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domenica, 3 Luglio 2022

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Eleonora Boschi, un anno vissuto… in Cina

di Sara Trapani – Un’esperienza sicuramente da raccontare quella che ha visto protagonista Eleonora Boschi, una giovane ragazza casentinese che è riuscita a realizzare il suo sogno: trascorrere un anno in Cina con Intercultura.
Parlaci un po’ di te: quanti anni hai, dove abiti, cosa fai… «Ho 17 anni e abito a Poppi. Sono una studentessa del Liceo Linguistico Francesco Redi di Arezzo e studio inglese, cinese e spagnolo. A primo impatto posso apparire come una persona piuttosto timida e riservata ma sono una ragazza alla quale piace stare in compagnia e fare sempre cose nuove. Le lingue straniere, la musica, la lettura e il viaggio sono la mia passione e mi piace dedicare parte del mio tempo libero a questo».
Hai preso parte alle selezioni con Intercultura per partecipare ad un anno di scuola in un paese straniero perché? «L’idea di fare un’esperienza all’estero era nella mia testa da molto tempo, da quando frequentavo le scuole medie, o forse anche prima, inizialmente però si trattava di periodi più brevi, qualche settimana durante l’estate; ma a settembre del 2016, dopo un incontro organizzato a scuola con Intercultura tutto è cambiato. Durante quella riunione ho capito che partire per un anno era quello che desideravo di più. Intercultura è un’associazione onlus che promuove viaggi all’estero per ragazzi dai 15 ai 17 anni per un periodo che va da un mese a dieci mesi. Ancora oggi non so dirvi bene quale sia stato il motivo che mi ha spinto a iscrivermi ad Intercultura, ma so per certo che c’era più di una motivazione. Imparare una nuova lingua, conoscere una nuova cultura, entrare in contatto con persone provenienti da tutto il mondo, aprire la mia mente, mettermi in gioco, fare nuove esperienze. Quando mi sono iscritta non ero del tutto consapevole di cosa volesse davvero dire stare lontano da casa per un anno, non pensavo a quanto sarebbe stato difficile e molte volte i miei genitori e gli stessi volontari di intercultura me lo hanno ripetuto e hanno cercato di farmi riflettere su questo, ma io ero ormai decisa e una sola cosa contava per me: partire. Dal momento in cui mi sono iscritta, nell’ottobre del 2016, è iniziato il mio percorso che non si è ancora concluso e che non terminerà mai del tutto. Dall’iscrizione alla partenza sono passati 9 mesi, durante i quali ho affrontato prima un periodo di selezione e una volta superato quello, un periodo di formazione alla partenza. I risultati delle selezioni sono usciti il 21 Febbraio 2017, dopo due mesi di attesa in cui mi ritrovavo a controllare l’e-mail ad ogni ora; avevo vinto la borsa di studio per la Cina».

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Come è andato il viaggio? Raccontaci un po’ quale è stata la tua esperienza. «Il viaggio vero e proprio è iniziato la sera del 17 Agosto 2017, quando alle 22:55 circa l’aereo sul quale eravamo io e i miei amici e compagni di viaggio (eravamo circa 100 ragazzi) è decollato dall’Italia con destinazione Cina. La Cina è un paese enorme ed io ero nella Provincia più a sud, la bellissima isola di Hainan. Quando pensavo alla mia futura vita in Cina non mi è mai passato per la mente che avrei potuto trascorrere dieci mesi in una città caldissima, in riva al mare, con le strade invase dalle palme e bere acqua di cocco praticamente ogni giorno, invece è stato proprio così. I primi giorni sono stati un continuo alternarsi di eccitazione e paura. L’impatto con la cultura cinese è stato forte e lo “Shock Culturale” di cui Intercultura ci aveva tanto parlato durante la formazione non era poco. Durante il mio anno in Cina non sono stata con una sola famiglia ospitante e questo ha portato a varie difficoltà, ma non è da considerarsi soltanto una cosa negativa perché in questo modo ho avuto la possibilità di conoscere più persone e capire molte più cose sulla cultura cinese e sul loro approccio con la famiglia. La scuola in Cina inizia il 1 Settembre e dato che io ero una studentessa del primo anno del 高中Gāozhōng, cioè della scuola superiore, durante la prima settimana di scuola io e la mia classe abbiamo fatto il Military training, una settimana di allenamento militare. Ho passato la maggior parte del mio tempo a scuola che in Cina è la cosa più importante per un adolescente. Iniziavo la mattina alle 7:20 e finivo il pomeriggio alle 17:05. Pranzavo a scuola e facevo il riposino pomeridiano nel dormitorio scolastico. Nella mia città eravamo 8 studenti stranieri di sei nazionalità diverse e sono davvero grata a tutti loro. Non è stato facile adeguarsi alla vita cinese, ma giorno dopo giorno tutto quello che inizialmente mi sembrava strano diventava normalità. Non è stato tutto perfetto ma sono riuscita a trasformare ogni ostacolo in vittoria ed è questa la cosa che adesso mi rende orgogliosa e felice di come è andata. Ho avuto la possibilità di viaggiare in città diverse della Cina e questo mi ha permesso di imparare molto di più su questo immenso paese».
Cosa ti sei portata a casa da questo viaggio? «Sicuramente mi sono riportata a casa una valigia piena di ricordi e di esperienze che nessuno potrà mai rubarmi, e giorno dopo giorno sto scoprendo chi sono. Questo viaggio mi ha insegnato a non aver paura, ad essere indipendente e a risolvere da sola situazioni difficili. Mi ha insegnato ad amare ciò che si ha: la propria famiglia, i propri amici, il proprio paese. Mi sono portata a casa anche i sorrisi dei bambini cinesi, i momenti con i miei compagni di classe e gli abbracci dei miei amici stranieri. I ricordi di nottate insonni in Hotel con i miei amici italiani, di viaggi in treni sporchissimi, dei mille aerei presi, delle corse dietro autobus persi, dei momenti felici a Shanghai, nello Yunnan o nel Xian, quando camminavo spensierata per le vie della mia amata Cina alla scoperta di nuovi posti con delle persone che non dimenticherò mai».
È un esperienza che rifaresti? La consiglieresti anche ad altri ragazzi? «Assolutamente si. Se potessi tornare indietro nel 2016 io prenderei la stessa decisione e se oggi, dopo aver fatto la mia esperienza in Cina mi proponessero di partire di nuovo andrei subito. È una cosa che consiglio a tutti, amanti dei viaggi e non, a coloro che parlano 3 lingue e a chi neanche sa l’inglese. La consiglio specialmente a chi piace l’avventura, a chi piace correre il rischio e a chi vuole scoprire qualcosa in più, su se stesso e su ciò che lo circonda.
Non si deve aver paura, se una cosa la si vuole si è disposti a tutto pur di ottenerla e la Cina mi ha insegnato anche questo, a non mollare mai».

(tratto da CASENTINO2000 | n. 299 | Ottobre 2018)

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