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venerdì, 2 Dicembre 2022

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Il Reame Fatato della foresta

testo e foto di Andrea Barghi Goaskim – Come argentee perle di un mondo ormai perduto, le gocce di rugiada investono rami protesi negli spazi. Un universo a parte si rivela tra le nebbie autunnali, flebili luci s’insinuano tra alberi immoti che si ergono nel cuore della foresta e, come uno scrigno colmo di misteri preziosi e di essenze magiche, racchiude l’incanto del Reame Fatato.

Forme ancestrali remote si susseguono tra i pendii ricoperti da foglie perenni depositate al suolo dai giganti della foresta, custodi assoluti di quel luogo selvoso sconosciuto ai più. I giovani virgulti s’inchinano davanti a loro, sono i signori assoluti dell’arcano segreto che dispensa consigli sulla vita, sul mondo… sul mistero dell’uomo e della foresta.

Rocce spioventi, massicce, formano un tutt’uno con radici di faggi secolari e aceri immortali… e spesso adagiate tra lettiere, mostrano l’invasione subita da muschi e licheni brillanti di cromatismi verdi e gialli cosparsi di rugiada dove, foglie di antichi faggi, dormono il sonno dei giusti. Salamandre dai colori variegati popolano gli anfratti delle cascate che precipitano a valle mormorando la storia del mondo.

Presto la nebbia, guidata dall’autunno, s’impossessa di quell’immaginifico ambiente, cospargendolo d’oro. Richiami inusitati si diffondono attraverso rocce e alberi secolari e il calpestio di anime selvagge, attenuato dalle soffici lettiere, rendono ancora più mistico quel luogo mitico ammantato da Elfi e Fate che vivono in armonia tra vetusti faggi e secolari abeti. Sono i guardiani del Reame Fatato che sin dalla notte dei tempi hanno scelto come dimora.

Tra quei dirupi, dove acque scroscianti e scorrenti da secoli, diffondono la loro linfa vitale agli abitanti dell’affascinante Reame, cosparso da testimoni la cui chioma ospita il popolo alato e la regina dello spazio, vive l’elusivo predatore. La candida materia sul fare della sera, ci annuncia il tramonto le cui atmosfere rendono ancora più prezioso quel luogo avvolgendolo con il loro manto rosaceo e infine, dipingendolo del colore che rappresenta il ricongiungimento degli opposti, la chiusura del cerchio, l’unione di spirito e materia, di maschile e femminile, o di Sole e Luna, e segna dunque il passaggio finale all’oro che l’autunno dispensa, emozionando da sempre chi tiene un cuore fanciullo.

Il cielo infine si tappezza di stelle ed è il momento in cui le creature della notte che volano da ramo in ramo, con le loro voci di suoni inusitati, colmano le selve del Reame fatato creando quel mistero incomprensibile ai più. Sono i testimoni di un mondo cosparso da infinita bellezza, sanno che si presenterà sempre nuovo e costantemente mutevole giorno dopo giorno, permeando di fatata essenza il mondo del Reame Fatato. 02Quel luogo antico e mistico è da sempre situato nelle foreste casentinesi ma, per vederlo, abbisogna di occhi e cuore permeati d’illimitata purezza.

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