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martedì, 5 Luglio 2022

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Dall’Unione dei Comuni al Partito Unico del Casentino

I tumulti all’Unione dei Comuni continuano a tenere banco sulla scena politica. Abbiamo già espresso la nostra solidarietà ai lavoratori nei cui confronti non possono essere addossate responsabilità organizzative che competono invece alla politica, per anni concentrata ad alimentare una macchina cotta e decotta, poco efficiente ed evidentemente poco economica a sentire certe sirene e invece fattaci passare come un esempio di ingegneria amministrativa.
Ad onor di verità, per chi come noi è MINORANZA, devono essere fatte alcune riflessioni per non alimentare confusione nella conclusione.

Il merito all’ex Presidente di aver alzato il vaso di Pandora. Ora però se sa parli, e si vada fino in fondo, perché altrimenti la quadra continua a non quadrarci, a partire da quel piano di esubero del personale da un milione di euro pubblicizzato come risparmio per la spesa pubblica, quasi a voler rimbrodolare che in un anno di sua presidenza si è fatto tutto e il contrario di tutto.
Qualcuno potrebbe chiedersi dov’era anni fa l’impavido Breveheart, quando per un contrasto diretto con il Segretario Grifagni, fu fatto fuori dall’Unione l’allora dirigente Simone Borchi, notoriamente schierato a sinistra, e che ebbe il coraggio (lui si) di denunciare alcune illegittimità allora commesse dal Segretario Generale e dalla Giunta, quest’ultima in particolare per aver destinato cospicue risorse ricevute dalla Regione ed assegnate al settore forestazione ad altri carenti capitoli di spesa dell’Ente.

Ci dirà ancora l’ex Presidente, neo Assessore scozzese del risparmio, chi ha concepito come efficiente la nuova distribuzione di posizioni organizzative nel numero di tredici incarichi di servizio (delibera n. 13 del 14.01.2015), poi disconosciuta.
È nell’albo pretorio per chi volesse leggersi l’intero provvedimento, ma noi vogliamo togliervi subito qualche curiosità svelandovi o ricordandovi chi sono stati i Sindaci favorevoli e chi i contrari. Presenti 6, assenti 2 (Poppi e Ortignano), votanti 6, astenuti 0, contrari 0, favorevoli 6: Paolo Agostini (Presidente e Sindaco di Castel San Niccolò), Gianpaolo Tellini (Chiusi della Verna), Valentina Calbi (Chitignano), Eleonora Ducci (Talla), Massimiliano Mugnaini (Montemignaio), Massimiliano Sestini (Castel Focognano).

Una domanda ci sorge allora spontanea: non sarà mica che per riallacciare un rapporto con l’elettorato deluso del post elezioni regionali (quel 50% assenteista) si stia muovendo un disegno politico, con una regia che va oltre il Sindaco Scozzese, così da ottenere il plauso dell’opinione pubblica che trova facile sfogo al suo primo desiderio: mandare a casa tutti quei vagabondi dipendenti pubblici? E qualcuno aggiungerebbe pure fannulloni e raccomandati.
Guardando il movimento di opinione post consiglio parrebbe che il disegno stia riuscendo, a meno che non si pensi davvero che per sostenere il PD, o quel che sarà un domani il nome diversamente democratico di questo partito e noi lo vogliamo chiamare Partito Unico del Casentino, occorra necessariamente avere una tessera.

Ben fatto verrebbe da dire. Perché se mettiamo il caso che un giorno arrivi un Vincenzo Ceccarelli (tanto per fare un nome) ad accontentare tutti in quel progetto di vero Comune Unico che ancora nessuno pronuncia, ma che è più vicino di quanto si pensi, il gioco è fatto!
Santa Mama, la viabilità indegna, i trasporti pubblici del Casentino fermi al palo, un’economia stagnata da decenni in piani industriali che non si sa cosa ci incastrino col Casentino (valle ormai chiusa dalle vie di comunicazione principali). Ecco allora la ciclopista e lo Stia-Firenze, queste si che ci salveranno!

Altro punto che riguarda l’assetto amministrativo attuale del Casentino, con il PD che pare già essersi spartito i suoi territori.
In questo scenario si conferma ancora l’assenza dell’Amministrazione Comunale di Poppi, forse stretta alla porta dall’impossibilità di prendere un’iniziativa politica, della quale abbiamo più volte sollecitato il Sindaco affinché assumesse il ruolo di capofila di quel progetto di aggregazione votato anche da lui un anno e mezzo fa, e per il quale però non si è passati ancora dalle parole ai fatti (Poppi, Ortignano, Castel S.Niccolò guardando poi a Pratovecchio-Stia), con un disegno che prefigurava non quattro, ma due comuni in Casentino, soluzione molto più logica e funzionale nell’ottica di un effettivo risparmio di spesa a cui ora tutti sono votati con lo sbandieramento di licenziamenti fuori dalla grazia di Dio, ciò nell’attesa della creatura per eccellenza, la nascita del predetto Comune Unico del Casentino.

Ma, evidentemente, questa soluzione è in contrasto con gli interessi dell’onnipresente PD, che pare preoccuparsi di avere più referenti-controllori del territorio che del territorio stesso.
E visto che piove sul bagnato, l’arrogarsi il nome Casentino in un progetto di fusione per pochi è la ciliegina sulla torta.
Un’ultima considerazione, la dedichiamo alle minoranze del Casentino.
Se a noi qualcuno ci accusa di non battere forte il colpo, beh colpisce la loro assenza, il loro essere quasi al traino dell’ideale scozzese, vittime che non sanno o non vogliono sapere quanto è alto il rischio che si sta correndo. Diciamocelo chiaramente, noi minoranze, di questo passo, finiremo per portare voti al Partito Unico del Casentino e la Minoranza di Poppi, a costo di tenersi il suo pugno di voti, in quel partito non ci vuole mettere nemmeno il naso.
Per questo motivo, per chi ci crede e per prepararci al possibile scenario futuro, è giunto il momento che ci sia una voce che parli per il Casentino (o almeno per la minoranza del Casentino) e che stigmatizzi ciò che è accaduto e sta accadendo, proponendo un disegno diverso rispetto ai quattro comuni e una diversa riorganizzazione dei servizi da gestire a livello consortile (previa abolizione dell’Unione dei Comuni).
Non è semplice, lo riconosciamo, ma è opportuno che ciò avvenga da subito per evitare il tracimare di voti di tutto quell’elettorato che nel PD non si riconosce, ma che forse nella Scozia a questo punto ci crede.
Sempre come Minoranza di Poppi, abbiamo già sollecitato l’apertura di un tavolo costituente che tratti seriamente dell’assetto istituzionale del Casentino.

L’appello è anche alle forze politiche alternative non solo al PD, ma alla cultura politica di quel partito che sta dimostrando tutti i suoi limiti nel rilanciarsi, nel fare squadra. Si pensi al tema della riforma sanitaria alla quale noi crediamo fermamente. È accettabile svilire servizi pubblici di eccellenza (che tutti paghiamo), oppure prosciugare risorse di interi Ospedali allungando i tempi delle liste di attesa per favorire l’interesse di questo o quel privato?
Questo è il PD dal quale la Scozia si assume l’indipendenza cari cittadini Casentinesi.

Sfidiamo pertanto tutti i Consigli Comunali del Casentino, a che seguendo l’esempio di Poppi, sostengano le ragioni del Comitato Promotore il Referendum abrogativo alla legge 28, quesito legittimato dal Collegio di Garanzia della Regione Toscana il giorno stesso del putiferio all’Unione. Si dimostri nei fatti di essere veramente liberi.
L’augurio conclusivo che ci facciamo è che la politica locale si mostri all’altezza della situazione (certo non facile) dando risposte alle domande che più affliggono i cittadini: una pubblica amministrazione più efficiente ed economica, la possibilità di creare ancora sviluppo e benessere in Casentino, facendo perno sul patrimonio culturale e sul turismo (sia religioso che legato al quadro naturalistico del Parco) che sono per il Casentino una incommensurabile fonte di ricchezza, la presa d’atto della necessità di una conversione strategica dell’economia del Casentino che la realtà ci impone, fatta non solo di dipendenti pubblici.
Leggendo le prime dichiarazioni rilasciate dal nuovo Presidente all’Unione, non c’è da stare allegri.

LISTA CIVICA POPPI LIBERA

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