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mercoledì, 30 Novembre 2022

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La solitaria lotta dei truffati continua…

di Melissa Frulloni – Dopo i primi rimborsi, torniamo a parlare con Carmela, Marzia, Giovanna e anche Laura, che nella vicenda di Banca Etruria hanno perso tutto… Non siamo stati solo noi di CASENTINO2000 a scegliere, per l’inizio del 2017, il personaggio dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle. Noi lo avevamo messo nella scorsa copertina del giornale, scegliendo un’immagine un po’ particolare di quello che, secondo noi, meglio incarnava lo spirito del 2016 casentinese. Erano i piedi di un neonato, l’ultimo nato in Casentino, l’ultimo venuto al mondo in quello che fu il punto nascita di vallata.

Ad Arezzo, invece, ad essere stata incoronata aretina dell’anno, è toccato ad una donna, una delle “vittime” del così detto “Decreto Salvabanche” e della Boschi; una donna che è riuscita a soffiare il posto alla ex Ministra di Laterina, anche lei nella lista dei papabili. Stiamo parlando di Letizia Giorgianni presidente dell’Associazione Vittime del Salvabanche.

La Giorgianni è stata scelta dalla gente, dal popolo del web che ha preferito conferire questo titolo ad una persona che si è sempre schierata e battuta per i truffati di Banca Etruria e forse anche per molti degli stessi che l’hanno votata… La sua vittoria, insieme soprattutto al salvataggio del Monte dei Paschi di Siena (“perché loro sì e noi no?” Dicono i truffati) riaccende le luci sulla triste vicenda di Banca Etruria che molti hanno già sepolto sotto la neve caduta in questi tempi, soprattutto dopo l’arrivo dei primi rimborsi. A dire dei truffati i rimborsi sarebbero arrivati solo per un terzo di loro, ma questo è bastato a far cadere nel dimenticatoio la vicenda, facendo scendere un assordante silenzio su tutta la storia.

Carmela, Giovanna e Marzia (nella foto sopra) ve le ricordate? In tre avevano perso 350.000 euro e qualche tempo fa ci avevano raccontato la dura e solitaria lotta dei truffati.

Le abbiamo richiamate in redazione per sapere come stanno andando le cose, se sono riuscite a riavere i loro soldi… Le avevamo lasciate agguerrite e tanto arrabbiate; le abbiamo ritrovate comunque arrabbiate, ma sicuramente più stanche e provate da tutta questa storia; affaticate dai tanti viaggi a Roma, dalle tante ore passate in pullman per raggiungere le manifestazioni, dalla voce persa per gridare tutta la loro disperazione.

Giovanna e Marzia hanno riavuto i loro soldi: “Meno dell’80%, togliendo gli interessi, è quello che ci è stato ridato. L’amaro in bocca però resta non solo perché non ci è stato ridato tutto, non solo perché gli obbligazionisti di MPS sono stata salvati e noi no, ma anche perché alcuni di noi ancora non hanno rivisto un euro di quello che gli è stato portato via.”

Carmela, ad esempio, aspetta ancora il suo rimborso. I 150.000 euro dei suoi genitori sono spariti da un giorno all’altro e ora che arrivano i rimborsi per i truffati, loro cominciano a chiederle spiegazioni e vogliono sapere perché ancora il loro capitale non è rientrato.

“Il decreto di “salva” ha ben poco!” Ci spiega Carmela: “Possiamo dire che non ha salvato proprio nessuno: risparmiatori azzerati, correntisti che per la paura hanno tolto tutto dai loro conti e i dipendenti che a causa degli esuberi rischiano di andare a casa. Le banche oggetto del decreto ad oggi non valgono più nulla e vengono pagate con un misero euro, 1 euro soltanto… E poi il rimborso… Rimborso per modo di dire! Agli azzerati era stata data la possibilità di scegliere tra il rimborso forfettario dell’80% (la presentazione delle domande aveva scadenza il 3/1/2017) e l’arbitrato. Purtroppo il regolamento sull’arbitrato non è mai stato pubblicato, quindi ci è stata preclusa la possibilità di scelta; un’ingiustizia nell’ingiustizia!”

Sul salvataggio del Monte dei Paschi, Carmela ci spiega che secondo lei è giusto quello che è stato fatto: “Si è tutelato l’articolo 47 della Costituzione, ma allo stesso tempo è venuta meno la massima che tutti i cittadini sono uguali di fronte alle legge… Si sono usati due pesi e due misure per i risparmiatori della 4 banche e per quelli del MPS. Solo dopo le nostre manifestazioni e le nostre proteste per il diverso trattamento ricevuto, qualcuno ha avuto la decenza di schierarsi dalla nostra parte, ma questo non ci basta! Non ci basta perché non sono i cittadini che devono chiedere alla istituzioni di prendere una posizione in loro difesa, sono le istituzioni tutte che devono muoversi non appena vengono calpestati i diritti dei cittadini…”

Ma si sa al momento giusto tutti sanno salire sul “carro dei vincitori” (vincitori si fa per dire, con tutto quello che i truffati hanno dovuto passare!). Carmela insiste a spiegarci che solo dopo un anno di lotte, sindaci, assessori e politicanti vari, hanno deciso di spendere qualche parola per i truffati, di rilasciare qualche intervista in cui si dicevano dispiaciuti per quello che era successo.

Per Carmela, Marzia e Giovanna, però ormai è troppo tardi… Giovanna ci dice: “Ora non ci servono le loro parole! Noi avevamo bisogno di loro un anno fa e invece ci hanno lasciati soli a combattere questa lotta che ci ha lasciati davvero sfiniti e senza più energie. Io e mio marito il rimborso lo abbiamo avuto e il giorno in cui l’ho saputo ho pianto come una bambina. Mi sono disperata più nel giorno del rimborso che quando ho saputo che avevamo perso tutto… Mi sembrava impossibile che quell’inferno fosse finito, mi sono sentita svuotata, con tutte le energie prosciugate, mi sembrava incredibile pensare di avercela fatta!”

Marzia dice che chi si è mosso ora lo ha fatto solo in vista delle prossime elezioni: “Sono interessati alla poltrona, altro che a noi, poveri truffati! Fra le delusioni più cocenti in tutta questa storia, quella che ha lasciato il segno, è stata senz’altro l’indifferenza delle istituzioni, l’abbandono totale da parte dei nostri sindaci. Dopo il salvataggio di MPS anche il nostro assessore Ceccarelli si è schierato dalla nostra parte. A pensar male si fa peccato… ma spesso ci si indovina! La loro mossa non sarà stata spinta dal fatto che sentono odore di elezioni nell’aria e perdita di consensi? La politica è veramente una cosa sporca e lo dimostra il fatto che anche la ex Ministra Boschi aveva detto e più volte ripetuto che si sarebbe dimessa se il NO avesse vinto al referendum. E invece? Invece eccola la, in un posto di rilievo e grande responsabilità nel “nuovo” governo! Per tutti ho un solo commento da fare: mi fate schifo!”

Intanto Carmela si commuove… Gli occhi rossi e la voce spezzata. Queste donne sono veramente provate da tutta questa vicenda e soprattutto lei, ora che i soldi non sono arrivati… “Chi avrà ancora fiducia nelle banche, nelle istituzioni o nella giustizia? Una giustizia che discrimina, mentre dovrebbe proteggere e tutelare…” Dice Carmela mentre le altre le fanno forza e ci spiegano che se non fossero stati tutti uniti, i truffati non ce l’avrebbero fatta. Grazie all’Associazione Vittime del Salvabanche sono riusciti ad andare avanti, ad organizzare lotte e manifestazioni e soprattutto a non sentirsi soli: “A volte pensi che sei stato uno stupido, come hai fatto a fidarti e a cadere in una trappola del genere, poi però ti guardi intorno e vedi che tanti altri ci sono cascati e come te hanno perso tutto, quindi ti dici che forse non è stata colpa tua, che c’era qualcosa di molto di più in gioco, che andava al di là del singolo individuo.”

Pensate, invece che per il Pd locale queste persone sono da considerarsi addirittura dei “vandali”. In particolare, dopo la manifestazione che si è tenuta il 24 dicembre scorso, ad Arezzo, davanti alla sede storica di Banca Etruria, il segretario provinciale Massimiliano Dindalini, ha diffuso un comunicato intitolato: “Quando le vittime diventano aggressori – Incursione dell’Associazione Vittime del Salvabanche contro la sede del Pd” (ricordiamo, “aggressione” fatta con fischietti, trombette, slogan e striscioni e con una marcia che si era mossa verso piazza Sant’Agostino).

“Eravamo scortati dalla Digos e i manifestanti hanno solo strappato un vecchio manifesto del referendum, cosa di cui non mi sono nemmeno accorta. Fumogeni ne sono stati utilizzati durante tutta la sfilata ma erano innocui. La scena veramente agghiacciante, invece, è stata quella di Dindalini. Cianotico dalla rabbia si è scagliato contro due funzionari della Digos che si trovavano con me in un bar. Urlava contro di loro imponendogli di prendere seri provvedimenti nei nostri confronti. Io gli ho detto: Si rende conto che il suo partito ha azzerato i soldi di tutte queste persone e ora lei sta facendo un’arringa perché hanno strappato un foglio? Ma lui ha risposto che con me non parlava. Tanto per dire quanto sia arrogante il Pd”, aveva commentato la Giorgianni.

In redazione si affaccia un’altra donna, un’altra storia che gravita ancora intorno alla vicenda di Banca Etruria. Anche Laura Bergamaschi (nella foto), di Stia, come Carmela, Marzia e Giovanna ha perso i risparmi di una vita; 60.000 euro e anche a lei il rimborso non è ancora arrivato.

Inizia a raccontarci la sua storia e ogni tanto si interrompe chiedendosi se i moduli che ha mandato sono giusti, spera di non aver fatto degli errori, la paura di aver sbagliato anche una sola parola nella richiesta di rimborso la assilla e a noi che ascoltiamo la sua storia, tutto questo dà la misura di quanto tutta questa vicenda possa aver provato psicologicamente chi è stato coinvolto. Non solo per il fatto di essersi esposti in prima persona e di aver speso tante energie per reclamare un po’ di giustizia, ma anche per l’idea maturata in molti di avere qualcosa di sbagliato addosso, qualcosa che non va e che ti ha trascinato in questo incubo…

La storia di Laura, purtroppo è simile a quelle di cui abbiamo già scritto. Piena fiducia nella banca, nei suoi dipendenti, nei consigli e nelle indicazioni che ti dà il direttore: “Se il medico ti dice di fare una cosa, di prendere una medicina, tu che fai non la prendi? Di lui ti fidi, lui vuole che tu stia bene… E così in banca, conosci tutti lì dentro non possono prenderti in giro, quello che ti dicono è la realtà e devi fidarti, perché loro sono la banca! Oggi però i dipendenti che incontro in paese cambiano strada e fanno finta di non vedermi…” Ci spiega Laura: “I primi quindici giorni nessuno parlava di quello che era successo, dei soldi che tutti noi avevamo perso, poi noi truffati abbiamo deciso di muoverci, di attivarci e di formare l’Associazione con Letizia Giorgianni. I truffati sono migliaia, ma alle manifestazioni siamo cento a dire tanto… Tutto quello che mi è successo sembra un sogno e se mi avessero detto che mi sarebbe successa una cosa del genere non ci avrei creduto. Non puoi capire come ci si sente… Ci hanno chiamati terroristi e spesso, durante le manifestazioni ci hanno fatto sentire dalla parte del torto. A Firenze, nonostante non avessimo neppure uno striscione, ci hanno riconosciuto e non ci hanno fatto entrare alla Leopolda. Ma come? Noi cosa abbiamo fatto? Perché non siamo liberi di muoverci e andare dove vogliamo? Quelli da fermare erano quelli che stavano dentro!”

Laura ha a disposizione un numero da contattare per sapere a che punto è la sua pratica, ma da qualche tempo a questa parte nessuno le risponde più. Chiama ogni giorno e manda mail, ma il messaggio automatico generato dal computer è sempre lo stesso: “La sua pratica è in lavorazione”. Non ha notizie da due mesi e questo la spaventa, oltre che farla sentire sola e abbattuta. “Chi ha consegnato la pratica con me ha già avuto il rimborso. Se qualche foglio era sbagliato devono dirmelo. Io non so come muovermi, mi sento abbandonata e sono due mesi che aspetto… Pensavo che a Natale i soldi sarebbero arrivati, invece niente!”

Come gli altri truffati Laura ha saputo di aver perso tutto recandosi in banca, all’indomani dell’uscita della notizia: “Ci hanno messo un attimo a far sparire i nostri risparmi e ora ci mettono una vita per ridarceli. Il tempo massimo erano 60 giorni che ormai sono passati da un pezzo. Quando siamo noi che dobbiamo pagare allo Stato, le scadenze vanno rispettate e la pena sono dure e pesantissime sanzioni, se è lo Stato che deve rendere i soldi a noi i tempi si allungano e le scadenze vanno a farsi friggere… Quando ho saputo che avevo perso tutto mi è crollato il mondo addosso, è stato un incubo, non so spiegarti come ci si sente… Ero disperata! Poi ho reagito, mi sono guardata intorno e nel vedere che tanti avevano fatto la mia stessa fine mi sono sentita un po’ meno stupida, ma sempre tanto amareggiata e delusa.“

Quando abbiamo incontrato Laura e Carmela, gli abbiamo detto di avvertirci qualora il loro rimborso fosse arrivato prima dell’uscita del nostro articolo sul giornale… Purtroppo, però ad oggi, non ci hanno ancora ricontattato e siamo sinceramente dispiaciuti che Laura, come Carmela e tutti i truffati che hanno lottato con le unghie e con i denti per riavere i loro soldi, ancora non abbiano visto un centesimo di quello che gli è stato portato via.

Loro promettono battaglia; giurano di continuare con le manifestazioni e di non smettere di chiedere ancora che il loro diritto a riavere tutto il capitale che hanno perso gli venga restituito.

La dura e solitaria lotta dei truffati continua…

(tratto da CASENTINO2000 | n. 279 | Febbraio 2017)

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