di Melissa Frulloni – La signora Stefania Agostini ci ha telefonato un sabato mattina, arrabbiata e amareggiata della difficile situazione che vive ogni giorno a casa sua. Non ce la fa più e ha pensato di rivolgersi al nostro giornale nella speranza che il coinvolgimento dell’opinione pubblica possa risolvere questo problema contro il quale lotta da quasi 10 anni. Stefania vive a Pollino, la frazione di Bibbiena abbarbicata sulla lunga e ripida salita che porta alla parte alta paese e che si affaccia sulla SR71, quasi all’altezza della stazione ferroviaria di Corsalone. La posizione non è sicuramente delle migliori e tutte le volte che siete passati per Pollino, vi sarete resi conto che la viabilità di tutta la zona non è affatto facile, anzi come ci dice Stefania è davvero “terribile!”

Pollino è una zona di Bibbiena a cui non si fa troppo caso, un luogo di passaggio, dove ogni giorno transitano tanti casentinesi da e per Arezzo. Eppure qui vivono diversi bibbienesi che, come ci racconta Stefania, devono fare costantemente i conti con la difficile posizione in cui si trova l’abitato e forse anche con le varie amministrazioni che negli anni non hanno mai voluto ascoltare le richieste degli abitanti di Pollino.

“Sono quasi 10 anni che facciamo petizioni, mandiamo lettere e mail, ci siamo incontrati più volte con il sindaco Bernardini, ma la situazione a Pollino non cambia. Io ho vissuto per diverso tempo in Francia e sono tornata in Casentino nel 2013, ma già nel 2002 abbiamo iniziato a lamentarci delle viabilità della zona.” Nel 2012, insieme agli altri abitanti di Pollino, Stefania aveva inviato una petizione al sindaco Bernardini elencando punto dopo punto i disagi e le criticità riscontrate nella viabilità di Pollino, auspicando un incontro con il primo cittadino e quindi la possibilità di trovare una soluzione a tutti quei problemi. Una nuova lettera al sindaco è stata inviata dalla signora anche nell’ottobre del 2016 in cui venivano nuovamente fatte presenti le stesse criticità di tanti anni prima, a testimonianza del fatto che nulla era cambiato nel corso del tempo. Nella lettera si legge: “(…) nonostante i ripetuti appelli e le numerose richieste di molti residenti ho dovuto constatare, con profonda amarezza, da parte vostra un’assoluta mancanza di sensibilità nei confronti di una minoranza di cittadini bibbienesi che da anni sono chiamati a convivere con una situazione sempre più insostenibile e preoccupante per la propria incolumità e per quella di chiunque transiti nella zona di residenza (…)”

In particolare gli abitanti di Pollino lamentano l’assenza di un marciapiede nel tratto della SR71 tra l’incrocio di Via Pollino e la stazione di Corsalone che costringe i pedoni a transitare al bordo della strada rischiando di essere urtati dalle auto e dagli altri veicoli che transitano velocemente sulla regionale: “A piedi non possiamo andare da nessuna parte, né verso la pista ciclabile, né alla stazione, dato che il rischio di essere investiti è davvero elevato! Anche per buttare la spazzatura nel cassonetto dell’immondizia la nostra incolumità è messa a rischio, le strisce pedonali sulla regionale non sono adeguatamente segnalate e illuminate e attraversare la SR71 con le velocità che le vetture raggiungono in quel tratto è davvero un pericolo.” Ci spiega Stefania.

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L’illuminazione stradale è un altro tasto dolente al Pollino: “In Località Camprena, nella strada che porta a Soci, ho contato 42 lampioni! Sulle strisce pedonali ce ne sono addirittura 2, uno più in alto e uno in basso proprio sopra all’attraversamento. L’intervento del comune di Bibbiena su Soci è stato importante e fatto bene, con i marciapiedi rifatti e una giusta illuminazione per quella strada. Ma perché allora non investire qualcosa anche su Pollino, dato che il tratto è molto più pericoloso e ci transitano molti più veicoli? La situazione da noi è davvero drammatica! Pensate che a me un camion ha buttato giù il muro di casa perché non riusciva a passare dalla strada troppo stretta, poi è andato via e io mi sono ritrovata con questo “bel” danno…”

Il Comune di Bibbiena ha già esternalizzato il servizio di illuminazione, tramite gara, ad una ditta, quindi tutti gli abitanti aspettano fiduciosi l’arrivo dei lampioni a led, ma soprattutto quello che chiedono è una maggiore segnaletica stradale che evidenzi in modo più preciso l’attraversamento pedonale e il limite di velocità che spesso non viene rispettato dagli automobilisti. Il problema di Pollino è anche quello di tutta la nostra SR71, una strada secondaria e periferica che tutti noi consideriamo una strada a scorrimento veloce. La nostra, invece è una strada di campagna, con varianti e rattoppamenti che non la rendono certo la viabilità che servirebbe a collegare una zona come il Casentino ad Arezzo.

“Altro grande problema è l’incrocio tra Via Pollino e la regionale. Chi si immette verso Arezzo ha delle serie difficoltà ad utilizzare lo specchio posto al bordo della carreggiata, specialmente di buio o se piove e c’è nebbia. La visibilità è veramente scarsa, aggravata anche dalla pendenza della strada e da una leggera semicurva nel tratto di strada a destra dell’incrocio. Di disgrazie sfiorate ce ne sono state anche troppe! Per rendersi conto della reale situazione che si vive a Pollino, vi basti sapere che qualche anno fa, ad agosto, con un caldo incredibile, un’ambulanza e una corriera sono rimaste incastrate nella discesa. L’ambulanza andava su verso l’ospedale e la corriera in giù verso la regionale. L’ambulanza ha cercato di tornare indietro, di fare qualche manovra per riuscire a passare, ma nella salita la frizione si è bruciata ed è dovuto intervenire un altro mezzo di soccorso per trasportare il paziente che era all’interno. Di sicuro se quello era un caso grave, il paziente sarebbe morto dato che tutta questa “operazione” è durata circa un’ora…”

La risposta del sindaco Bernardini è arrivata il 3 dicembre 2016 indirizzata alla signora Stefania. Nella lettera si legge che “il tratto di strada in oggetto è la Strada Regionale 71, soggetta alla progettazione della variante denominata “Di Corsalone” che andrà a modificare il tracciato stradale esistente, ai fini della messa in sicurezza, anche pedonale.” La variante “Di Corsalone”? Ma di cosa stiamo parlando? Forse della variante che eliminerebbe anche il mostro della Sacci dallo scenario Casentinese e che ridisegnerebbe tutta la viabilità della SR71 a Corsalone? Bene, quindi l’intervento per quando è previsto? In quale era? Dato che ancora il progetto è solo ad uno stadio embrionale e non ci sono neppure i presupposti per partire? Non capiamo davvero questa risposta da parte dell’amministrazione comunale… È chiaro che il Comune non possa fare grandi cose di fronte ad una viabilità, come quella casentinese, provata da anni di rattoppi e varianti, ma un minimo di intervento sembra d’obbligo e anche dovuto ai cittadini di Pollino.

Quello che chiedono sono lampioni, strisce pedonali meglio segnalate, cartelli con il limite di velocità ben evidente, magari anche un rallentatore e un marciapiede per raggiungere la stazione. Come si possono rimandare questi problemi (se vogliamo risolvibili) ad un intervento mastodontico come quello della variante “Di Corsalone” che modificherebbe praticamente gran parte della viabilità casentinese?

“Ho letto un articolo sul giornale in cui si titolava che è stato siglato un accordo di milioni di euro per “interventi utili allo sviluppo” del Casentino. Spero che qualcosa ci sia anche per gli abitanti della zona di Pollino, dato che la situazione che stiamo vivendo è un pericolo sia per noi che per le persone che ci transitano. Anche se ad oggi sembra che Pollino e chi ci vive, siano stati messi da parte e dimenticati.”

(tratto da CASENTINO2000 | n. 281 | Aprile 2017)