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venerdì, 1 Luglio 2022

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Il Teatro… Lungarno

di Eugenio Milizia – Anche per questa estate, fino al 30 agosto, riprenderà il lungo viaggio estivo delle “barchette di carta” su Il Teatro del Fiume, un Festival di Teatro estivo giunto alla sua 9a edizione, con la Direzione Artistica della Compagnia NATA (Nuova Accademia del Teatro dell’Arte). Per avere una visuale completa sul Festival, abbiamo incontrato Livio Valenti, proprio il Direttore Artistico della Compagnia. Il teatro… che senso ha nella società contemporanea? «Il teatro ha, a mio avviso, ancora oggi una grande originalità perché l’opera si realizza nel momento stesso in cui viene vista dallo spettatore. Il teatro è spettacolo dal vivo ed è un comunicatore unico in quanto l’opera d’arte si realizza solo in presenza di almeno un attore e uno spettatore. Per questo, nonostante la sua veneranda età, il teatro è la forma d’arte più vicina alla vita. Francesco, un bambino di nove anni dopo aver assistito ad un nostro spettacolo, raccontando la sua esperienza ci ha regalato la migliore definizione possibile di teatro: “Andare a teatro è come entrare dentro la bocca dell’immaginazione”. Per questi motivi credo che il teatro abbia un senso anche nella società contemporanea e sia un buon agitatore culturale per un territorio».

… e il Teatro del Fiume? «Il Teatro del Fiume è un festival teatrale che si svolge in diversi Comuni del Casentino, e non solo, nel periodo fra giugno e settembre. Quest’anno sono previsti circa 24 eventi fra spettacoli e laboratori. Il programma è principalmente costituito da spettacoli per le famiglie (adulti e ragazzi) che si ispirano a fiabe classiche e racconti popolari. Fra i vari titoli in cartellone possiamo ricordare: Emanuele e il lupo, Se Pinocchio fosse Cappuccetto Rosso, La Bella e la Bestia, Fiabe Filanti, La Storia del Guerin Meschino e molti altri. A fianco di questo genere di proposte ci sono degli eventi speciali. A Stia ad esempio ci siamo concentrati sul tema della memoria realizzando Tessere, uno spettacolo itinerante sulla storia del Lanificio di Stia. Come autore del lavoro ho voluto raccontare drammi, gioie e aspirazioni di un periodo storico che diventano metafora per tutte le generazioni. Attraverso numerose suggestioni narrative vogliamo parlare della dignità del lavoro, tema di scottante attualità. In questa messinscena sono presenti quasi tutti gli artisti della NATA, è veramente il caso di dire: un cast incredibile! Altro lavoro sulla memoria è Annunziata detta Nancy, spettacolo che sarà corredato dal laboratorio Raccontare la nostra vita familiare. Lo spettacolo narra, attraverso tre generazioni, la vita di una famiglia di Stia. Un altro evento itinerante, anche questo a prenotazione obbligatoria come Tessere, sarà L’Antologia di Spoon River ambientato nelle ex carceri di Bibbiena. L’opera prevede un rapporto spettatore-attore molto particolare e ravvicinato. Lo spettatore infatti entra realmente dentro la rappresentazione… diventa una sorta di partecipante-testimone. Inoltre c’è il progetto del gruppo multietnico Suonati dal Mondo che verrà ospitato in diversi paesi e che rappresenta una bella esperienza sul tema della tolleranza. Quindi storie classiche, fiabe, leggende, musica, memoria e letteratura: il Teatro del Fiume è tutto da scoprire!».

Ma perché avete chiamato questo festival Teatro del Fiume? «Perché volevamo realizzare un progetto che seguisse il corso dell’Arno e dei suoi affluenti affascinati dall’idea che un fiume è portatore di acqua, ma anche di cultura e civiltà. Insomma un fiume è portatore di vita e quindi di … storie. Lo scorrere dell’acqua del fiume che accompagna lo scorrere delle vite degli uomini ci è sembrata una bella suggestione. Inoltre seguendo il fiume spesso scopriamo, e vogliamo far scoprire al nostro pubblico, dei luoghi affascinanti dal punto di vista storico e naturalistico». Chi sono gli artisti che partecipano al Teatro del Fiume? «È coinvolto tutto il cast artistico e tecnico della NATA e poi ci sono diverse compagnie teatrali che provengono da tutta Italia: Il Reatto di La Spezia, Blanca Teatro di Carrara, Il Baule Volante da Ferrara, Il Teatro Vivo di Ravenna ed ancora gruppi dalle Marche e dal Sud d’Italia». Il pubblico vi segue? «Ci segue, ci sostiene e ci incoraggia. L’anno scorso una turista affezionata al Casentino ci ha detto “Bravi, continuate così! Io appena arrivo in Casentino la prima cosa che faccio cerco il programma del Teatro del Fiume e non mi perdo uno spettacolo!”. Queste testimonianze ci danno una grande energia». Un immagine per chiudere? «È notte, in una radura in mezzo al bosco si accendono delle luci colorate e illuminano eventi fatati. Un bambino guarda e… strizza l’occhio alla luna. Il Teatro del Fiume è anche questo».

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