Il Comitato Salute Casentinese ha deciso di presentare un Esposto alla Procura della Repubblica al fine di denunciare e fare chiarezza su azioni e sviluppi nell’ambito della sanità e della gestione dell’Ospedale del Casentino, contrari alle vigenti leggi e alla Costituzione della Repubblica (art. 32): nel dettaglio, l’Ospedale di Bibbiena possiede tutte le caratteristiche per ottenere il riconoscimento di “presidio ospedaliero di area disagiata” e pertanto, deve essere mantenuto in piena efficienza, in deroga al Patto per la Salute che prevede la chiusura delle strutture con meno di 120 posti letto. La realtà oggi è che numerosi reparti ed il punto nascita sono chiusi, come da notizie di cronaca apparse sulla stampa nei mesi scorsi.

Partendo dal presupposto che Il Patto Territoriale della Zona Casentino, sottoscritto dalla Conferenza dei Sindaci del Casentino in data 29 febbraio 2016 (riportato nel suddetto Esposto) prevedeva che la chiusura del punto nascita dell’Ospedale di Bibbiena potesse essere portata a compimento solo mantenendo inalterata l’intera offerta ospedaliera territoriale nonché la situazione delle strutture e dei distretti esistente, al momento della firma.

A ciò si aggiunga che l’assetti dei distretti e dei servizi ospedalieri territoriali sono stati definitivamente modificati, in quanto:

A luglio è stata decisa la chiusura dell’urgenza chirurgica da inizio del 2017 , come da PAV approvato il 1 luglio 2016;

La Giunta regionale PD ha disposto l’accorpamento di Arezzo, ValTiberina e Casentino in un’unica zona distrettuale facente capo alla struttura ospedaliera del capoluogo Aretino e prevedendo dunque la dismissione graduale dei presidi di Bibbiena e Sansepolcro, già decisa dalla ASL con la delibera N.1133 del 11-10-2016.

Quindi, stando a quanto previsto nel Progetto di Area Vasta e in questi ultimi atti si evince chiaramente che i Patti Territoriali del 29 febbraio 2016 non sono stati rispettati al pari del Decreto del Ministero della Salute 02.04.2015 n. 70.

Pertanto i reati denunciati e per i quali abbiamo richiesto chiarezza e indagini sono:

  • Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità ex art. 340 c.p.
  • Abuso d’ufficio ex art. 323 c.p.
  • Omissione atti di ufficio ex art. 328 c.p.

E o altri reati.

Nonostante i nostri sforzi nella ricerca di dialogo e chiarimenti con le Istituzioni locali e la ASL siamo stati costretti ad avviare delle azioni legali poiché nonostante le loro ripetute rassicurazioni siamo venuti a conoscenza di ulteriori e imminenti depotenziamenti ovvero la chiusura di un terzo reparto, quale la Rianimazione.

Durante la Nostra prossima Assemblea in programma per il 18 giugno 2017 che si svolgerà presso il Centro Sociale di Bibbiena alle ore 20:45 sarà nostra premura aggiornare tutta la popolazione su ciò che sarà il nostro futuro in ambito sanitario portando proposte risolutive e concrete che a oggi esistono ma mancano di volontà politica, tassello fondamentale per salvare il Nostro Ospedale. Confidando in una partecipazione importante da parte della popolazione invitiamo alla mobilitazione ma soprattutto ad una corretta informazione, Noi siamo qui per questo.