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sabato, 25 Giugno 2022

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La versione di Marino #2

di Melissa Frulloni – Anche questo mese torniamo ad occuparci della vicenda della Variante di Corsalone. Lo scorso numero di CASENTINO2000 avevamo raccolto l’appello di alcuni imprenditori casentinesi, preoccupati del fatto che la nuova viabilità dovrebbe passare, all’altezza di Fontechiara, proprio sui terreni in cui sorgono le loro aziende, comportando di fatto l’esproprio delle loro proprietà. Il Partito Demolizioni (PD) sembra tornato alla carica anche se gli imprenditori in questione sono pronti a dare battaglia per mantenere in piedi le aziende aperte da una vita. Ci sembra davvero inconcepibile che per la realizzazione di un’opera pubblica si debbano mettere di mezzo aziende del territorio, magari anche con un buon fatturato, che danno lavoro a diversi casentinesi… Non ci sembra che in Casentino ci siano grosse possibilità che ci permettono di mettere in crisi le aziende che ancora lavorano…
Anche se continueremo a monitorare questa storia e a restare in contatto con gli imprenditori coinvolti per seguire gli sviluppi della vicenda, questo mese ci occupiamo di un altro aspetto della nuova Variante che vede coinvolto un altro imprenditore casentinese. Stiamo parlando dell’ex cementeria Sacci e del suo proprietario, Marino Franceschi, che era già stato presente sulle pagine del nostro giornale e in copertina, con un’intervista esclusiva, in cui ci aveva raccontato tutta la storia della Sacci e la sua verità su come erano andate le cose nella vicenda che, molti media locali, avevano definito la “bomba ecologica”.
Marino è tornato in redazione ancora più stanco e arrabbiato… Perché, nonostante siano passati più di 15 anni (è questo il tempo che lo ha visto coinvolto nella storia della ex cementeria), ancora tutti i nodi non sembrano essere venuti al pettine…
Come saprete la Variante di Corsalone dovrebbe portare alla demolizione della Sacci; questo aspetto della nuova viabilità, insieme al superamento del pericoloso incrocio del Pollino, era uno degli elementi che ci aveva fatto guardare con entusiasmo alla Variante, ma parlando con Marino capiamo che ancora la risoluzione di tutta quanta la vicenda non sembra essere così scontata e rapida.
Marino ci conferma di non essere stato interpellato dai Comuni di Chiusi della Verna, Bibbiena, dalla Provincia o dalla Regione Toscana, per risolvere insieme la questione, ma di aver semplicemente ricevuto l’esproprio per i terreni di sua proprietà, Sacci compresa.
“Non mi è mai stato offerto niente da nessuno e non sono mai stato invitato agli incontri riguardanti la Sacci o la nuova viabilità. Mi sembra davvero una grande maleducazione scrivere sui giornali di aver invitato a questi incontri anche la proprietà, cioè me, quando non è assolutamente vero. Nei paesi civili la proprietà si interroga, ci si siede allo stesso tavolo, si discute… Invece nulla! Mi hanno mandato l’esproprio… Ma io e i miei avvocati ci opporremo e sono pronto a dare battaglia per avere quello che mi spetta. Anche l’Assessore Ceccarelli, che si dice uomo di sinistra e dovrebbe dare l’esempio, mi avrebbe potuto interpellare. Io sarei stato disponibilissimo a decidere insieme il da farsi… Soprattutto, non mi hanno permesso di lavorare e hanno tenuta ferma la questione Sacci per 15 anni!”
Con se Marino ha portato uno dei tanti faldoni che racchiude soltanto una parte di tutta la documentazione che in questi anni è stata prodotta per la vicenda Sacci. Tra quei fogli ci mostra anche le Osservazioni inviate ai Comuni di Chiusi della Verna e di Bibbiena, proprio in relazione all’esproprio che gli è stato notificato.
Il primo aspetto che Marino controbatte ai due Comuni è “l’azzeramento della capacità edificatoria dei terreni” di cui è proprietario, perché “il progetto della nuova viabilità… deve senza dubbio tener conto ed armonizzarsi con le previsioni di recupero di tale area, ma di fatto il tracciato della nuova viabilità ricadendo all’interno dell’ex-cementificio, ne impedisce l’utilizzazione.” Impedendo, quindi, di fatto “la creazione di un polo di attrazione delle funzioni urbane” al posto della ex Sacci; così si legge nelle Osservazioni.
Questo, ma anche altri motivi che esamineremo, hanno spinto Marino a presentare un disegno alternativo per la viabilità di Corsalone; un progetto diverso rispetto a quello presentatoci dal Sindaco di Chiusi, Giampaolo Tellini, che vi abbiamo mostrato in un precedente numero di CASENTINO2000.
Il disegno di Marino (che potete vedere in queste pagine), infatti non incide sull’ex cementificio, ma piuttosto interessa l’area posta tra la ferrovia e il fiume Arno, in un terreno privo di fabbricati e di proprietà dello stesso Marino. Dalla progettazione emerge che la nuova Variante potrebbe passare su questa area che, come più volte lo stesso Marino ha affermato, verrebbe resa disponibile gratuitamente al Comune proprio per permettere la realizzazione della nuova Variante. Oltre alla cessione gratuita di questa area, Marino si impegnerebbe anche a realizzare una nuova stazione ferroviaria con parcheggio annesso e anche un parco attrezzato, fruibile da tutta la comunità, per poter accedere al fiume Arno.
“Avevo pensato di usare un depuratore per l’acqua del fiume Arno e poi di costruire una specie di spiaggia per tutti, per andare al fiume a rinfrescarsi d’estate; di dar vita ad un parco insomma, dove poter passeggiare con il cane, magari anche con un bar, utile a tutte le persone che ci sarebbero passate… Questi terreni li offrivo gratuitamente al Comune, proprio per farci passare la nuova Variante. In questo modo avremmo creato qualcosa di utile per la comunità e a me sarebbe rimasto il terreno della Sacci sul quale poter edificare. Invece con il progetto che hanno pensato, non mi resterà nessuno dei miei terreni… L’unico che avrei potuto usare nel Comune di Chiusi della Verna, dal progetto risulta che sarà utilizzato come cantiere, quindi finché non saranno finiti i lavori, per anni, non potrò usarlo.”
Per quanto riguarda invece la costruzione della nuova stazione di Corsalone, il progetto pensato dalla Regione e dai Comuni, “prevede il nuovo posizionamento… in area soggetta a inondazione per piena dell’Arno…”
Così, si legge ancora, nelle Osservazioni di Marino. Inoltre “non è chiaro l’impatto della nuova stazione sull’area boscata dove è localizzata che dovrà verosimilmente essere eliminata, con conseguente notevole impatto paesaggistico…”
Ed ancora, “il nuovo tracciato della Variante elimina buona parte del vecchio percorso della ferrovia: a ciò consegue, come rilevato da LFI… che il posizionamento della strada preclude la possibilità di costruire binari di raccordo a servizio degli stabilimenti presenti.”
Della sua proposta alternativa all’attuale progetto della Variante, Marino sottolinea soprattutto i vantaggi dal punto di vista economico, infatti, secondo il suo disegno per il superamento dell’incrocio del Pollino i costi stimabili complessivi sarebbero di 53.000 euro, mentre nel progetto iniziale si parla di 2.556.000 euro. Ma i vantaggi sarebbero anche valutabili dal punto di vista paesaggistico, “in quanto verrebbe evitato il tratto di viabilità (con una pendenza del 10.50% pari a quella dell’attuale strada del Pollino) sulle colline in direzione Bibbiena”; in pratica nel disegno di Marino non sarebbe concepita la realizzazione del viadotto che da Bibbiena alta porterebbe alla nuova rotatoria nord, costruita sul torrente Vessa.
Infatti, nel dettaglio, il progetto di Marino ipotizza di collegare il Pollino con la nuova rotatoria nord con un rialzamento della rotatoria stessa che “consentirebbe di realizzare un ramo di viabilità che, sovrappassando la ferrovia, si ricongiungerebbe alla porzione di viabilità dismessa per Terrossola. In questa ipotesi potrebbe essere demolito l’attuale sovrappasso ferroviario che costituisce un grave impatto sul paesaggio, oltre a determinare gravi impedimenti alla futura utilizzazione delle aree dell’ex cementificio interessate dalla variante.”
Come ci conferma Marino: “Con la Variante buttiamo giù la Sacci e poi che si fa? Si lascia in piedi un mostro come il viadotto di Terrossola e, non solo, se ne costruisce un altro al Pollino con una pendenza superiore al 10% che equivale a quella attuale della strada di Pollino? Mi sembra veramente inconcepibile, nonché un grandissimo spreco di denaro pubblico!”
Inoltre Marino ci spiega che, per realizzare la rotatoria nord (quella del Pollino), dovrebbe essere utilizzato anche un altro suo terreno, quello dell’ex cava che rimane sulla sinistra andando in direzione Corsalone. Ed è anche per questo che in definitiva, le Osservazioni fatte ai Comuni, sottolineano come si siano volute salvaguardare zone edificabili (vedi Pollino, ma anche l’area dell’ex Stimet), mentre non si sia assolutamente presa in considerazione quella della ex Sacci.
Per quanto invece riguarda la “bomba ecologica”, Marino è stato rinviato a giudizio e il tribunale ha confermato che erano presenti nell’ex cementificio, in totale 40 kg di amianto. Come ci dice Marino: “Sparsi da “amici” nella sola area del Comune di Bibbiena; stranamente nell’area ricadente nel Comune di Chiusi non è stato trovato nulla… Io sono stato rimandato a giudizio e la questione è chiusa… Ora quindi voglio chiedere al Sindaco Tellini quanto amianto ha lui nel suo capannone… Glielo chiedo ufficialmente e mi auguro che mi risponda, dato che quanto amianto c’era dentro la Sacci, è stato un Tribunale ad accertarlo…”
Indubbiamente il progetto di Marino farebbe risparmiare molti soldi pubblici, il che non è mai un male… Quello che continuiamo a reputare importante, per la realizzazione di questa Variante è il superamento dell’incrocio del Pollino, davvero pericoloso e, a più riprese, segnalatoci anche dagli abitanti stessi della zona, come un punto davvero rischioso e da modificare quanto prima; la possibilità di trovare una soluzione per gli imprenditori di Fontechiara ed evitare l’esproprio e quindi la chiusura delle loro aziende e, non per ultima, la demolizione della Sacci…
L’eliminazione dell’ex cementificio, però deve andare di pari passo con un accordo serio preso con la proprietà, che, come ci ha confermato ancora una volta Marino Franceschi, è la prima intenzionata a risolvere questa vicenda, ovviamente chiedendo in cambio quello che gli spetta… E non capiamo davvero come sia stato possibile non interpellare Marino per questa questione o ancora peggio, far scrivere da “giornali amici”, il suo assenso ai vari progetti e agli step che si sono susseguiti.
Ricordiamo inoltre ai nostri lettori che per modificare questa piccola porzione di SR71, con un nuovo rattoppo, si spenderanno circa 20 milioni di euro (per un totale di quasi 3 km di strada), circa 6 milioni e 800 mila euro per ogni singolo km…
Forse è il caso di ascoltare più pareri e soprattutto far bene i conti, dato che stiamo parlando dei nostri soldi…

(tratto da CASENTINO2000 | n. 297 | Agosto 2018)

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