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giovedì, 30 Giugno 2022

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In Casentino sono sei i ponti da valutare

Sono venti i ponti che gli ingegneri della provincia di Arezzo dovranno prendere in esame per valutarne lo stato strutturale e di manutenzione. Sei in Casentino, sette in Valdarno, cinque in Valdichiana e due in Valtiberina. E’ all’indomani del convegno-dibattito che si è svolto all’interno della Borsa Merci di piazza Risorgimento che gli ingegneri aretini si dicono pronti per mettersi al lavoro e passare sotto la lente d’ingrandimento tutte le infrastrutture indicate dalla Provincia. Un lavoro complesso che nasce dalla necessità di scongiurare criticità come quelle che hanno riguardato, per quello che concerne il solo territorio provinciale, il viadotto Puleto sulla E45, il ponte lungo la Sp 27 di Castroncello-Brolio, ponte Buriano sulla Sp1 Setteponti o ponte Catolfi a Laterina.
L’obiettivo, emerso durante il lungo dibattito di quest’oggi, è quello di effettuare una schedatura utile all’evidenziazione di eventuali segnali di degrado e criticità. Successivamente, sulla base dell’accordo sottoscritto tra la Regione e la Federazione degli Ingegneri della Toscana, saranno individuate le priorità degli interventi. Un intento complesso per il quale fondamentale risulta essere la collaborazione di tutti gli enti locali, non solo la Regione Toscana ma anche la Provincia di Arezzo e il Comune capoluogo oltre alle municipalità coinvolte nel censimento.

“La cultura della manutenzione è fondamentale per garantire la corretta funzionalità delle strutture – sottolinea la Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Arezzo, Beatrice Benelli – Gli ultimi accadimenti hanno messo in luce l’importanza di procedere ad una mappatura. L’analisi visiva è solo un primo elemento di valutazione utile ad eseguire un primo censimento. La verifica delle strutture dovrà proseguire con indagini e prove di carattere ingegneristico volte ad ottenerne una valutazione globale. Fondamentale è anche contribuire ad una corretta informazione per evitare allarmismi, per sensibilizzare l’opinione pubblica a sopportare eventuali disagi che derivano dalle operazioni di messa in sicurezza e miglioramento delle strutture”.

“La provincia di Arezzo ha una tradizione di sensibilità molto lunga e molto attenta su questo tema – spiega Giovanni Cardinale, vice presidente del consiglio nazionale degli ingegneri – la tragedia di Genova dello scorso agosto ha reso necessaria l’attivazione di interventi che, in realtà, dovrebbero essere già in corso di esecuzione. Noi ci siamo impegnati, anche localmente, a dare risposte immediate. Mi preme sottolineare che purtroppo, troppo spesso, in Italia indossiamo l’abito della prevenzione soltanto il giorno del lutto. Dovremmo invece essere sempre attenti”.

“I drammatici eventi di Genova – ha sottolineato il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli – ci hanno insegnato che dimenticarsi dell’azione del tempo sulle grandi infrastrutture può avere delle conseguenze drammatiche e può portare dei danni economici alle collettività. Oggi l’ordine degli ingegneri apre un dibattito fondamentale e la nostra provincia ha risposto in maniera positiva all’appello lanciato. Mantenere i ponti e i viadotti in stato efficiente è un’operazione necessaria di cui per anni si è un po’ rimandato l’inizio. Occorre, come sottolineato anche dal governo negli ultimi mesi, prima di realizzare nuove infrastrutture mettere in sicurezza quelle che ci sono”.

“I ponti – ha aggiunto Giacomo Salvatore Morano, del dipartimento di ingegneria civile ed ambientale dell’Università di Firenze – sono un bene che va mantenuto e su cui operare con interventi risolutivi e, se serve ,anche invasivi. Tutti i ponti in tutte le zone hanno bisogno di controlli, di questo non dobbiamo mai dubitare. Quello che è sicuro è che bisogna tenere le strutture in uno stato quanto più possibile efficiente”.

“Quella della manutenzione – spiega Edoardo Cosenza presidente dell’Ordine degli ingegneri di Napoli nonché docente alla Federico II – è un problema di tutta quella parte del mondo dove nel dopo guerra si sono costruite delle grandi infrastrutture. Adesso però, a distanza di cinquanta, sessanta anni dalla loro costruzione, bisogna fare verifiche sulla sicurezza e stabilità di quelle stesse strutture. Stiamo facendo molte attività di monitoraggio e continueremo a farle nel corso del tempo”.

“La regione ha stipulato un importante accordo con gli ingegneri e le università per comprendere al meglio lo stato di conservazione delle infrastrutture del territorio – spiega l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli – Venti le infrastrutture strategiche che saranno prese in considerazione in provincia di Arezzo. Con questo procedimento potremmo individuare quali sono quelle che necessitato di interventi. La regione, già prima della tragedia di Genova, in accordo con le province, soggetti gestori degli oltre 1.000 chilometri di nostra competenza, aveva previsto la destinazione di risorse per intervenire e fare delle valutazioni diagnostiche. Nel territorio aretino un esempio è il ponte Presale sulla regionale 258”.

“Con il personale che abbiamo in forza – spiega il vicepresidente della Provincia di Arezzo, Angiolino Piomboni – procederemo allo screening di alcune infrastrutture che abbiamo individuato come strategiche sia dal punto di vista del traffico che della logistica. Facciamo e faremo del nostro meglio per dare seguito alle esigenze del territorio e garantire la sicurezza sul territorio”.

Al convegno hanno preso parte in qualità di relatori anche l’ Ing. Giovanni Cardinale, Vice Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri, il Prof. Ing. Edoardo Cosenza, Università Federico II di Napoli e presidente Ordine di Napoli e il Prof. Ing. Giacomo Salvatore Morano dell’Università di Firenze. Nel corso del convegno è stata illustrata la proposta del ministero delle infrastrutture nell’ambito dell’attuazione delle previsioni del decreto Genova in tema di Censimento e analisi del patrimonio.

Di seguito l’elenco completo delle strutture che saranno censite dagli ingegneri di Arezzoponti1

 

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