«Con la giornata di ieri si è chiusa una grande prova di democrazia per il Partito Democratico e per il centrosinistra, che ha dimostrato ancora una volta come le primarie, di cui in Italia al momento pare essere il solo convinto sostenitore, siano una grande occasione di apertura e per rendere protagonisti centinaia di migliaia di cittadini. Una partecipazione che, inoltre, sarebbe stata davvero ampia se l’accesso alle primarie fosse stato più semplice – commenta il consigliere regionale Enzo Brogi – Renzi ha condotto la sua campagna con coraggio e con la forza delle sue idee, e il risultato finale che a livello nazionale sfiora il 40% è un segnale forte, su cui il Partito Democratico è chiamato a riflettere, in primis in Toscana dove Renzi ha confermato il successo di sette giorni fa. Soprattutto ci tengo a ringraziare gli elettori della provincia di Arezzo e del Valdarno, aree dove Renzi ha avuto la migliore affermazione e dove nelle ultime settimane, durante le iniziative a cui ho partecipato, ho incontrato tante persone entusiaste e soprattutto tanti giovani pieni di speranza, coraggio e con la voglia di impegnarsi per il futuro.
Renzi ha perso, il suo messaggio non è stato compreso dalla maggioranza degli elettori, ed anch’io credo che abbia commesso qualche errore, ma rimane comunque un’occasione, per il centrosinistra e per il Pd ma anche per la politica italiana, di andare concretamente verso il cambiamento, verso una visione più moderna e dinamica della società, verso una politica più libera dai condizionamenti dei vecchi schemi – conclude Brogi – Il risultato del ballottaggio parla chiaro e quella di Bersani è una vittoria che ne rafforza la leadership. Adesso dovrà essere capace di costruire una seria proposta di governo per il Paese e per farlo credo che dovrà riuscire a includere, non tanto in termini di accordi e candidature decise col bilancino, quanto piuttosto riuscendo a far tesoro del grande entusiasmo e dei consensi che Renzi ha raccolto sul suo programma. È importante rendere complementari le due proposte che si sono sfidate, per uscire veramente arricchiti da questa esperienza, per non disperdere e non tradire la fiducia del popolo delle primarie e per andare verso le elezioni non solo per vincerle, ma soprattutto per poi governare il Paese in maniera forte e incisiva, con lo scopo di far uscire l’Italia dalle difficoltà che la attanagliano. E ora, quindi, riprendendo una delle famose metafore di Bersani: rimbocchiamoci tutti le maniche, che non siamo mica qui a pettinar le bambole».