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sabato, 25 Giugno 2022

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Il 7 aprile l’Europa si mobilita per la salute pubblica

Il 10 dicembre 2016, rappresentanti di organizzazioni italiane per la difesa della salute insieme alla “Rete europea contro la commercializzacione della salute” si sono riuniti a Milano per una giornata di discussione e di scambio. Il dibattito, molto partecipato e ricco d’idee ha permesso di affrontare varie tematiche:

  • la situazione e i cambiamenti del sistema sanitario italiano
  • la strategia comune per fare fronte agli attacchi al diritto alla salute da pensare al livello europeo
  • la volontà di organizzare una mobilitazione comune per il 7 aprile 2017. 
Si è deciso poi di ritrovarsi il 20/21 gennaio 2017 di nuovo a Milano in occasione del convegno per il 40° anno dalla fondazione di Medicina Democratica. 
Il testo che segue riassume il nostro messaggio e è quello che diffondiamo. 
La nostra salute è in vendita per garantire il profitto capitalistico. 
Ogni giorno piccoli ospedali e servizi territoriali sono chiusi, la lista d’attesa per visite e esami si allunga, le condizioni di lavoro dei medici e degli operatori peggiorano, l’accesso a servizi di qualità e per tutti non è più garantito a migliaia di persone. 
Questa realtà presente in molti paesi europei non è una fatalità! E’ solo la conseguenza di politiche perseguite dai vari governi e dalle istituzioni europee con un obiettivo chiaro: vendere la nostra salute privatizzandola. 
Per questo motivo e con modalità diverse da paese a paese il servizio pubblico si riduce o viene distrutto completamente e ciò avviene togliendo le risorse umane e i finanziamenti necessari per il suo buon funzionamento. 
Questi attacchi portano inevitabilmente a due tipi di sistema: un servizio sanitario pubblico per i meno abbienti e una sanità privata per chi se la può pagare. 
Queste politiche sono accompagnate con una propaganda ridondante secondo cui il privato sarebbe più efficiente e meno caro. Peccato che i dati smentiscono questa favola: i paesi che hanno adottato una sanità pubblica spendono meno e i loro cittadini godono di maggiore tutela e di maggiori cure.

Domandiamoci allora a chi conviene privatizzare e commercializzare la salute? Sicuramente all’industria farmaceutica e delle apparecchiature sanitarie, ai grandi gruppi di cliniche private e di case di riposo private. Questi fanno profitti con i soldi di ciascuno di noi (tickets, compartecipazione alla spesa, rette). Per contrastare questa deriva noi, e tutti i difensori di una sanità pubblica di qualità, solidale, gratuita e universale lavoriamo per delle politiche alternative: per un finanziamento del sistema adeguato, per la scelta di servizi di cure primarie, per l’attenzione ai determinanti sociali della salute (lavoro, reddito, educazione, ambiente), per i farmaci generici. I cittadini devono poter contare e potere decidere le priorità per tutelare la salute e non devono permettere il profitto dei privati. In tutta Europa, movimenti e organizzazioni si battono per salvaguardare la salute pubblica. Nonostante la potenza dei nostri nemici delle privatizzazioni non si sono realizzate, dei servizi non sono stati chiusi e degli ospedali sono tornati pubblici!

Contro un futuro che ci viene imposto noi diciamo: Salute per tutte/i e accesso universale alle cure! Diritti sociali, economici, culturali e ambientali per tutte/i!

#salutepertutti contatto: franco@sante-solidarite.be www.europe-health-network.net

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