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martedì, 5 Luglio 2022

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Frenata sulle fusioni? «La responsabilità è di un partito politico che di “democratico” ha solo il nome»

“Se il processo verso le fusioni si blocca la responsabilità non è certo di Bibbiena. Mi dispiace evidenziare l’ovvio, ma se tutto questo progetto avrà una battuta di arresto la responsabilità assoluta è di un partito politico che di “democratico” ha solo un nome che porta indegnamente, negando, in verità, i più elementari diritti dei cittadini”. Così commenta il Sindaco Daniele Bernardini in merito a quanto sostenuto dal Pd bibbinese.

Il primo cittadino di Bibbiena argomenta così il suo assunto: “Tutto il processo è in mano dei consiglieri regionali i quali dovrebbero dar corso alle libere richieste di 972 cittadini di Chiusi della Verna che vorrebbero entrare a far parte della fusione. Parlare, come fa il Pd di Bibbiena, di ricatto è un po’ il manifesto indiretto del loro modo di agire: chi pensa male, agisce male. Nella delibera del Consiglio di Bibbiena c’è espresso a chiare lettere il riferimento imprescindibile al Comitato libero di Chiusi della Verna, basta leggere. In sostanza stiamo portando avanti quelle linee guida, nel rispetto di un percorso intrapreso e soprattutto delle idee che abbiamo sempre sostenuto. Capisco che tutto questo (rispetto per le proprie idee, rispetto dei patti presi) sia difficile da comprendere per i rappresentanti di un partito come il PD che si proclama democratico e misconosce il volere dei cittadini; che dice di agire per la gente mentre al contrario lo fa per perpetrare un potere.

In realtà la situazione è chiara e lineare come il nostro agire: per una semplificazione assoluta non possiamo misconoscere la richiesta di Chiusi e della sua gente; farlo vorrebbe dire accontentarsi di un risultato minimo. Non possiamo lasciare in disparte una richiesta così importante, quando ci sono i tempi, le possibilità e l’urgenza per un Casentino che chiede semplificazione e coraggio. Le cose sarebbero state certamente diverse se non ci fosse stato un movimento di opinione così grande e profondo come è stato quello che si ha in questo momento nel comune di Chiusi della Verna e per volere dei cittadini.

Non ho intenzione di misconoscerlo, così come espresso anche nei documenti prodotti dal Consiglio; chi se la sente, lo faccia pure. Però non accetto lezioni di correttezza da chi non ne ha mai avuta né nei miei confronti – ma di ciò ne ero consapevole – né nei confronti della gente. La coerenza è un bene che pochi si possono permettere”.

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