di Sara Trapani – L’energia eolica è un tipo di energia ricavata dalla forza del vento che viene convertita in forza-lavoro. Fin dall’antichità lo spirare delle correnti è stato alleato degli uomini per spostarsi o per muovere oggetti di produzione. Solo ai giorni nostri, però, si è pensato di usare la forza dell’aria per produrre elettricità. Tra l’Ottocento e il Novecento vari scienziati focalizzarono i loro studi sullo sfruttamento del vento a scopo energetico. Il risultato è che, oggi, la maggior parte dell’energia eolica viene prodotta da turbine e pale eoliche. L’energia elettrica quindi si ricava da turbine che trasformano il movimento delle pale mosse dal vento in elettricità. Vediamo però più nel dettaglio come funziona una pala eolica. Il vento muove le pale eoliche della turbina creando energia cinetica. Le pale sono collegate ad un rotore, a sua volta collegato ad un albero il quale invia l’energia di rotazione al generatore elettrico posto nella navicella alla sommità della torre. Questo generatore utilizza alcuni magneti e le proprietà di induzione elettromagnetica per produrre una tensione elettrica e quindi energia elettrica.
Come tutte le cose anche le pale eoliche hanno i suoi pro e i suoi contro. Per quanto riguarda i pro il primo vantaggio riguarda la possibilità di produrre energia riducendo al minimo l’impatto sull’uso delle risorse disponibili grazie all’impiego di una fonte energetica inesauribile: il vento. Il secondo vantaggio riguarda la natura di questa risorsa e cioè la sua presenza fissa ed infinita che può garantire una produzione di energia senza costi di produzione. Il vento è sempre presente sia di giorno che di notte a differenza ad esempio del fotovoltaico che dipende dalla presenza della luce del sole.
Per quanto riguarda invece i contro uno su tutti è sicuramente quello dell’impatto visivo, il fatto che le pale cambiano radicalmente il paesaggio in cui vengono installate. Altri svantaggi potrebbero essere dati anche dalla rumorosità delle pale in movimento soprattutto se vicine a centri abitati. Il vento resta comunque una delle principali fonti di energia alternative a nostra disposizione e anche il Casentino da alcuni anni ha deciso di provare a sperimentare l’energia eolica.
La società ENIT, il cui Direttore Tecnico è l’architetto Roberto Tizzanini, nel 2016 ha installato una pala eolica all’Alpe di Catenaia e noi siamo andati proprio da lui per capire meglio come funziona e quali risultati ha portato fino ad oggi.
Ci spieghi un po’ di cosa si occupa la sua società. «La società Enit si occupa di energia rinnovabile dal 2000, ma noi siamo operativi dal ‘96. Tra gli interventi realizzati c’è l’idroelettrico ed il fotovoltaico. Siamo titolari di alcune centrali idroelettriche e campi solari e adesso era giunto il momento di provare il settore dell’eolico che ci ha sempre affascinato. Avevamo fatto delle prove con dei piccoli aerogeneratori e visto che davano dei buoni risultati in termini di produzione abbiamo fatto il salto di qualità provando ad installare una macchina un po’ più grande. Abbiamo fatto una prova installando una macchina all’Alpe di Catenaia nel Comune di Subbiano».
È stata installata nel dicembre 2016, quali risultati ha dato fino ad oggi? «Nonostante sia stata un’annata dal punto di vista climatologico di scarsa ventosità, la macchina ha dato degli ottimi risultati ed ha avuto delle buone performance di produzione quindi siamo ottimisti per il futuro».
Perché avete deciso di intraprendere l’avventura dell’energia eolica? «Noi riteniamo che l’energia eolica sia l’unica soluzione per produrre energia in modo significativo a basso impatto ambientale, anche perché dopo aver visto altri tipi di impianti rinnovabili sono quelli che occupano meno territorio e hanno meno effetti collaterali. Magari hanno più visibilità perché sono “oggetti ingombranti” di design estremo, però poi la cosa può piacere o non piacere come tutte le cose personali. Anche le ultime statistiche europee dicono che il mercato dell’eolico è in crescita ed è l’unica fonte rinnovabile che può dare la spinta alla produzione di energia».
Quali vantaggi ha portato la pala? «Per noi è stata principalmente una sperimentazione per vedere se ci sono altre possibilità per fare altri interventi nelle nostre zone e confidiamo di installare altre macchine anche di taglia maggiore. Per fare certi tipi di interventi contiamo nella volontà propositiva delle amministrazioni locali o di chi è alla governace per dare un impulso al produrre “green”, di non vedere solamente l’aspetto invasivo dell’eolico ma di guardare anche dietro, poiché ogni intervento genera anche lavoro locale e muove denaro per la nostra economia di vallata. Noi, per fare un esempio, nel sito dove abbiamo installato l’aerogeneratore abbiamo fatto lavorare le imprese locali, persone del Casentino che spendono i soldi nel Casentino».
Come è stato accolto l’intervento? «A volte le persone che magari abitano in zona hanno un approccio di diffidenza perché magari vedono solo l’aerogeneratore e non percepiscono quali vantaggi può portare. L’energia della nostra pala, ad esempio, ha prodotto complessivamente nel corso dell’anno 2017 un quantitativo di energia da rendere autosufficiente la comunità dell’Alpe di Catenaia. Se l’energia fosse stata stoccata e consumata in più tempi dagli utenti tutti avrebbero avuto l’energia fornita dalla macchina eolica. È sempre una goccia di energia nell’oceano però con tante gocce si farebbe veramente un oceano intero. Quindi se la cosa fosse pubblicizzata anche un po’ di più si potrebbe capire che è veramente una cosa utile alla comunità».
Nel dettaglio ci può spiegare come funziona la pala eolica che avete installato? «Nella nostra pala eolica c’è una torre alta circa 36 metri, in cima è collocata la navicella dove all’interno si trovano tutte le apparecchiature elettromeccaniche, il generatore e le apparecchiature di controllo. Unito al generatore c’è il rotore, costituito da tre pale con rotore di 24,4 e lame che misurano circa 12,2. Questa è una piccola macchina da 60 kW però di fatto potrebbe generarne anche 100 kW, ma a causa del mercato e delle varie procedure autorizzative rimane una macchina da 60 kW di targa. La ditta per installare questo tipo di pala eolica ha avuto le stesse incombenze come per installarne una più grande, la nostra idea pertanto è quella di provare ad installare macchine da un megawatt».
Quali sono stati i tempi che hanno portato all’attuazione del progetto finale? «Il primo step è iniziato nell’ottobre 2015 con la domanda di connessione “TICA” presentata ad Enel Distribuzione Spa. Poi nel gennaio del 2016 è iniziato l’iter di autorizzazioni presso gli enti amministrativi competenti per il territorio. I procedimenti di autorizzazione sono terminati nel maggio del 2016 con l’apertura del cantiere ad agosto. A novembre è stato montato l’aerogeneratore e nel mese di dicembre 2016 è entrato in esercizio».
Quali sono i vostri progetti futuri? «Nel prossimo futuro stiamo valutando dei progetti per la produzione di energia da solare termodinamico, ed inoltre abbiamo già individuato dei siti nell’aerea Casentinese per la produzione di energia eolica con l’installazione di aerogeneratori più potenti anche da 800-1.000 kilowatt. Con l’autorizzazione e conseguente realizzazione di tali progetti si produrrebbero circa 6,5 GWh di energia rinnovabile, l’equivalente del consumo annuo di circa 11.000 persone vale a dire un terzo degli abitanti del Casentino. L’energia prodotta dall’eolico non incide sull’uso del suolo, come ad esempio il fotovoltaico o altre fonti di energia, ed ha effetti ambientali pressoché nulli, basta vedere le pale eoliche di Secchieta che non hanno certamente svalutato la skyline casentinese».

(tratto da CASENTINO2000 | n. 291 | Febbraio 2018)