“Treni fatiscenti, continui disservizi e orari impossibili. L’assessore affronti i ‘viaggi della speranza’ dei pendolari”. «Ci uniamo ai numerosi appelli dei pendolari della linea Stia-Arezzo che lamentano orari ostici e tempi di percorrenza biblici: un’ora e dieci per fare appena 45 chilometri è davvero troppo. Se a ciò si aggiunge l’aumento del prezzo di biglietti e abbonamenti, la situazione diventa intollerabile». È il commento del capogruppo di “Più Toscana”, Antonio Gambetta Vianna, che punta il dito sulla morsa degrado e sui disservizi della linea percorsa dal treno del Casentino. «I convogli – spiega – sono freddi e fatiscenti, senza contare che in molti di essi i passeggeri sono costretti a viaggiare con l’ombrello aperto per le infiltrazioni. Alcuni pendolari, in riferimento al treno delle 6.30 in partenza da Stia, parlano perfino di impossibilità di tenere chiusi i finestrini se non grazie alle tende parasole».

Disagi che pesano soprattutto sulle spalle dei più giovani, studenti a cui non rimane altra scelta per arrivare a scuola che salire su carrozze che cadono a pezzi. Una situazione critica a cui si aggiungono i problemi portati dalla rivoluzione degli orari sulla tratta Pratovecchio-Stia-Arezzo. «In cartellone ci sono orari ostici e di difficile memorizzazione – dice –, ma questo sarebbe il meno se almeno i tempi di percorrenza fossero rispettati in modo da garantire a pendolari e lavoratori la certezza delle coincidenze e il rispetto dei propri impegni. Sono viaggi della speranza che i passeggeri sicuramente non meritano. Perciò – conclude Gambetta Vianna –, invito l’assessore Ceccobao a farsi un giro alle 6 del mattino in una carrozza della tratta Stia-Arezzo, magari davanti a un finestrino bloccato dopo aver aspettato mezz’ora un treno che di arrivare non ne vuole sapere».