testo e foto di Andrea Barghi – Non voglio parlare della bellissima canzone di Franco Battiato, che ho avuto il piacere di conoscere al Santuario della Verna molti anni fa, ma del periodo d’innamoramento del Capriolo.
Come ormai sapete la Stagione dell’Amore del folletto dei boschi, almeno in Casentino, cade tra la metà di Luglio e la metà di Agosto. In quel periodo se ci alziamo al mattino presto, magari mentre albeggia, e usciti di casa andiamo nella foresta immergendoci tra le fustaie che ricoprono le alture, oltre al silenzio interrotto dai canti degli uccelli udiamo altri “rumori” che possono apparirci sospetti.
A quel punto conviene fermarsi al limitare di una radura e, cercando di non fare il minimo rumore, stare in ascolto dei suoni della foresta. Non dobbiamo allarmarci più di tanto se d’improvviso udiamo rauchi abbai, soffi, calpestio, un ansimare continuo e, se fortunati, potremmo anche vedere un maschio di capriolo dietro ad una femmina, girare in tondo e per lungo tempo fino a che, la Femmina decide di fermarsi e permettere al Maschio di lambirla! Stanno giocando…. Giocando a fare l’amore, un sentimento, a me pare, che in questi ultimi tempi, si sia completamente dimenticato! L’amore smuove il mondo, ma l’uomo moderno preferisce vivere gingillandosi con la tecnologia, dimenticandosi delle belle cose della vita e quindi cade spesso nella noia e nel grigiore. Ma avete visto che bellezza si presenta ai nostri occhi quando un maschio di Capriolo corre dietro ad una femmina? È qualcosa di meraviglioso e incredibile allo stesso tempo. Sembra una cosa di altri tempi. Oggi che per “correre” dietro ad una bella Donna usiamo il cellulare e il computer come oggetti di corteggiamento, non possiamo certo capire l’adrenalina che scorre a fiumi nelle vene dell’amico Folletto dei boschi, guidata dall’eccitamento, mentre seguendo la sua amante del momento cerca di mandarla nella “Giostra” per fare l’amore, come ho accennato qui sopra. È stupefacente come una bella giovane femmina, che per il capriolo è una verginella (in gergo “capriolesco” si chiama Sottile) possa mandare fuori di testa un bel maschio adulto, con un bel Palco, ed una meravigliosa maschera facciale degna del più bel Capriolo della zona. Lo so, anzi lo sappiamo che succede anche a noi umani… ma al capriolo succede sempre! Certo a luglio fa caldo e credo che pochi (umani) pensano a fare l’amore, ma non per il Capriolo, che deve, soprattutto in quei mesi, dimostrare prima alle femmine e poi a se stesso quanto è macho. Ne va della sua specie e meglio ancora della sua razza. Se non fosse più che aitante con una bella pulzella giovane e seducente che figura ci farebbe? In breve tempo tutte le femmine delle foreste casentinesi lo saprebbero e come sempre accade, le malelingue avrebbero molto materiale per sparlarne per tutta l’estate e forse anche in autunno. Pensando ad un bel maschio di Capriolo ricordo con molta simpatia “Barnaba” il nome che l’amico Vito Mazzarone dette ad un bellissimo esemplare che viveva nella zona di Croce Gaggi (sarò sempre debitore a Vito per avermi “presentato” Barnaba una mattina di un giorno di Luglio del lontano 1990).
Il famoso “Barnaba” lo vedete nella foto che correda l’articolo. È accovacciato dopo una notte di follie amorose con la sua amata femmina “Sottile”. Quindi, carissimi lettori, vi esorto a “correre” dietro alla vostra amata moglie o compagna o amante, facendo scorrere a fiumi l’adrenalina dell’eccitamento anche nel caldissimo mese di Luglio perché La Stagione dell’Amore viene e va, come ci ricorda Franco Battiato.

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