di Riccardo Buffetti – L’annuncio del vaccino creato dalla sinergia fra le aziende biofarmaceutiche Pfizer-BioNTech ha acceso una luce di speranza per la prima volta dall’inizio della pandemia causata dal Covid-19. Dalla sperimentazione alla distribuzione, esso ha avuto (e dovrà ancora attendere) l’approvazione da molte nazioni europee e non. Nel frattempo gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno dato un giudizio molto positivo sull’utilizzo seppur in contrasto con l’Ema (Agenzia europea per i medicinali) che ancora deve decidere se approvare il vaccino sviluppato dall’azienda tedesca e da quella americana. Ovviamente il mondo non è rimasto a guardare e i Governi dei vari Paesi già si stanno attrezzando per averne massicce dosi. Qui entra in scena un piccolo dilemma: come si conserva un vaccino che deve rimanere a una temperatura compresa tra i 70 e gli 80 gradi sotto zero? In Italia la soluzione è chiamata ghiaccio secco, ed i macchinari in grado di mantenere il vaccino alla temperatura ideale di -78 gradi sono prodotti nel nostro paese unicamente da un’azienda … di Subbiano! Infatti, la Locatelli Meccanica è di fatto l’unica in Italia a realizzare questa tipologia di strumenti.

«Nel corso della nostra storia non siamo partiti subito con il ghiaccio secco – ci racconta Giulio Locatelli (nella foto), responsabile commerciale e titolare, insieme a Beatrice e Sergio (nella foto sotto con Giulio), dell’azienda, giunta alla terza generazione in famiglia. – La “Locatelli Meccanica” che conosciamo oggi nasce nel 1924 da Italo e Sergio, fratelli residenti nel nostro paese (Subbiano, n.d.r) e meccanici che riparavano prettamente macchine agricole. Il punto di svolta è arrivato grazie ad un altro subbianese che aveva una fabbrica di mattonelle per cemento. Prima di tornare dalla Libia nel post prima guerra mondiale, era riuscito ad allacciare dei rapporti commerciali con persone del posto, che gli chiesero di esportare lì le mattonelle che la sua famiglia, Cherubini, produceva. Aveva però bisogno di una macchina più professionale rispetto a quelle che utilizzava per la produzione, quindi si rivolse a mio nonno e suo fratello. L’evento battezzò la prima pressa idraulica dell’azienda, che da quel momento iniziò a produrle per il settore delle mattonelle, dove siamo stati leader mondiali per oltre 30 anni. Poi ci sono stati vari passaggi fin quando, dopo la seconda guerra, i miei genitori e zii hanno iniziato, vista l’alta richiesta, a produrre presse per lo stampaggio del metallo e dell’oro. Il ghiaccio secco è recente: nel 1998 un’azienda di Pergine Valdarno ci chiese di realizzargli una pressa idraulica per produrlo. E qui inizia la storia recente. Da allora ci siamo cimentati in questa sfida e abbiamo costruito queste macchine che risultano molto complesse, per questo in Italia siamo praticamente solo noi, è una fetta di mercato molto di nicchia. Nel corso del tempo abbiamo sviluppato vari modelli sia per il mercato italiano che per quello estero. Abbiamo un rivenditore in Belgio che riesce a distribuirle in tutto il mondo».

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Però per poter mantenere la catena del freddo durante il trasporto, non basta solo creare il ghiaccio…
«Con l’avvento della notizia che il vaccino sarebbe dovuto essere conservato ad una temperatura così bassa, siamo stati subito contattati in quanto facciamo parte di quelle poche serie aziende nel mondo a trattare queste tematiche. Da subito ci siamo messi in moto per contattare delle aziende con cui collaboriamo cercando di creare una sinergia che potesse portare benefici garantendo la velocità e il controllo del ghiaccio a chi utilizza le nostre macchine. Adesso siamo in grado di poter tranquillamente dire che tutta la catena del freddo è gestibile grazie all’unione delle aziende che fanno parte di questo piccolo gruppo: ci siamo noi per la produzione di macchine per il ghiaccio secco, un’altra ditta di Cuneo per i contenitori isotermici e la terza di Empoli che ha sviluppato un’applicazione che tramite dei sensori controlla la temperatura del ghiaccio. Chi si affida a noi ottiene questo “pacchetto” completo».

Una “filiera del freddo” di primissima qualità, ma sarà pronta per l’arrivo del vaccino?
«Certamente! Noi siamo già pronti. Ovviamente non è possibile fare una stima dei macchinari che serviranno. Siamo stati contattati da più enti dal Lazio e da altre sedi d’Italia, dove l’organizzazione inizia ad essere a buoni livelli, abbiamo già venduto diversi macchinari ad aziende che si occupano di trasporti di medicinali per renderli più autonomi e a clienti già nostri che vogliono ampliare la produzione, anche se gran parte di questo investimento secondo me ci sarà a gennaio, in quanto ancora oggi non è chiaro come verrà distribuito il ghiaccio secco e il vaccino stesso. Non ci sarà solo questo vaccino, ma anche i futuri dovranno comunque essere ad una temperatura controllata, per il trasporto e la conservazione, per questo molto probabilmente saremo presenti in tutti quei posti dove arriveranno, se non con i macchinari, con il ghiaccio secco da loro prodotto».

Ma quali sono le applicazioni del ghiaccio secco oltre alla conservazione dei vaccini?
«Il ghiaccio secco è importante perché tante aziende che non lo conoscevano adesso si pongono la domanda su cosa ci possa fare e quando ne scoprono le applicazioni, rimangono entusiaste. Esso principalmente ha due usi nel mercato mondiale: il primo nella spedizione di tutti quei prodotti che possono deperire (frutta, verdura, carne, alimentari, dolciumi) permettendo loro di mantenere una temperatura ideale, in base al rapporto fra ghiaccio e prodotto; la seconda applicazione è nel campo industriale per la sabbiatura che con il ghiaccio secco ha un duplice vantaggio: diventa ecologica perché il ghiaccio sublima non lasciando lo sporco della sabbia; poi non è abrasivo, rimuove lo sporco ma non graffia e non rovina la superficie. Dei grossi utilizzatori del ghiaccio secco sono le fonderie perché puliscono gli stampi dove hanno fuso il metallo oppure le aziende dolciarie che utilizzano questa caratteristica per “lucidare” lo stampo, rendendolo nuovo, e soprattutto viene utilizzato da determinate imprese per lo sbiancamento dei jeans, grazie all’effetto battericida della temperatura molto bassa».

Ovviamente l’azienda non si occupa solo di ghiaccio secco, ma questo prodotto comunque ha permesso all’azienda di crescere, seppur con il clima sfavorevole causato dal Covid…
«Nonostante la pandemia non abbiamo venduto solo macchine per il ghiaccio secco, ma anche le nostre produzioni di presse per lo stampaggio del metallo e siamo forti anche nel campo delle Zecche statali. Le prospettive sono molto buone e siamo riusciti anche ad inserire del personale nuovo in azienda, che non è scontato in questo periodo. Ci tengo a sottolineare che oltre dal punto di vista economico, dobbiamo pensare al fatto che queste macchine avranno un impatto anche sociale molto importante, andando a contribuire alla risoluzione di un problema. Per venire incontro alle esigenze con gli ordini che arriveranno tra gennaio e febbraio, posso con soddisfazione dire che siamo già pronti con la consegna delle macchine perché le abbiamo già pronte: abbiamo agito d’anticipo per permettere l’utilizzo immediato di esse e agevolare, quindi, lo smistamento del vaccino».

(tratto da CASENTINO2000 | n. 326 | Gennaio 2021)