti e l’intera vallata.
Comunque non dimentichiamo che Badia Prataglia è conosciuta in tutta Italia grazie al negozio “Tacconi”che è stato per tanti anni un polo di attrazione perché venivano persone da ogni regione per comprare le attrezzature per sciare.
Poi il “Trail sacred forests” organizzato benissimo, in questi anni ci ha ridato una sferzata di aria nuova e slancio vitale, in più ha fatto conoscere le nostre meravigliose foreste a un pubblico europeo.
Da non dimenticare poi che qui in paese passa la via che porta i pellegrini fino ad Assisi, partendo dalla vicina Romagna. Infine penso ci siano tutte le condizioni per un incremento futuro del commercio e del turismo a Badia, che spero tornerà agli splendori di un tempo».

(tratto da CASENTINO2000 | n. 312 | Novembre 2019)