Definisce “del tutto inopportuna” la nomina al vertice del parco di Luca Santini, sindaco Pd di Stia ed ex presidente dell’Unione regionale venatoria dell’Appennino. “Dracula presidente dell’Avis? Perché no, se un cacciatore – come vorrebbe il Pd – può diventare presidente del parco nazionale delle Foreste casentinesi, 36mila ettari di territorio boschivo tra Emilia-Romagna e Toscana, uno scrigno di biodiversità dove gli animali dovrebbero godere di una particolare tutela”. L’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana difesa animali e ambiente, definisce “del tutto inopportuna” la nomina al vertice del parco di Luca Santini, sindaco Pd di Stia ed ex presidente dell’Unione regionale cacciatori dell’Appennino.

“Qui non si tratta ovviamente delle persone, ma dei motivi di opportunità di cui la politica dovrebbe farsi carico”, spiega Brambilla. “La ragion d’essere dei parchi è la tutela di flora e fauna, che certo non è in cima agli interessi dei cacciatori”. “Del resto non è la prima volta che il Pd dà prova di insensibilità nella scelta del presidente del parco e, in ogni caso, non mancano candidati provenienti dalla società civile”, osserva la parlamentare del Pdl, che chiede alla politica di “fare un passo indietro e lasciare che a gestire il parco siano persone con tutte le carte in regola”.